Sviluppatore: Square Enix Publisher: Square Enix Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 49,99 €

Dopo l’enorme successo di Final Fantasy X su PlayStation 2 (arrivato nel 2002 in Europa), Square Enix provò a stravolgere la formula con Final Fantasy XII (rilasciato nel 2007, cinque anni dopo il decimo capitolo). Un nuovo gameplay, più dinamico rispetto agli episodi precedenti della saga, una grafica da urlo e una trama ancor più matura e adulta convinsero pienamente la critica. Il pubblico, che aveva ancora negli occhi e nel cuore la storia d’amore tra Tidus e Yuna, al contrario rimase interdetto dal cambio di rotta di Square Enix, con le prime lamentele dei fan della serie (che poi sfoceranno in aspre critiche con Final Fantasy XIII, ma questa è un’altra storia). A dieci anni dalla release originale, gli sviluppatori hanno deciso di riproporre questo titolo, a nostro avviso fin troppo sottovalutato dai videogiocatori, apportando tantissime novità al gameplay e al comparto grafico. Il risultato? Scopritelo nella nostra recensione.

Game of Thrones, versione Ivalice

Il paragone è azzardato, chiaramente provocatorio, ma comunque non troppo esagerato. Come vi avevamo anticipato in apertura di recensione, la trama di Final Fantasy XII è molto matura e adulta rispetto ai suoi predecessori, e paragonarla alla celebre serie fantasy di George R. R. Martin non è un’eresia. Gli intrighi per il governo del regno, le guerre e i continui colpi di scena, ricordano quelli già visti in Game of Thrones (senza la violenza dello show televisivo) e la cosa non ci è dispiaciuta affatto. La storia ha infatti inizio a Rabanastre, capitale del regno di Dalmasca, in cui si celebra il matrimonio tra la principessa Ashe e il principe Rasler di Nabradia. La guerra però incombe e l’impero di Archadia riesce a mettere sotto assedio sia Nabradia che Dalmasca; la sconfitta in battaglia, unita alla morte del principe Rasler, portano il re di Dalmasca a firmare un trattato di resa. Da questo momento in poi assisteremo a tutta una serie di incredibili rivelazioni, impersonando Reks, soldato volontario al servizio dei cavalieri di Dalmasca.

Finita la scena introduttiva che funge anche da tutorial, ci caleremo nei panni del giovane Vaan, fratello di Reks, a due anni dagli eventi mostrati in precedenza. Lo spirito da avventuriero di Vaan, unito alla sua predisposizione per i furti, lo porteranno a essere coinvolto in eventi molto più grandi di lui: insieme a Penelo, Balthier, Fran e Amalia (di cui scopriremo più avanti la vera identità) e, più avanti nella storia, all’ex-capitano Basch, si troverà infatti a combattere per la Resistenza, con l’obiettivo di liberare il regno dalla tirannia di Archadia. Evitiamo di spingerci oltre nella descrizione della trama al fine di evitare spoiler per chi, nonostante siano passati dieci anni, non abbia mai avuto occasione di giocare a Final Fantasy XII su PlayStation 2. Quello che possiamo dirvi è che il gioco non è invecchiato male, anzi; se avete già affrontato l’avventura ai tempi, come il sottoscritto, riuscirete sicuramente ad apprezzare di più la trama rispetto alla prima volta che l’avete giocata.

