Sviluppatore: Llamasoft Publisher: Llamasoft Piattaforma: PS4 Genere: Sparatutto Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 16,99 €

Nel corso della vita di ogni essere umano c’è la possibilità di prendere parte a eventi bizzarri e fuori dal comune che con il passare del tempo portano a chiedersi: “Ma è successo davvero o mi sono sognato tutto?”. Una di queste esperienze potrebbe essere proprio Polybius, stroboscopico ed eclettico titolo sviluppato da Llamasoft.

Leggende metropolitane

Se cercate su Google il titolo del gioco che stiamo per esaminare il primo risultato potrebbe non essere la creazione di un game designer storico quale Jeff Minter. Una leggenda infatti vuole che nel 1981 una presunta casa chiamata Sinneslöschen abbia pubblicato un titolo denominato appunto Polybius in grado di generare le reazioni più disparate nei giocatori.

I ragazzi più fortunati infatti sarebbero stati colti da disturbi psichici di vario tipo quali amnesia e incubi notturni, altri invece sarebbero caduti vittima di una sorta di dipendenza dal titolo che avrebbe causato tra le altre cose code interminabili per accedere al gioco causa perdita totale di interesse in altri videogame.

Tutto ciò portò alla rimozione di ogni cabinato dalla faccia della Terra a neanche un mese dalla sua comparsa nelle sale giochi e ovviamente alla cancellazione di ogni traccia della sua esistenza, cosa che ha reso il cabinato una vera e propria leggenda metropolitana legata secondo alcuni anche ad alcuni esperimenti governativi.

In questo clima surreale ecco quindi comparire l’opera di Llamasoft che prende il nome da questa diceria e punta a portare il giocatore in un mondo fatto di luci stroboscopiche, colori psichedelici e soprattutto un’azione frenetica.

Al suo primo avvio Polybius ci mostrerà senza troppi fronzoli una notifica a tutto schermo legata appunto alla presenza di tutti questi elementi e della possibilità di problemi per utenti afflitti da crisi epilettiche, avvisi che saremo costretti a leggere se vorremo proseguire.

Dopo aver superato i controlli sarà la volta di salire a bordo della navetta spaziale e buttarci a capofitto nel devastante mondo digitale creato da quell’appassionato di ungulati che risponde al nome di Jeff Minter.

Si vive una volta sola

Se siete giocatori di vecchia data che hanno magari avuto la fortuna di mettere le mani su un Atari oppure su un Commodore 64 allora è molto probabile che siate riusciti a giocare un titolo creato da Llamasoft, che è attiva nel settore dal lontano 1982.

Aver messo le mani su Llamatron, Tempest 2000 o, più recentemente, Gridrunner Revolution vi può già dare un’idea di quello che troverete all’interno di Polybius: tutti coloro che invece non sanno minimamente di cosa stiamo parlando rimarranno sorpresi.

Accolti da un menù coloratissimo e già pieno di effetti degni di un viaggio ad Amsterdam (per entrare ancor più nel merito di questo clima surreale, frase da leggere TASSATIVAMENTE con il tono di un dodicenne esaltato perché si è fatto uno spinello, mi raccomando: rende NdD), ci verranno proposte le varie modalità di gioco che includono Restart Best, in cui potremo scegliere da che livello partire a patto di averli completati in precedenza; la modalità YOLO (che riprende simpaticamente la dicitura You Only Live Once molto usata su internet) che ci fornirà una sola vita e ci obbligherà a ricominciare da zero qualora dovessimo incappare in un game over; e infine Pure, in cui l’unico vostro pensiero sarà il punteggio, accompagnato sempre dal fatto che una sconfitta vi farà ripartire dal primo livello.

Una volta selezionata la modalità verremo, senza troppi preamboli, catapultati all’interno di una navetta spaziale a 16 bit che si muoverà in una serie di livelli di difficoltà e intensità crescente in cui l’unica indicazione che ci verrà fornita a fare da tutorial, se così possiamo definirlo, sarà “fai quello che ti viene naturale”.

Fortunatamente il primo istinto sarà quello di cercare un tasto per sparare e capire come muovere la navetta, dato che saranno le uniche due azioni che avremo a disposizione: avremo uno scorrimento automatico su binari e ci verrà richiesto di evitare o distruggere i nemici e gli ostacoli che ci si pareranno davanti.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7/10
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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare numerosi gruppi di recupero e svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi Stefano ha 26 anni e scrive per il Bit, non perchè abbia una scelta, ma perchè se no il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All Stars Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia ai trofei di Platino, con scarsi risultati.