Sviluppatore: Arc System Works Publisher: Bandai Namco Piattaforma: PS4 Genere: Picchiaduro Giocatori: 1-2 (Online: 2-6) PEGI: 12 Prezzo: 69,99 €

Online

Terminati allenamento e modalità principale potremo allora dedicarci a qualche partita in locale (anche con la struttura di un torneo, volendo) e alla modalità Arcade, che propone una serie di scontri in cui sarà calcolato, alla fine, un punteggio finale, scontri per un minimo di tre a un massimo di sette, per una quantità di buon senso applicata a questa modalità superiore rispetto a quella utilizzata nella Storia.

Qui avremo anche modo di ottenere le sfere del drago grazie all’esecuzione di specifiche combo; una volta completata la collezione, Shenron ci chiederà di esaudire un desiderio, che può andare dalla carica della barra vitale alla resurrezione di un compagno caduto. Una simpatica variante che ben si sposa al discorso che facevamo prima, sull’incarnare lo spirito di un prodotto su licenza. Sarà poi la volta di spendere tutto quanto accumulato in termini economici in capsule presso l’apposito negozio; purtroppo, per sommo dispiacere del senso di progressione che alberga in ognuno di noi, non sbloccheremo nuove abilità, trasformazioni o altre cose pesanti a livello contenutistico, ma solo nuovi oggetti per personalizzare la propria card lottatore, adesivi per interagire con gli altri giocatori presenti nella lobby e ancora chibi con cui muoverci per questo menù tridimensionale.

Una volta skillati il giusto, sarà finalmente la volta di buttarsi in rete. In questo senso la situazione è tutt’altro che rosea per ammissione di Bandai Namco stessa, che rilascerà – o ha già rilasciato – aggiornamenti atti a migliorare le funzionalità di rete; la stabilità è tutto sommato solida, ma ci sono margini di miglioramento per quel che riguarda il matchmaking. L’intento, comunque, sembra quello di andare verso la creazione di una community solida, come dimostra il lavoro svolto nella strutturazione dell’area dedicata ai replay salvati e poi caricati in rete. Non molto robuste, ma almeno le basi sembrano esserci per, auspicabilmente, ampliare progressivamente un comparto che allo stato attuale delle cose non va molto oltre le classiche partite amichevoli e classificate.

Strepitoso è il lato visivo, che nulla ha da invidiare al cartone animato e che brilla, in particolar modo, per fluidità; nelle numerose ore di gioco che abbiamo effettuato non abbiamo mai riscontrato anche un singolo calo di frame rate. A essere ottimo è anche il doppiaggio originale giapponese così come quello in inglese, assolutamente ispirato, mentre del tutto discutibile è la scelta fatta per la colonna sonora. Non che i brani siano scadenti, tutt’altro; accompagnano bene l’azione di gioco, debbano farlo per i menù di gioco o durante sequenze di combattimento. Ma fa piangere il cuore vedere fare capolino sullo store l’Anime Music Pack come contenuto a pagamento, poiché contiene undici brani tratti da Dragon Ball, Dragon Ball Z e Dragon Ball GT (quest’ultimo tra l’altro scanonizzato, se così possiamo dire, da Super Dragon Ball Z, dunque… perché fare ciò?) tra cui il celebre “Cha-La Head-Cha-La”, che dovrebbe, veramente, essere un bene di tutti.

Trofeisticamente parlando: è lung(hissim)a la via del guerriero

Ottenere i trofei offline di Dragon Ball FighterZ non porterebbe via molto tempo, né sarebbe complicato, se non ci fossero due trofei che richiedono rispettivamente di ottenere una quantità esorbitante di zeni, la valuta di gioco, e di punti battaglia. Si parla rispettivamente di venti milioni e 530.000; questo rende la tempistica per ottenere il Platino di circa 150 ore!

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Dario Caprai
Ormai legato anche affettivamente a PlayStationBit, predilige tutto quello che punti alla semplicità e che magari non costringa a decine di ore di subquest, considerato il tempo libero sempre più scarso (Batman Arkham e Fallout permettendo). Filosenecano, crede che non esista cosa migliore del dedicare tempo a sé stessi e alle proprie passioni. Last but not least: adora le notizie trash.

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