Quello che invece è riuscito meno agli sviluppatori è stata la caratterizzazione dei protagonisti. Vaan è uno dei personaggi meno carismatici nella storia dei Final Fantasy, soprattutto se paragonato ad alcuni suoi predecessori più celebri come Cloud, Tidus e Squall. Stesso discorso per Penelo, Balthier e Fran che, per quanto ci riguarda, rimangono personaggi con buone potenzialità, ma sfruttati in maniera discutibile. Amalia e Bash invece, lasciano un segno molto più tangibile sulla trama e a livello emozionale. Molto convincenti gli antagonisti, su cui spicca Vayne Solidor, capace di farsi odiare (o amare, se vi affascina il “lato oscuro”) fin dalle sue prime comparse. Quello che forse manca, oltre al carisma dei protagonisti, è l’aspetto sentimentale; dopo la storia d’amore tra Tidus e Yuna di Final Fantasy X, gli sviluppatori hanno preferito raccontare una storia più incentrata su guerra e politica. Per noi, è questo il vero motivo per cui Final Fantasy XII non è mai riuscito a fare breccia nei cuori dei fan. Rigiocare oggi l’avventura, senza il paragone con il decimo capitolo (che ai tempi dell’uscita originale era inevitabile), permette di apprezzare meglio quello che il gioco ha da offrire. Complessivamente, nonostante qualche incertezza nella caratterizzazione dei personaggi, la narrazione è all’altezza della saga e l’ambientazione rimane tra le più belle mai viste in un Final Fantasy.

Addio turni, benvenuto gambit!

L’altro motivo che confuse qualche fan di vecchia data della serie, fu il cambio di gameplay. Dal sistema a turni che caratterizzò la serie fino a quel momento, si passò a dinamiche molto più action, con l’eliminazione degli incontri casuali e il controllo del team in tempo reale. In molti hanno considerato, e considerano tutt’ora, questa svolta come la “fine” di Final Fantasy (soprattutto a causa dell’insuccesso dei capitoli successivi che hanno ripreso e sviluppato il gameplay action del dodicesimo episodio) ma a nostro parere questo nuovo sistema è un’evoluzione più che riuscita di quello a turni, più tradizionale. Questa modernizzazione permette a Final Fantasy XII di essere godibile anche su PlayStation 4 a dieci anni dalla sua uscita, supportato dalle novità introdotte dalla rimasterizzazione.

Partiamo però con ordine, descrivendo meglio il gameplay per i nuovi arrivati o per chi volesse rinfrescarsi la memoria. Il gioco ci permetterà in ogni momento di accedere a un menù, grazie al quale potremo utilizzare oggetti e magie. Quando ci troveremo vicini a un nemico, sempre attraverso lo stesso menù, potremo attaccare con diverse tecniche o magie. Mentre selezioneremo la nostra mossa il gioco si fermerà, permettendoci di ponderare al meglio la scelta migliore; una volta selezionata l’azione desiderata, dovremo aspettare il caricamento di una piccola barra, nel frattempo però potremo muovere il personaggio, al contrario del momento della scelta dell’azione.

E il resto del party? Final Fantasy XII introduce un sistema denominato “gambit” grazie al quale è possibile gestire gli altri componenti della squadra. Il gambit, in sostanza, non è altro che una serie di istruzioni personalizzabili, assegnabili a ogni personaggio prima di ogni battaglia (modificabili anche durante i combattimenti); potrete ad esempio dare l’ordine a un personaggio di attaccare il nemico con meno energia, a un altro di curare un membro della squadra con meno di una determinata percentuale di punti vita, eseguire determinate magie e tecniche in determinati momenti. Viste le centinaia di opzioni a disposizione avremo l’imbarazzo della scelta, con infinite possibilità strategiche. Un’altra importante novità introdotta è lo Zodiac Job System; a differenza dell’edizione uscita in Europa su PlayStation 2, in cui ci veniva dato uno schema di sviluppo prestabilito, potremo scegliere di assegnare a ogni personaggio una delle dodici diverse classi. Grazie a questa nuova feature, il gameplay acquisisce più profondità rispetto al passato, permettendo una maggiore personalizzazione del team e un utilizzo migliore delle caratteristiche dei protagonisti. Potrete approfittare delle statistiche da “tank” di Vaan, della magia di Penelo o della forza bruta di Bash.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Gennaro Favatà
Detto anche "Giovanni", dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStation Bit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e non-sense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per 10 minuti.