Al giorno d’oggi la politica di mercato più diffusa è quella della saga a più capitoli, siano essi veri e propri seguiti, prequel o semplici spin-off, come dimostrano brand secolari quali quello di Assassin’s Creed, di Call of Duty e di Final Fantasy, tanto per citare i soliti noti.
Ci sono però alcuni titoli, nati su vecchie console, che la società nascente di videogiocatori non avrà modo di provare, se non con emulatori o simili, e che in ogni caso non riuscirà a gustarsi appieno, come ha fatto lo zoccolo duro di players che da vent’anni o più tengono allenate le loro dita su joystick dalle forme più disparate ed apparecchi sempre più potenti e performanti.
Partendo dal caro vecchio Atari per arrivare fino all’amata PlayStation 4 la corsa è veramente lunga, ma ci sono secondo noi del Bit 5 giochi che più di ogni altro hanno influenzato la nostra vita e, pur sapendo che ognuno ha i suoi preferiti, vogliamo qui proporveli, anche se indicarne solo 5 è quasi riduttivo. Bando alle ciance, comunque, ecco l’elenco dei migliori titoli che i nati nel nuovo Millennio non potranno non rimpiangere.

Tombi

Chi ha avuto una PlayStation One e non è rimasto troppo ingabbiato all’interno dei vari Final Fantasy usciti su questa console ha di certo avuto modo di vedere sugli scaffali questo buffo titolo targato Whopee Camp, in cui un ragazzino dai capelli rosa si vedeva sottrarre un prezioso cimelio appartenuto al nonno da dei malvagi maiali, fatto che ovviamente non poteva restare impunito. Al giocatore quindi l’arduo compito di sconfiggere sette malvagi maiali per riprendere il tesoro di Tomba (il nome originale del gioco, incomprensibilmente cambiato in Italia) esplorando mondi fantastici e coloratissimi e facendo la conoscenza di tante strane creature e di svariati personaggi secondari.
A dispetto di uno stile di gioco semplice e di meccaniche collaudate già nei vari Super Mario, con le schermate a scorrimento orizzontale e la possibilità di saltare sui mostri per morderli (sì, il nostro protagonista ha una passione per i morsi) e sconfiggerli, Tombi aggiungeva tanto pepe a una struttura che di per se poteva già essere considerata antica, inserendo innanzitutto un sistema di equipaggiamenti volti a modificare radicalmente il nostro personaggio nonché necessari per superare determinate zone, come ad esempio il Rampino, qui denominato Acchiappa, ma soprattutto una grafica cartoonesca che si adatta perfettamente al tema ed ai personaggi inseriti, con tanto di filmati stile anime giapponese perfetti per fare da intermezzo all’appassionante storia.
In questo piccolo grande gioco, che ha avuto anche un seguito sempre su PSOne molto apprezzato dai fan, non manca veramente niente, vista l’esaltante storia, lo charme del personaggio e soprattutto dei nemici e le ambientazioni colorate e ricercate. Ovviamente si tratta di un titolo dal livello di difficoltà relativamente basso, pensato per un target adolescente, ma ciò non significa che la Tombi non possa comunque venir considerato una pietra miliare del genere, anche grazie ad una serie di enigmi dal sicuro interesse e dalla non così banale risoluzione, soprattutto perchè molto spesso non era sufficiente portare un oggetto dal punto A al punto B ma veniva richiesto al giocatore di capire cosa usare e quando usarlo, di sfruttare insomma la sua materia grigia molto più che in altri giochi Platform, ricercando uno stile quasi da punta-e-clicca. Questo mix perfetto di azione e pensiero fa si che Tombi sia uno di quei capisaldi nati sulla prima PlayStation che tutti dovrebbero giocare, soprattutto i fan più accaniti delle follie Jappo-Style.

tombi1

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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare numerosi gruppi di recupero e svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi Stefano ha 26 anni e scrive per il Bit, non perchè abbia una scelta, ma perchè se no il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All Stars Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia ai trofei di Platino, con scarsi risultati.