Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è una nota carta di credito, ma è anche vero che ci sono cose che nemmeno con quella si possono ottenere, e sono tutti quei poteri speciali o presunti tali di cui i personaggi dei videogames sono dotati ma che, lo sappiamo, noi non potremo avere mai. Ecco quindi che abbiamo stilato una nostra personale classifica, rigorosamente senza ordine di importanza (come si potrebbe fare a scegliere del resto?) delle 5 cose dei videogames che vorremmo avere nella vita reale ma che, per un motivo o per un altro, sappiamo già che non avremo mai (forse), con tanto di controindicazioni per l’uso, perchè si sa, da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

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1- Il doppio salto

Effetto: Sin dai tempi di Crash Bandicoot abbiamo imparato che molti personaggi nei giochi di piattaforme sono dotati di questa incredibile abilità, cioè riuscire ad eseguire uno stacco e poi, una volta giunti al massimo del loro salto, riuscire a darsi nuovo slancio per arrivare sempre più in alto, verso le nuvole o anche più. Il Doppio Salto è una di quelle funzioni che ogni buon titolo in terza persona con una componetene anche solo leggermente lontana dal realistico può e forse deve avere, partendo come detto da Crash, per arrivare a Jak, Ratchet e tantissimi altri che riescono a librarsi come delle farfalle. Pensate ora nel mondo a quanto potrebbe essere utile questa funzione sia per svolgere le mansioni di tutti i giorni, sia applicata ai vari sport che sicuramente diventerebbero decisamente più movimentati. Potremo quindi dedicarci a togliere le foglie dalla grondaia oppure recuperare il frisbee del vicino finito sul tetto senza ricorrere a nessuna scala, oppure vedere match di calcio in cui il portiere contende il pallone all’attaccante a 4-5 metri d’altezza, così come i rimbalzi nel basket e tanto altro ancora.

Controindicazioni: Dopo aver eseguito con successo il Doppio Salto potreste aver bisogno di un altro potere, il Super Atterraggio, visto che una caduta da un’altezza ragguardevole non sarebbe fatale ma i suoi segni li lascerebbe di certo.

Crash-bandicoot-Playstation 4 salto doppio

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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare numerosi gruppi di recupero e svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi Stefano ha 26 anni e scrive per il Bit, non perchè abbia una scelta, ma perchè se no il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All Stars Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia ai trofei di Platino, con scarsi risultati.