PlayStationBit 4.0

Drive!Drive!Drive! – Recensione

Chi da bambino non ha mai ardentemente desiderato guardare e pilotare due macchinine giocattolo contemporaneamente e addirittura su due tracciati diversi, giusto per il gusto di vedere un’auto sfrecciare attraverso la bandiera a scacchi due volte in pochissimo tempo? Beh, probabilmente erano gusti singolari, ma la sensazione di vincere è sempre stata appagante, figuriamoci farlo più volte in pochi secondi! Drive!Drive!Drive! preannuncia il suo scopo già dal nome. E’ tempo di scendere in pista a bordo della nostra recensione e vedere se l’acceleratore valga o meno la pena schiacciarlo.

Takedown!

Drive!Drive!Drive! è un videogioco di guida frenetico in cui bisognerà guidare e portare alla vittoria più veicoli nello stesso momento in tracciati diversi. Si tratta di un genere di stampo arcade, in cui la chiave per portare a casa la medaglia d’oro sarà collaborare con sé stessi, per così dire. L’idea di base è innovativa, stuzzicante e interessante, il solo pensiero di dover vincere, ad esempio, tre gare in pochi secondi rende il tutto più frenetico dei soliti videogiochi di guida. Molto curiosa anche la scelta di guidare un determinato numero di veicoli contemporaneamente su un uguale numero di tracciati sovrapposti l’uno sull’altro.

Non avremo una vera e propria carriera ad attenderci, così come neppure una sorta di concetto che ci spieghi perché ci troviamo a dover gareggiare contro auto senza conducente in una realtà stile Tron. Appena avviato il gioco, piuttosto, verremo sottoposti a un sintetico ma efficace tutorial, in cui impareremo le basi della guida. Il gameplay è talmente banale e intuitivo che saprete giocare al meglio il titolo anche senza il minimo allenamento, con i comandi base di ogni generico videogioco di guida, l’aggiunta del turbo e la sua carica derapando, saltando o schiantando i nostri avversari.

Cinquanta volte il primo giro

A tenerci compagnia durante le nostre sessioni di gioco avremo la modalità principale, la cosiddetta Campagna. Avviandola verremo trasportati in una sorta di mappamondo, e qui ci ritroveremo a selezionare i mondi dove si svolgono queste misteriose gare. I mondi sono dieci in totale e ognuno di essi – rappresentato da pianeti, satelliti o, non chiedeteci il motivo, dinosauri spaziali – ci proporrà cinque gare da vincere, portando dunque a cinquanta il numero di eventi della modalità intera. Questa è facilmente completabile non solo grazie al selettore di difficoltà, ma soprattutto perché è sufficiente portare a casa una medaglia di bronzo per andare al tracciato successivo.

La campagna è senza se e senza ma la componente di gioco più completa, in quanto ci permetterà di sbloccare tutti i dieci veicoli e le relative decalcomanie (nel gioco chiamate Team), che avranno il solo scopo decorativo. La seconda modalità, che si sbloccherà solo dopo aver completato la prima, è la campagna Offensiva. Verremo sottoposti ad altri cinquanta tracciati giusto un tantino più articolati di quelli della prima campagna, ma con la possibilità di proseguire solo con una medaglia d’oro.

Ogni tracciato di queste due modalità avrà inspiegabilmente il limite massimo di un solo giro, e con questa scelta (a nostro parere, almeno) gli sviluppatori hanno ridotto esponenzialmente la longevità del titolo, scavandosi in un certo qual modo la fossa da soli. Avremo a disposizione quattro tipi di corse nel corso (scusate il gioco di parole) del gioco, ossia la tipologia Purista, Arcade, Prova a tempo e Raccolta. La prima consiste nell’arrivare con tutti i veicoli alle posizioni più alte possibili; in Arcade invece ci ritroveremo a fare il conto di molteplici fattori, quali la posizione, i danni arrecati agli avversari e le nostre acrobazie per segnare un punteggio più alto di quello indicato a inizio gara.

La Prova a tempo, invece, a differenza di quelle di ogni altro videogioco del genere, è molto più frenetica del previsto. Dovremo, come sempre, condurre tutti i nostri veicoli all’arrivo, ma i secondi contati saranno sommati tra tutti i tracciati. Se dunque ci ritroveremo in una prova a tempo con quattro veicoli da guidare, un secondo verrà contato come quadruplicato fino all’arrivo di uno dei mezzi, per scendere di un secondo alla volta e così via; la chiave per la vittoria sarà dunque quella di ingegnarsi e spostare l’azione su tutti i veicoli di nostra appartenenza. L’ultima modalità è Raccolta, la più semplice da completare. In un tracciato dovremo raccogliere un certo numero di cristalli, di colore rosa e larghi quanto due auto, e tagliare il traguardo non necessariamente in prima posizione. Per ottenere il miglior risultato consigliamo sempre di effettuare uno switch tra auto, anche se per alcuni livelli non sarà neppure necessario.

Il computer è davvero più intelligente dell’uomo?

