Publisher: A Crowd Of Monsters Developer: A Crowd Of Monsters
Piattaforma: PS4 Genere: Avventura Grafica Giocatori: 16 PEGI: 12 Prezzo: 7,99 €

PlayStationBit ha deciso di non valutare più, singolarmente, ogni singola uscita che forma titoli come quelli di Telltale, cosiddetti “ad episodi”. Piuttosto, il corpo dell’articolo sarà aggiornato di volta in volta, di capitolo in capitolo, così come il voto, facendo una somma di tutto quanto visto fino ad ora.
In prima pagina troverete un paragrafo relativo all’ultimo episodio uscito, al comparto audio-visivo e ai trofei, mentre in quelle seguenti il nostro parere in merito a quanto già visto.

Quasi un anno fa, arrivava su PC il primo episodio di Blues and Bullets, avventura grafica sviluppata dal team indipendente A Crowd of Monster, ambientata tra gli anni ’30 e ’40 negli Stati Uniti. Nonostante sia passato un po’ di tempo dall’uscita originale, gli sviluppatori sono riusciti a portare il gioco anche su PlayStation 4, con un bundle contenente i primi due capitoli dell’avventura. Fino ad ora la critica ha lodato questo titolo per diverse trovate stilistiche e di gameplay, anche piuttosto innovative per un genere tornato in auge solo da qualche anno. Cosa ne pensiamo noi? Scopritelo nella nostra recensione.

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Episodi 1&2

Come abbiamo già anticipato, la critica ha assegnato voti piuttosto convincenti al primo episodio di Blues and Bullets, promuovendo quasi completamente il lavoro dei ragazzi di A Crowd of Monster. Il “quasi” è rivolto soprattutto ad alcuni limiti tecnici, che però analizzeremo più avanti nella recensione. Prima tratteremo la trama dei primi due episodi, pensati per gettare le basi dell’intera trama, in attesa dei prossimi tre, che la concluderanno.

Vecchi amici, nuovi problemi

La nostra avventura è ambientata nella “tranquilla” cittadina di Santa Esperanza, nella quale Eliot Ness ha aperto la sua tavola calda “Blues and Bullets” per tirare avanti, dopo una lunga ed onorata carriera da agente speciale. Quello che non sapete ancora è che Eliot Ness è davvero esistito, ed è l’uomo che negli anni ’30 incastrò il leggendario criminale Al Capone, finito poi in rovina nonostante avesse raggiunto il suo obbiettivo. I ragazzi di A Crow of Monster hanno però provato a dare un “finale alternativo” alla triste storia del detective, mettendolo al centro di un’ultima grande indagine. Le doti di Ness non potevano di certo andare sprecate, così un misterioso committente (che poi si rivelerà una nostra vecchia conoscenza) ci chiederà di ritrovare una persona scomparsa a lui molto cara. Oltre all’indagine, la trama ci porterà a conoscere le vicende passate del protagonista e dei personaggi secondari, in parte tratte da eventi realmente accaduti e in parte romanzate, attraverso flashback interattivi. Una storia coinvolgente (seppur non priva di cliché), unita ad una narrazione piuttosto scorrevole grazie al buon ritmo offerto dal gameplay, danno vita ad una tra le poche avventure attualmente in grado di fare concorrenza al lavoro di Telltale.

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Blues e Proiettili

Cos’hanno in comune un genere musicale e uno strumento di morte? Nulla probabilmente, tranne che per Eliot Ness. Pensadoci un attimo, la sua storia è malinconica come il Blues e molto violenta come i proiettili; allo stesso modo, il gameplay si divide tra fasi più calme caratterizzate da dialoghi, esplorazione e raccolta di indizi e sezioni da sparatutto su binari e quick time event. Tra le fasi “blues” più riuscite c’è senza dubbio quella legata alle indagini sulla scena del crimine: in ogni capitolo, dovremo esaminare un’area e raccogliere indizi, per poi collegarli e ricostruire l’accaduto. Un’idea che ricorda molto quanto visto in LA Noire, impossibile da non citare vista la somiglianza delle ambientazioni, e probabilmente sviluppata anche meglio di quanto visto nel titolo Rockstar, rispetto al quale le capacità deduttive del giocatore vengono messe maggiormente alla prova. La fase “bullets” più interessante invece, risulta quella dedicata allo sparatutto su binari: niente di eccezionale, anzi, il risultato finale è piuttosto mediocre, ma nonostante ciò l’idea di spezzare la staticità di indagini e dialoghi attraverso un genere d’azione comunque piuttosto soft, ci è sembrata molto appropriata al contesto. Blues and Bullets ha il ritmo giusto: sparatorie e indagini si alternano in maniera funzionale, senza mai sovrastarsi.

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Scelte morali

Grazie alle avventure Telltale o ai titoli Quantic Dream, abbiamo imparato che nei videogiochi a volte bisogna compiere delle scelte. Queste decisioni, oltre a cambiare (o almeno a dare questa sensazione al giocatore) il destino dei protagonisti, mettono spesso alla prova la nostra moralità. Blues and Bullets non fa eccezione: nonostante le nostre scelte, per ora, abbiano influenzato in maniera abbastanza marginale la trama, la nostra integrità è stata spesso messa in discussione. Con un protagonista del genere d’altronde era inevitabile trovarsi di fronte a certi bivi, visto il suo dissidio interiore che lo vede sempre combattuto tra applicare la giustizia in maniera legale oppure utilizzando metodi proibiti. In ogni caso, per giudizi più approfonditi di questo aspetto, dovremo attendere i prossimi episodi.

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Fallo con stile

La prima cosa che salta all’occhio avviando Blues and Bullets è lo stile grafico, interamente in bianco e nero con la presenza di un unico colore, che è ovviamente il rosso. Se avete visto Sin City, già saprete di cosa stiamo parlando e scommettiamo che il vostro interesse sia salito non poco, ma attenzione non è tutto oro quel che luccica, diceva un vecchio proverbio. Se infatti la scelta del filtro è ottima e anche il level design ci è parso molto azzeccato, in particolare nei sogni/visioni del protagonista, il comparto tecnico in realtà è abbastanza traballante. Modelli di personaggi e ambientazioni non appartengono sicuramente a questa generazione e le animazioni sono al limite del ridicolo, rendendo impacciati in maniera inverosimile alcuni personaggi. Un vero peccato, perché la credibilità costruita con tutto il buon lavoro su design e story telling, viene smorzata da una realizzazione tecnica piuttosto scadente considerato l’hardware su cui gira.

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Trofeisticamente parlando… non ti sfugge niente!

Blues and Bullets porta in dote 36 trofei, tra cui il tanto ambito Platino. Conquistarli sarà abbastanza semplice dato che, la maggior parte, è ottenibile semplicemente progredendo con la storia. Fanno eccezione cinque trofei, che invece ci chiederanno di esaminare tutti gli oggetti/indizi in ogni capitolo; nulla di complicato in ogni caso, dato che nella schermata di selezione capitolo ci verrà indicata la percentuale di completamento di ogni checkpoint, in maniera analoga a quanto visto in Life is Strange. Per ulteriori consigli, vi invitiamo a consultare la nostra guida ai trofei che è già in fase di lavorazione sul forum.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7/10
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Gennaro Favatà
Detto anche "Giovanni", dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStation Bit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e non-sense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per 10 minuti.