Sviluppatore: Blizzard Entertainment Publisher: Blizzard Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Sparatutto Giocatori: 1 (Online: 2-12) PEGI: 12 Prezzo: 69,99 €

Quando Blizzard decide di lanciare un titolo il successo è assicurato (parliamo degli stessi sviluppatori di World of Warcraft, Starcraft e Diablo), ma probabilmente un fenomeno virale del calibro di Overwatch se lo aspettavano in pochi. Il fandom è già impazzito per il variopinto cast di personaggi, arrivando anche ad atteggiamenti morbosi (qualche settimana fa, Overwatch è diventata una tra le parole chiave più utilizzate su Pornhub). Quello che interessa a noi però è il gioco vero e proprio, più che il fenomeno generato attorno a esso, per scoprire cosa ne pensiamo vi basta continuare a leggere la nostra recensione.

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No Single Player, no Party?

Overwatch è un titolo pensato esclusivamente per il multiplayer e difficilmente gli sviluppatori implementeranno modalità per il single player in futuro. Questo però non significa che debba essere giocato obbligatoriamente in compagnia di altri amici, o peggio, che non abbia una trama. In realtà più che trama, si tratta di Lore, termine ormai di moda con l’avvento dei vari Souls (ma davvero, cavolo, hanno imparato tutti insieme una parola nuova, pare NdD), perché, breve filmato introduttivo a parte, il gioco non presenta cutscenes o comunque informazioni dirette sul background narrativo. Blizzard ha deciso di lasciare al giocatore il piacere di scoprire la storia dell’universo di Overwatch e di conseguenza di ogni personaggio, come? Con tanti indizi sparsi nelle mappe, battutine più o meno accese scambiate dai personaggi prima dell’inizio della partita e corti animati pubblicati sul canale ufficiale Youtube. Insomma, Overwatch è più che un semplice sparatutto e quello di cui vi abbiamo parlato in questo paragrafo è solo uno dei dei tanti motivi per cui si è già creata una fan base enorme attorno alla produzione Blizzard.

Lupi solitari? No, grazie.

Come anticipavamo precedentemente, nonostante Overwatch non offra modalità in single player è possibile giocarlo e apprezzarlo anche senza il supporto dei propri amici. Tuttavia viene posta una condizione: giocare di squadra. La cooperazione è infatti uno degli elementi fondamentali alla base della produzione, senza la quale il gioco stesso non funziona; andando avanti con il solo obbiettivo di accumulare uccisioni, molto probabilmente continuerete a perdere e finirete per stancarvi molto presto. Al contrario, lavorando di squadra e cercando di creare il giusto mix tra classi offensive, difensive e di supporto con gli altri giocatori, non solo comincerete a vincere, ma potrete apprezzare al massimo quello che il titolo ha da offrire.

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Un esempio rapido? Immaginate la soddisfazione di congelare un nemico o alzare un muro di ghiaccio con Mei, proprio negli ultimi minuti di partita, permettendo alla squadra di sferrare il colpo decisivo per la vittoria; molto meglio che collezionare qualche uccisione in più degli avversari, come ci hanno abituato gli FPS competitivi negli ultimi anni. Di esempi del genere potremmo farne a decine, grazie alla grandissima varietà di classi e di abilità di ogni personaggio: la sostanza rimane comunque la stessa, Overwatch piace perché è qualcosa di nuovo, qualcosa di davvero cooperativo e competitivo, che spinge ogni giocatore a dare il massimo per raggiungere un obbiettivo comune. Immaginate poi, di avere a disposizione il vostro team di fidati compagni: le opportunità a quel punto diventano quasi infinite, con la possibilità di sperimentare strategie sempre nuove a seconda di mappa e personaggi.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
9/10
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Gennaro Favatà
Detto anche "Giovanni", dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStation Bit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e non-sense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per 10 minuti.