Le due elencate nella prima pagina sono le modalità principali di Drive!Drive!Drive!, ma per nostra fortuna non le uniche. Si aggiunge alla lista anche una modalità online, che però difficilmente avrete la possibilità di provare vista la completa desolazione dei server. Basti sapere che è possibile giocare contro a quattro giocatori, e che quella online è l’unica componente del gioco che ci permetterà di cambiare a piacimento il colore del nostro mezzo. L’ultima, non per rilevanza, modalità di gioco sta nella creazione di una pista personalizzata.

Avviando la creazione, Drive!Drive!Drive! ci metterà a disposizione diversi pezzi di pista da mettere insieme, tra rettilinei, curve larghe o strette, rampe e tanto altro ancora, per poter dar luce al tracciato dei nostri sogni e condividerlo pubblicamente nelle creazioni della community, dove troveremo centinaia di altri tracciati creati dagli utenti di tutto il mondo valorizzati da un punteggio che va da una a cinque stelle.

Abbiamo toccato i punti di forza di Drive!Drive!Drive!, ma è tempo di fare pressione sui punti dolenti. Per quanto riguarda il gameplay, come abbiamo già accennato, il titolo Different Cloth rende l’attività del giocare estremamente semplificata, non aggiungendo nulla di innovativo in questo comparto, meccanica dello switch a parte. Basterà essenzialmente accelerare, frenare quando di dovere e derapare per caricare il turbo, che una volta attivato ci consentirà di seminare facilmente l’IA. Qui è dove il titolo più soffre; quella che infatti il gioco stesso chiama idiozia artificiale ci farà mettere le mani nei capelli tant’è stupida.

Già nel tutorial vedremo le auto avversarie cadere verso burroni o andare in testacoda senza alcun apparente motivo, anche alla difficoltà più elevata. Stessa cosa purtroppo si ripete con la nostra auto temporaneamente pilotata dalla CPU mentre noi saremo occupati a guidarne un’altra. Effettuando lo switch, molte volte ritroverete la vostra cara automobile sottosopra o che sta guidando nel senso sbagliato o ancora incastrata in qualche poligono di un tracciato che non le appartiene. Più che fastidiose le sezioni di salto lungo, tratto di pista che l’IA non riesce mai a superare come dovrebbe, di conseguenza le nostre auto lasciate all’intelligenza del gioco cadranno inesorabilmente dalla rampa.

Come non accennare agli evidenti glitch grafici e ai bug. Già a partire dall’avvio di una gara, si può notare come alcuni veicoli (eccezion fatta per i più grossi, come il camion) comincino la gara fluttuando a pochi centimetri dal terreno, così come risalta subito all’occhio la disposizione dei veicoli sempre prima della partenza, a volte normale, altre volte scombinata, con veicoli uno sopra l’altro. La fisica è pressoché inesistente, sarà perché ci troveremo nello spazio o perché gli autori del gioco hanno combinato un pastrocchio. Sotto questo aspetto, il gioco ci ha dato davvero la sensazione di giocare da soli, senza un minimo di vera competizione in ballo, deludendoci nella sua esecuzione. Un vero peccato.

Splendente come una cyber Ferrari

Seppur relativamente povero di tracce audio, musicalmente il gioco è gradevole. Il comparto sonoro è incalzante, le canzoni sono azzeccate con il contesto futuristico, mentre i suoni ambientali e dei veicoli sono buoni. La grafica poligonale non mina affatto l’esperienza di gioco, se escludiamo la presenza di dossi quasi impossibili da individuare. I colori non sono quasi mai vivaci, bensì cupi e dominano il viola, il grigio e il nero.

Il level design è dunque poco vario, tuttavia, grazie alla buona varietà di pezzi con cui creare i tracciati, le piste difficilmente sapranno di già visto. Le automobili risultano essere modelli specifici e mai simili tra loro, senza contare le peculiarità di ogni singolo veicolo; alcune saranno più maneggevoli altre più veloci, altre invece semplicemente più affascinanti. Poco ispirate invece le decalcomanie, o Team che dir si voglia, che altro non sembrano che disegnini fatti in pochi secondi da appiccicare all’auto.

Trofeisticamente parlando: cento medaglie valgono un trofeo?

Purtroppo sì, l’elenco trofei di Drive!Drive!Drive! non ha un trofeo di Platino. Ottenere il 100% sarà una passeggiata, basterà terminare la modalità Campagna anche con cinquanta medaglie di bronzo per poi completare la successiva, l’Offensiva, dove però dovrete impegnarvi un tantino per prendere le medaglie d’oro. Questo secondo passaggio potrebbe sembrare frustrante, in realtà con il giusto allenamento non ci metterete troppo. Durante le gare, sia singole che di campagna, bisognerà anche effettuare alcune piccole azioni, come derapare e saltare per quattrocento metri o ancora colpire un avversario proveniente da un altro tracciato a mezz’aria. Nulla di complicato, in 6-7 ore dovreste riuscire a completare il tutto.