Sviluppatore: Telltale Games Publisher: Telltale Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per Mobile) Genere: Punta e Clicca Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 29,99 €

PlayStationBit ha deciso di non valutare più, singolarmente, ogni singola uscita che forma titoli come quelli di Telltale, cosiddetti “a episodi”. Piuttosto, il corpo dell’articolo sarà aggiornato di volta in volta, di capitolo in capitolo, così come il voto, facendo una somma di tutto quanto visto fino a ora.

In prima pagina troverete un paragrafo relativo all’ultimo episodio uscito, al comparto audiovisivo e ai trofei, mentre in quelle seguenti il nostro parere in merito a quanto già visto.

Telltale Games, ormai da anni, è un punto di riferimento per qualsiasi amante delle avventure grafiche. E per chi, prima che a giocare, sia interessato a lasciarsi conquistare da una storia intrigante.

In realtà, dopo un inizio con il botto che ha portato alla ribalta la casa di sviluppo, il livello medio delle produzioni è andato calando, complice certamente la moltitudine (eccessiva?) di progetti portati avanti contemporaneamente. Vi basti sapere che, nel momento in cui la seconda stagione di Batman comincia, sono in corso d’opera anche la seconda stagione di Minecraft: Story Mode, analizzata di volta in volta dal nostro Gennaro, e la prima dei Guardiani della Galassia, curata invece dall’Ivan di quartiere.

Episodio 2: The Pact

Non ci giriamo molto intorno, non è proprio nello stile del sottoscritto. Questo secondo episodio di Batman: The Enemy Within, dopo un inizio roboante (e forse anche per questo), è una grandissima delusione. Andiamo però con ordine.

Veniamo dal finale del primo episodio, The Enigma, un tripudio di emozioni che difficilmente trovano riscontro nella produzione Telltale. Alcune vittime e un clima di terrore diffuso generato dal personaggio dell’Enigmista è quello che ci lasciamo alle spalle, o proviamo a farlo, perché anche la nostra identità è in serio pericolo. Quello che fa The Pact è non riuscire a convergere la tensione narrativa verso un unico punto ben delineato, ma disperderla continuamente fino a generare, ahinoi, noia.

Alcune cartucce vengono sparate ma fanno cilecca. Tanto per fare nomi e cognomi, Harley Quinn e Bane fanno la loro comparsa (il secondo con tendenze marcate da luchador e con baffi piuttosto improbabili) ma entrambi sono gettati nella mischia piuttosto frettolosamente, soprattutto il feroce energumeno. Così, tra un dialogo piatto e l’altro, procediamo scena dopo scena fino a giungere al finale che, sì, presenta un bel colpo di scena, ma che prima o poi sarebbe certamente dovuto capitare. Più che una questione di “se”, era un questione di “quando”, a partire dalle immagini “preview” dei prossimi episodi, che ci fornivano una certezza inappellabile. Capirete tutto giocandoci.

Joker, altrimenti noto come John Doe, è ancora nel limbo per quanto riguarda la sua trasformazione in arcinemico di Batman, e di un peso specifico come il suo in questo senso si sente la mancanza. Non sfruttato come si deve è anche il fatto che il miliardario filantropo abbia appurato di avere avi invischiati con la criminalità, come sa bene chi ha giocato il primo Batman – The Telltale Series.

Si tratta certamente di un episodio interlocutorio sia nel risultato che nelle intenzioni, ma mettere le basi per quello che sarà non può volere dire banalità e superficialità. Perché anche dal punto di vista del gameplay questo secondo episodio risulta assai più “debole” del primo, sia in merito alle scelte da compiere che raramente ci hanno messo in difficoltà, sia per quanto riguarda le sequenze esplorative/investigative.

Dulcis in fundo, un bug tecnico durante una cutscene che avviene all’interno di un ascensore della Wayne Tech. Nonostante il gioco sia stato riavviato più volte, non c’è stato verso di risolverlo, almeno durante i nostri tentativi. Sostanzialmente, l’audio dei dialoghi continuava a scorrere, così come gli stacchi tra un’inquadratura e l’altra, ma i personaggi coinvolti rimanevano impalati, fissi, immobili, cosicché il tutto sia sfociato prima in una risata, ma poi, in sede di recensione, nel grottesco.

Sempre la solita storia, nel bene e nel male

Per quanto riguarda sia il lato visivo che sonoro di Batman: The Enemy Within i valori della seconda stagione sono praticamente identici a quelli della prima, con la differenza che di acqua ne è passata, sotto i ponti, senza che Telltale se ne sia accorta. Se per quanto riguarda colonna sonora (particolarmente adatta all’universo “batmaniano”) e doppiaggio (inglese, ma molto espressivo come al solito) non ci sentiamo in dovere di lamentarci, lo stesso non si può dire della grafica, più che accettabile ma che meriterebbe un aggiornamento corposo, e che si farà sempre più inevitabile, in termini di dettagli e impatto generale. Last but not least, l’assenza di sottotitoli italiani pesa più che in altri casi “a causa” del personaggio dell’Enigmista, che non farà a meno di porci qualche tranello ricorrendo a un lessico tutt’altro che comune.

Trofeisticamente parlando: sempre la solita storia (pure qui)

I titoli Telltale, tranne rare eccezioni, sono una manna dal cielo per i cacciatori di trofei. Vi basterà portare a termine il gioco, di fatto, per ottenere l’ambito trofeo di Platino, come chiaramente dimostrato dall’elenco trofei.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Dario Caprai
Ormai legato anche affettivamente a PlayStationBit, predilige tutto quello che punti alla semplicità e che magari non costringa a decine di ore di subquest, considerato il tempo libero sempre più scarso (Batman Arkham e Fallout permettendo). Filosenecano, crede che non esista cosa migliore del dedicare tempo a sé stessi e alle proprie passioni. Last but not least: adora le notizie trash.

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