Sviluppatore: Whale Rock Studios Publisher: Whale Rock Studios Piattaforma: PS4 Genere: Strategico Giocatori: 1-3 PEGI: 12 Prezzo: 24,99 €

“L’importante non è essere alti, ma assere all’altezza.”
(Anonimo)

Sbarcato su PC alla fine di Febbraio, We are the Dwarves è la prima opera di Whale Rock Games, team indipendente ucraino che visto il successo della sua opera ha deciso di tentare la fortuna anche su PlayStation 4. Poche modifiche e tanta sostanza che andiamo ad analizzare per dirvi tutto su tutto di questi coriacei nani.

I nani, i nani, i nani

Ambientato in un universo misto di fantascienza e fantasy, We are the Dwarves ci mette fin da subito di fronte alla realtà dei fatti: ci troviamo in un mondo che sta morendo, dove le stelle in cui i Nani vivono si stanno spegnendo, mettendo a rischio di estinzione la razza.

Nulla però è ancora perduto perché con le loro ultime risorse i barbuti esseri hanno deciso di spedire nello spazio profondo, composto in questa particolare ambientazione immaginaria da pianeti fatti di pura roccia, un trio di esploratori per cercare una nuova costellazione in quella che viene definita Pietra Infinita.

Forcer, Smashfist, e Shadow, i nostri tre eroi, incapperanno però in una serie di problemi e dovranno innanzitutto riunirsi per poi provare a portare a termine l’ardua missione affidatagli e salvare così la razza dei Nani.

Letto così il gioco sembra decisamente intrigante e pronto ad offrire risvolti degni di Tolkien. Sembra, perchè in effetti si trovano trame più interessanti sul retro dei flaconi di shampoo: al netto di un buon inizio infatti la narrazione si perde dopo pochi minuti diventando più che altro un noioso intermezzo tra uno schema di gioco e l’altro.

La storia però in questo caso risulta più che altro utile ad introdurre i personaggi e le loro abilità, che dovremo utilizzare al meglio per uscire indenni da una serie di pianeti fatte di caverne ed anfratti ed ricolme di ogni sorta di pericolo spaziale.

Lasciatemi pensare

Una volta terminato il breve filmato iniziale (inspiegabilmente sprovvisto di sottotitoli in qualsivoglia lingua) verremo calati subito nel vivo dell’azione. Come ormai sempre più spesso accade infatti We are the Dwarves sfrutterà i primi livelli come una sorta di tutorial.

La struttura di gioco è comunque, almeno all’apparenza, decisamente semplice: levetta sinistra per muoverci, levetta destra abbinata ad R2 per ruotare la visuale ed i tasti frontali preposti agli attacchi speciali ed al cambio di eroe attivo, con il solo R2 da sfruttare per eseguire attacchi standard.

Ogni nano sarà dotato di quattro diversi poteri speciali dedicati sia all’attacco che alla difesa, a seconda del tipo di personaggio che staremo utilizzando: Smashfist sarà il classico picchiatore da mischia, Forcer quello abile dalla media distanza ed infine Shadow, dotato di spiccate abiltà stealth.

Tutto questo ci permetterà di destreggiarci all’interno di una serie di schemi che verranno presentati con visuale isometrica (alla Diablo, per intenderci), perlopiù caverne e simili con qualche piccola variazione sul tema, come ad esempio antri oscuri o zone nello spazio aperto.

A popolare le mappe e rendere ovviamente più ardua la nostra impresa troveremo una serie di creature aliene pronte a farci la pelle: partiremo da semplici insetti per arrivare fino a strane creature marine e molto altro ancora, tutto potenzialmente letale per i nostri nani.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
5/10
CONDIVIDI
Articolo precedenteDark Souls III: The Fire Fades Edition, online il trailer di lancio
Prossimo articoloOutlast 2 e Outlast Trinity, online i trailer di lancio
Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare numerosi gruppi di recupero e svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi Stefano ha 26 anni e scrive per il Bit, non perchè abbia una scelta, ma perchè se no il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All Stars Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia ai trofei di Platino, con scarsi risultati.