Sviluppatore: Sonnori Publisher: PQube Piattaforma: PS4 Genere: Horror Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 29,99 €

Corri scappa c’è il Nemes… il bidello!

Il titolo porta con sé anche una forte dose di frustrazione dovuta a meccaniche ormai obsolete. Si nota fin dalla prima scena un miglioramento eccezionale per quanto riguarda il profilo grafico rispetto al titolo originale, portando migliorie anche sotto l’aspetto tecnico, al movimento della visuale e ovviamente al sonoro; purtroppo però, nonostante tutto, niente è al passo con i tempi. Sin da quando prenderemo il controllo del nostro protagonista noteremo subito una certa legnosità di fondo, interagire con le varie porte o oggetti è davvero troppo macchinoso e, in momenti dove sarà necessario correre, capiterà fin troppo spesso di dover ripetere alcune sezioni, questo perché il cursore che avremo davanti allo schermo dovrà sempre essere posizionato in modo preciso sul pomello di una porta, sull’interruttore della luce o sugli oggetti da recuperare, causando non poche morti e relative ripetizioni.

Nella versione console del titolo, versione da noi testata, si poteva e forse doveva lasciare un margine più alto di errore, data la scarsa precisione e l’ovvia lentezza dello stick analogico rispetto a un mouse. Attenzione, non ci stiamo lamentando dell’elevata difficoltà del titolo o della presenza di salvataggi numerati, come accadeva nei primi due capitoli di Resident Evil, tutt’altro (anche se le fasi con il bidello sono talvolta fin troppo frustranti); le meccaniche che accompagnano White Day sono molto più adatte a un mouse, rendendo di fatto il titolo poco ottimizzato per una versione console, in special modo durante le fasi di fuga o durante alcuni enigmi a tempo.

Alla frustrazione del cursore si aggiungono anche le apparizioni che, inevitabilmente, dimezzeranno senza un reale perché la nostra barra della vita, costringendo il giocatore a trovare monete nelle varie classi per poi raggiungere un distributore automatico e recuperare così energia, altra meccanica che ci ha fatto storcere il naso.

Quanto di buono troviamo nel titolo è grazie alla narrazione, infatti gli sviluppatori hanno preso a piene mani molti degli elementi che contraddistinguono la cultura asiatica, non solo quella coreana, portandoci così a scoprire segreti e storie che difficilmente ci appartengono ma che, grazie al media videoludico, abbiamo pian piano imparato a conoscere, seppur in maniera molto superficiale; lo stesso White Day è una ricorrenza tipicamente asiatica che viene celebrata un mese dopo il giorno di San Valentino.

Trofeisticamente parlando: studente di Platino

In ambito trofei, White Day non è per niente semplice e, proprio come il bidello, a tratti molto frustrante. Oltre al dover trovare tutti i finali, sarà necessario completare per ben dieci (dieci) volte il gioco in modalità Infernale, la difficoltà più alta del titolo. Dovrete inoltre trovare tutti i collezionabili e relativi fantasmi, oltre a dover raggiungere alcune milestone come morire per ben 100 volte. Insomma, nel tentativo di recuperare tutti i 43 trofei per l’ottenimento del trofeo di Platino, dovrete vivere al fianco del malvagio bidello per un bel po’ di ore.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6/10
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Nicola Raiola
All'interno del mondo del Bit fin dal suo stato embrionale di UPSBlogit. Ha iniziato a giocare alla tenera età di 4 anni. Appassionato a quasi ogni genere videoludico, segue con passione oltre a videogames, anche film, anime e manga, questo purtroppo è causa della sua instabilità mentale.