Uno dei titoli di lancio per PlayStation 4 fu un un titolo multiplayer contestualizzato interamente in quel della Seconda Guerra Mondiale. Sviluppato dai ragazzi di Gaijin Entertainment, dal download assolutamente gratuito, il suo nome è ovviamente War Thunder. Quest’oggi facciamo il punto della situazione su questo titolo, tracciandone le basi ma allo stesso tempo seguendone la continua evoluzione, a poco più di un anno dalla sua uscita. E rimanete sintonizzati su PlayStation Bit, perché presto dovremmo organizzare un contest riferito proprio a questo titolo… Intanto non posso che augurarvi una buona lettura!

War-Thunder_005

Liberi di volare

La struttura è quella del free-to-play, insomma, ma a differenza di tante altre “fregature” che richiedono un esborso monetario magari anche basso ma costante, in War Thunder avrete accesso alla quasi totalità delle feature senza sborsare un euro, anche dopo ore, ore e ore di gioco. Le “Golden Eagles” infatti potranno essere acquistate in grandi quantità per velocizzare diversi processi o acquisire i “pezzi pregiati” dell’arsenale messo a disposizione dal giocatore, ma non precluderanno assolutamente il divertimento, qualora decidiate di non comprarle, ma guadagnarle piano piano, con il sudore della fronte, partita dopo partita.

war thunder 005

Ma che cos’è, nello specifico, War Thunder? War Thunder è sia una simulazione di dogfight aerea, per quanto comunque i tratti arcade non vengano mai meno, sia una simulazione bellica tra carri armati: in entrambi i casi i mezzi utilizzabili si collocano cronologicamente negli anni Quaranta, il periodo della Seconda Vergogna dell’Umanità, come già esplicitato, senza scordarci di piccole “digressioni” nella Guerra Civile Spagnola e nella Guerra Coreana. Allo stato attuale delle cose War Thunder può vantare ben 350 aerei – oltre 200 sono stati aggiunti di volta in volta -, provenienti dalle cinque principali nazioni coinvolte nei conflitti sopra citati (dunque Stati Uniti, Germania, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Giappone, con una manciata di velivoli australiani, francesi e italiani a corredo), e un considerevole numero di carri armati targati Unione Sovietica, Germania e, solo recentemente, Stati Uniti.
Non si sarebbe ottenuto un buon risultato se anche le location non avessero rispettato questa enorme fedeltà storica dimostrata dagli sviluppatori: ecco così che le mappe di gioco, che vanno dai 60 ai 200 chilometri quadrati, con il fermo proposito di arrivare ai 300 in futuro, rappresentano alcuni luoghi chiave di alcune fondamentali battaglie combattute decine e decine di anni fa, come Stalingrado o l’isola di Peleliu.

Diverse le modalità presenti, in modo tale da accontentare sia il giocatore più smaliziato sia quello “da una partita e via”. Ci sono le “Arcade Battles” aeree, dai danni e dalla fisica semplificati, dove due team, composti da un massimo di 16 giocatori ciascuno, si scontrano in sfide all’ultimo colpo. Gli obiettivi sono sostanzialmente due: nella sotto-categoria “Ground Strike” dovrete colpire o bombardare alcuni obiettivi nemici a terra, mentre in quella “Dominating” avrete a che fare con la classica modalità “a zone”. Inoltre, è possibile sperimentare anche le “Realistic Battles”: un realismo riscontrabile non solo in termini di gameplay più raffinato, ma anche in alcune scelte “stilistiche”, come ad esempio l’obbligo, da parte dei due schieramenti, di avere mezzi provenienti dalle stesse nazioni, così da creare degli scenari effettivamente realizzatisi in passato.

war thunder 008

Last but not least, sono presenti anche le “Simulator Battles”, concepite esclusivamente per i più esperti: le opzioni sono impostate sul massimo grado di realismo possibile, e l’unica visuale utilizzabile è quella in prima persona, al contrario delle altre modalità di combattimento in cui il punto di vista del giocatore è liberamente “switchabile” da una prima a una forse meno immersiva ma più pratica terza persona. Ed ovviamente, ma questo è assai scontato, esistono modalità di fatto affini ma dedicate interamente ai carri armati, dunque con tutte le logiche differenze del caso.

3 COMMENTI

Comments are closed.