Non ci sono più gli horror di una volta, i cosiddetti “survival horror”, e l’effetto di paura oggi è dato solo dallo spavento, non più dalla tensione (la differenza tra le due cose è piuttosto netta, ricordatelo, perché se per generare il primo basta essere dilettanti, per la seconda bisogna essere maestri). Questa lezione non è stata imparata a dovere da alcuni capisaldi dell’industria, basti pensare alla metamorfosi subita dalla saga Resident Evil o la caduta, seppur di minore impronta, di Silent Hill e Alone in the Dark. L’avere citato tre capisaldi del genere horror, come avrete capito, non è un caso, perché negli uffici di Warner Bros. Italia, in data 12 maggio, è stata la volta di F.E.A.R. 3

Ci è sembrata piuttosto palese l’intenzione, da parte sia del publisher che del developer, di mantenere la trama del gioco assolutamente top secret, cosa che se da una parte è un male almeno nell’immediato, dall’altra è un bene, poiché significa che tutti contano che possa essere uno dei pezzi forti del gioco.

Questo è grossomodo quanto siamo riusciti a racimolare qua e là sugli eventi narrati in F.E.A.R. 3, dettagli probabilmente relativi alle prime fasi di gioco: il protagonista, Pointman, che già avevamo avuto il piacere di conoscere nel primo capitolo, si ritroverà ancora una volta accompagnato dal suo team F.E.A.R. (First Encounter Assault Recon) alle prese con Paxton Fettel. Come potrete facilmente prevedere, l’elemento in questione non è una di quelle persone con cui prendereste volentieri una birra il sabato sera, dal momento che oltre ad avere poteri telepatici, ha anche il brutto vizio di mangiare carne umana, un’ abitudine che non è certo catalogabile insieme a quelle cose come infilarsi le dita nel naso o a non alzare la tavoletta del WC, ne converrete. Excursus a parte, il nostro Pointman scoprirà ben presto che il buon cannibale è in realtà suo fratello al servizio della madre, Alma Wade. Fettel chiederà presto al fratello di allearsi con lui contro Alma, che sta per dare alla luce un (altro) abominio: il problema è, da che parte starà Pointman?

Ciò su cui la presentazione è stata concentrata è stato l’aspetto multiplayer del titolo. Delle quattro modalità disponibili, abbiamo avuto modo di provarne tre, ossia “Fucking Run”, “Contractions” e “Soul King”, mentre “Soul Survivor” non era ancora disponibile. Il pezzo forte, ve lo possiamo garantire, è sicuramente la prima di queste prime tre modalità, non fosse altro che si integra perfettamente nell’universo di F.E.A.R, sfoderando un qualcosa di inedito in ambito multigiocatore.

In “Fucking Run” vi ritroverete con un massimo di altri tre compagni oltre a voi, e dovrete scappare dal cosiddetto “Wall of Death”, il Muro della Morte, una sorta di cortina di fumo estremamente minacciosa ed angosciante, a livello sonoro, oltre che visivo: non appena il Muro si comincerà ad avvicinare a voi, lo schermo assumerà tinte grigiastre e un rumore opprimente e ripetitivo non meglio identificabile che vi ingloberà in un mix di tensione e paura. Ovviamente a mettervi i bastoni tra le ruote ci saranno anche dei nemici di livello crescente e, come se non bastasse, l’assorbimento di un solo membro del team da parte del Muro determinerà la sconfitta di tutta la squadra, per cui sarà fondamentale collaborare per raggiungere il prossimo checkpoint, ovunque esso sia.

Per quel che concerne la modalità “Contractions”, anch’essa disponibile per un massimo di quattro giocatori, vi possiamo dire che consiste nel respingere orde di nemici, scaturite dalle contrazioni di Alma (da qui il titolo) e provenienti da una misteriosa nebbia, al fine di proteggere un luogo prestabilito, fortificabile mediante barricate da rinforzare: una specie di “Difendi il fortino”, insomma, piuttosto angosciante ma assai poco originale nelle meccaniche ludiche vere e proprie (una cosa presso che identica, a dirla tutta, è presente in Uncharted 2 e Call of Duty Black Ops, senza andare troppo lontano).

Infine è la volta di “Soul King”, unica modalità competitiva tra quelle disponibili all’evento. Questa volta ci toccherà impersonare un essere demoniaco, potenzialmente debole, ma in grado di prendere possesso dei corpi umani che vagheranno per le mappe di gioco, gestite dall’Intelligenza Artificiale, almeno fino al momento in cui uno dei giocatori umani non ne prenderà possesso: l’unico modo per aumentare il proprio punteggio sarà quello di uccidere i soldati controllati da altri giocatori umani, il che complica non poco le cose. In parole povere, ci troviamo di fronte ad una variante del più classico Deathmatch, con meccaniche di gioco più complesse e proprio per questo almeno inizialmente più confusionarie.

C’è poi “Soul Survivor”, che non abbiamo avuto modo di testare con mano: un peccato, perché probabilmente al pari di “Fucking Run” si tratta di una modalità innovativa o comunque raro a vedersi. In poche parole, quattro giocatori si sfideranno, ma uno di loro sarà corrotto da Alma ad inizio partita e reso uno spettro: sarà compito dei rimanenti tre giocatori individuare l’intruso che, invece, dovrà uccidere i propri “compagni” prima dello scadere del tempo.

Per concludere questa prova su strada, la quale altro non è che un invito a leggere la recensione e magari acquistare il gioco, vi diamo altri dettagli, giusto per mettervi l’acquolina in bocca: sarà presente una modalità “Cooperativa Divergente”, in cui due giocatori umani impersoneranno rispettivamente Pointman e Paxton Fettel, una volta tanto alleati; è stata riconfermata la presenza del Bullet Time e dei Mech, elementi che hanno da sempre contraddistinto la saga; ci sarà l’introduzione di nuovi nemici partoriti direttamente dalla mente di Alma, oltre a un senso di tensione e isolamento aumentato, grazie ad eventi generati casualmente.

Di carne al fuoco ce ne è tanta e, tra le altre cose, i più attenti e/o informati di voi sapranno che al gioco hanno contribuito lo scrittore Steve Niles e il regista John Carpenter, cosa che dovrebbe dare notevole solidità sia alla trama che all’atmosfera (in tutto il gioco ci sono richiami espliciti alla filmografia del regista, su tutti film come “The Fog” e “Prince of Darkness”).

L’ultima data rilasciata dagli sviluppatori come plausibile per l’uscita del gioco è il 24 giugno, ma non è ancora sicura al 100%. Certa è invece la Collector’s Edition, che conterrà uno SteelBook personalizzato, un ComicBook prodotto per l’occasione da DC Comics, il codice per un’arma da scaricare esclusivamente dal PlayStation Store chiamata “The Hammer” e, last but not least, una statua di Alma fluorescente al buio!

Vi consigliamo dunque di seguirci per ulteriori dettagli e chiarimenti, ma per ora ricordate: Blood Runs Deep, FEAR Runs Deeper…

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Dario Caprai
Ormai legato anche affettivamente a PlayStationBit, predilige tutto quello che punti alla semplicità e che magari non costringa a decine di ore di subquest, considerato il tempo libero sempre più scarso (Batman Arkham e Fallout permettendo). Filosenecano, crede che non esista cosa migliore del dedicare tempo a sé stessi e alle proprie passioni. Last but not least: adora le notizie trash.