Sviluppatore: Crescent Moon Games, We're Five Games, Blowfish Studios Publisher: Crescent Moon Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per Mobile) Genere: FPS Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 14,99 €

Sony ha aperto le porte agli sviluppatori indie, e da allora non smettiamo di trovarne di nuovi sullo store. Ci sono giochi in questa categoria che hanno fatto fortuna, come Inside o Limbo per citarne alcuni, altri invece sono rimasti nell’anonimato. A quale dei due lati apparterrà Morphite? Scopriamolo insieme!

Myrah in the sky with diamonds

Il first-person shooter Morphite di Crescent Moon Games, compagnia che ha già sviluppato molteplici videogiochi mobile, come si intuisce a prima occhiata si rifà al celebre No Man’s Sky di Hello Games.

In Morphite controlleremo la giovane Myrah Kale, assistente di Mr. Mason e accompagnata da Kitcat, un misterioso gattino robot. Il gioco è ambientato in un futuro dove l’umanità ha esteso i suoi confini muovendosi nello spazio; il nostro viaggio comincerà tuttavia nella maniera più semplice possibile. Mr. Mason ci incaricherà, senza apparente motivo, di recarci su un pianeta limitrofo per scansionare alcune forme di vita e portargli i dati in compagnia del gatto robotico Kitcat Meow2; troveremo un frammento di Arco galattico, che al contatto con Myrah genererà in lei alcuni flashback.

Dopo alcune missioni svolte incroceremo lo sguardo con uno strano oggetto pulsante di colore rosa, un materiale misterioso chiamato Morphite che seguirà Myrah in giro per i mondi e la aiuterà a venire a capo dei misteri dello stesso materiale. Si scoprirà successivamente dell’esistenza di uno strano gruppo noto come i Morphite Raiders, che agiscono dietro le direttive del Dr. Klone, mentore di Mr. Mason che, studiando la Morphite, ne rimase ossessionato dal potere. Una storia che cerca di essere complessa e ricca di colpi di scena, ma che fallisce miseramente risultando solamente banale e inconcludente.

Si vola!

Come già scritto, Morphite si rifà a No Man’s Sky. Così come quest’ultimo, viaggeremo nello spazio con la possibilità di atterrare su centinaia o forse migliaia di pianeti generati proceduralmente, servendoci della Starmap. Durante il volo saranno visibili due barre in alto a sinistra, una rossa e l’altra blu, che rispettivamente indicheranno i livelli di salute della nostra nave e di carburante. La prima viene minacciata soltanto nel caso in cui ci addentrassimo in un campo di asteroidi, o quando una nave pirata ci dovesse attaccare, mentre la seconda si svuota man mano che viaggeremo per i sistemi. Entrambe, tuttavia, sono ricaricabili spendendo i chunks (pezzi) presso le stazioni spaziali, o ancor più semplicemente aspettando.

Aprendo la Starmap ci ritroveremo una moltitudine di sistemi da poter esplorare, e quello che ci porterà avanti nella storia verrà marcato in verde da Kitcat. Selezionando un sistema ci ritroveremo nella sua mappa galattica, dove potremo visualizzare le temperature e i livelli atmosferici dei pianeti desiderati, che potranno essere addirittura inaccessibili se non si dispone di upgrade termici. Tuttavia, in maniera differente da come accade in No Man’s Sky, ci basterà premere un paio di tasti per trovarci già all’interno di un pianeta. Nessun vero e proprio viaggio spaziale.

Pew, pew, pew

Una volta atterrati conosceremo il vero gameplay. Il gioco consiste nello scansionare le forme di vita dei pianeti, uccidere gli esseri ostili con le armi da fuoco e risolvere enigmi. Gli oggetti che avremo a disposizione sono in tutto dieci, e sono la pistola al plasma, la granata a ioni, il cane armato Puggles, una pistola laser, un lanciamissili e un fucile automatico, mentre gli attrezzi sono lo scanner, il Beacon, l’arpione e l’Holo piattaforma, armi che potremo potenziare dai mercanti in cambio di pezzi e materiali, che si troveranno casualmente distruggendo determinate pietre o cristalli.

Non c’è molto da dire sulle armi da fuoco, che serviranno tutte a eliminare i nemici e aprire le porte; dedichiamoci invece agli attrezzi. Lo scanner sarà la nostra primaria fonte di guadagno, in quanto potremo rivendere i dati su piante e animali scansionati; il Beacon non è altro che un richiamo per la nostra navicella (che casualmente ci rifornirà di munizioni); l’arpione è uno strumento che useremo soltanto durante la storia, dato che funziona solo su piattaforme prestabilite che non incontreremo altrove; mentre l’Holo piattaforma è lo strumento più buggato del gioco, che ci consentirà di creare degli appoggi che, di norma, ci serviranno per superare le sezioni più ostiche di platforming, ma che potremo usare anche per andare oltre i confini della mappa o addirittura saltare intere sezioni della storia e quindi rompere il gioco (LOL NdD).

Per giocare a Morphite ci serviranno pochi tasti. Il tasto X per saltare, la levetta sinistra per muoversi e la destra per spostare la telecamera, il tasto R2 per sparare ed R1 per mirare automaticamente (feature che saltuariamente non funzionerà), Triangolo per visualizzare le missioni in corso e quelle compiute, il tasto direzionale su per visualizzare la mappa e gli altri tasti direzionali per cambiare arma. Così tanti tasti inutilizzati, eppure alcuni di questi fanno coincidere più azioni. Basti pensare alle armi che cambieranno involontariamente mentre cercheremo di zoomare la mappa… imperdonabile.