Nero come l’odio, rosso come il sangue

Anche a livello grafico gli sviluppatori sembrano aver optato per la sicurezza garantita dalla semplicità.

Il nostro avatar sarà costretto a muoversi sui tetti di una grigia città industriale in cui le uniche note di colore saranno date dagli schizzi di sangue delle nostre morti (e in questo senso il PEGI è più che giustificato) e dagli stravaganti abiti con cui potremo vestire Max. Al termine di ogni livello, infatti, riceveremo delle monete virtuali con cui acquistare quasi un centinaio di oggetti con cui personalizzare il nostro eroe (a patto di non averle spese tutte precedentemente per ottenere vite extra durante la partita).

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Non sono un amante delle personalizzazioni estetiche, lo sottolineo, anzi, sono quello che generalmente clicca sul primo avatar predefinito e via, bando alle ciance, ma in She Wants Me Dead devo ammettere che ho trovato un demenziale gusto nel far finire il buon Max trucidato in una tagliola in gonnella e tacchi a spillo. Sarà per un senso di solidarietà nei confronti della povera Lula, questo onestamente non lo so, ma quel che è certo è che, come dicevo inizialmente, questo diabolico indie diverte costantemente nel corso di tutta la sua durata.

Ultima nota di merito va al comparto audio che, avvalendosi della collaborazione dei Cazzette, gruppo a me sconosciuto, ma, stando a quanto si legge in giro, abbastanza stimato, riesce ad entrarvi in testa e a restarvici anche a distanza di ore dopo aver spento lo schermo, esattamente come successo al sottoscritto che è dall’inizio di questa recensione che si fischietta le note del brano in questione e che trovate proprio qui sotto (e che siete obbligati ad ascoltare se non volete incombere nella vendetta di Lula anche voi!).

Trofeisticamente parlando: She Wants Me Mad!

I nostri cacciatori di trofei purtroppo non avranno molto di che gioire di fronte a She Wants Me Dead il quale, oltre a presentare un numero di coppe abbastanza esiguo (3 bronzi, 3 argenti e 2 ori), metterà a durissima prova anche i veterani del genere, chiedendo loro di completare l’intero gioco con una sola vita o in meno di 9 minuti. Inutile mettervi in guardia dal rischio di un esaurimento nervoso, lo capirete voi stessi pad alla mano.

Prec 1 2
Verdetto
Voto - 7/10
Giacomo Bornino
Sonaro dalla nascita. Muove i primi passi nel mondo videoludico all'età di 5 anni quando gli viene regalata la PS1; scoprendo Crash CTR e Rayman 2: The great escape nasce quella che diventerà la sua più grande passione: i videogiochi. Lo svezzamento passa per l'era PS2 dove il "Trittico" Jak&Daxter/Ratchet&Clank/KingdomHearts, come una freccia di Cupido, rende indissolubile il suo amore per la materia. Al fianco di queste Pietre Miliari è d'obbligo citare anche l'impareggiabile Dragonball Z: Budokai Tenkaichi 3, compagno di mille e uno battaglie con gli amici, nonché responsabile principale della sua miopia. La piena maturità viene raggiunta con il lancio di PS3, la quale gli permetterà di scoprire e apprezzare più o meno tutti i generi esistenti, da Mirror's Edge a Bayonetta, passando per Uncharted, Heavy Rain e molti altri. Tra le altre cose adora Batman e i supereroi (sì, Batman fa categoria a sé) in tutte le salse, la saga di Matrix e i libri di Chuck Palahniuk.