Publisher: Aksys Games Developer: LookAtMyGame
Piattaforma: PS4  Genere: Platform/RPG Giocatori:PEGI: 7 Prezzo: 12,99 €

“Invece di andare avanti, torniamo indietro” potrebbe gridare alla vista di Chronicles of Teddy uno dei tanti profani dei videogiochi, poco avvezzo al genere indie e più interessato a grafiche “superpompate”. In effetti, superficialità a parte, Chronicles of Teddy non è qualcosa di nuovo e non vuole neanche esserlo, riportando alla mente vecchie glorie dei videogiochi come il secondo capitolo di The Legend of Zelda, uscito quasi trent’anni fa su NES. E allora che senso ha, nel 2016 su PlayStation 4, riprendere quello stile grafico, quelle meccaniche di gameplay e quel genere “metroidvania” timidamente riapparso solo da qualche anno? Una risposta proviamo a darvela con la nostra recensione.

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Stavolta la principessa si salva da sola

Dopo un’introduzione di pochi minuti, che ci racconta brevemente anche le vicende del prequel (Finding Teddy, avventura grafica uscita solo su iOS e PC un paio d’anni fa), veniamo introdotti nel magico mondo di Exidus che questa volta è minacciato dal malvagio Anguis. Il Re Tarant è stato infatti spodestato proprio da Anguis e cercherà l’aiuto di un’innocente (?) bambina per recuperare il suo trono e riportare la pace nel regno. Durante l’avventura però, ci renderemo conto che lo spazio dedicato alla narrazione è davvero misero e il gioco è quasi del tutto incentrato sul gameplay. Inoltre, il collegamento con quanto accaduto nel primo episodio è davvero poco approfondito, ridotto soltanto a poche righe di testo nel prologo. I personaggi non sono pochi, ma la loro caratterizzazione stenta a decollare con protagonisti e comparse facilmente dimenticabili. Sul fronte narrativo in sostanza ci si trova davanti ad una trama molto lineare, che in una ventina d’ore porterà il giocatore all’happy ending di rito.

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Old school

Così come per la trama, anche nel gameplay, Chronicles of Teddy risulta un titolo molto “vecchia scuola”, in cui l’immediatezza, almeno nei controlli, la fa da padrone: solo due tasti d’azione per salto e attacco, con la parata che è eseguibile restando fermi e infine il tasto per attivare il Musicom, di cui però parleremo in seguito. La struttura di base è quella classica di un “metroidvania”: 2D, mappa di gioco completamente esplorabile, tanto backtracking e un tocco retrò con la grafica in pixel-art. Soprattutto nelle prime ore di gioco però, ci si accorge di quanto sia in un certo senso lenta l’avventura: i combattimenti non sono poi così tanti e favoriscono la pazienza più che la prontezza di riflessi, inoltre il vero cuore del gioco risiede nell’esplorazione e nel già citato backtracking. Inizialmente, anche a causa dell’assenza di tutorial, il ritmo del gioco è piuttosto lento e spesso porta a girare a vuoto, prima di farci venire a capo delle situazioni (anche a causa di una mappa realizzata in maniera scellerata). Da un certo punto di vista, questo tipo di gameplay stimola la curiosità del giocatore disposto a resistere alla frustrazione di non sapere cosa fare, ma allo stesso tempo scoraggia i meno curiosi.

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1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7/10
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Gennaro Favatà
Detto anche "Giovanni", dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStation Bit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e non-sense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per 10 minuti.