Publisher: 2K Games Developer: Irrational Games
Piattaforma: PS3 Genere: Sparatutto Giocatori: 1 PEGI: 18

I primi due BioShock sono stati senza dubbio due tra i migliori giochi di questa generazione riscuotendo le lodi di critica e pubblico ed entrando nel cuore di milioni di fan. Le aspettative attorno a BioShock Infinite erano altissime fin dal primo video mostrato e durante i mesi successivi il livello di attesa non è andato che ad aumentare. Il geniale Ken Levine sarà riuscito a mantenere la promesse fatte e a replicare il successo dei primi due capitoli della serie? Scopriamolo insieme…

“Portaci la ragazza e cancella il debito”

È il 1912 e gli Stati Uniti sono ormai un’affermata potenza mondiale e simbolo di ciò è la città volante di Columbia. Uno dei più grandi successi della storia americana scompare improvvisamente quando il suo fondatore, Zachary Hale Comstok meglio conosciuto come il “Profeta”, si intromette in affari più grandi di lui e dà inizio ad una guerra di secessione. L’ubicazione della città viene persa. Il protagonista del gioco è Booker DeWitt, un ex-detective dal passato complicato, sollevato dall’incarico con disonore. Alcolista e giocatore d’azzardo si ritrova a dover riprendere le armi in mano per trovare e scortare una ragazza di nome Elizabeth fuori da Columbia con lo scopo di cancellare i suoi debiti di gioco. I primi minuti col pad alla mano vedono il protagonista impegnato a raggiungere un misterioso faro, unico punto di accesso per Columbia. Queste non sono che le premesse del viaggio che porterà Booker in un utopico paradiso dove i guai sono cominciati ben prima che il protagonista mettesse piede in questa misteriosa città.

Prigione o Paradiso?

Fin dai primi minuti di gioco si può notare la mano geniale di Ken Levine, game designer che ha già dimostrato il suo enorme talento nel primo BioShock e che ha voluto mettersi ulteriormente alla prova con questo nuovo capitolo in cui saremo i protagonisti di una delle trame più intricate degli ultimi anni e dove saranno i dettagli, che ai più potrebbero sembrare insignificanti, a chiarire un quadro narrativo davvero complesso. A farci immergere ancora di più in una trama che comprende temi rari per un videogioco è l’ambientazione. Columbia si discosta molto dagli ambienti cupi ed opprimenti di Rapture. Tutto sembra più luminoso e libero. Ecco… Sembra, appunto. L’oppressione che caratterizzava Rapture non è, infatti, scomparsa ma è solo meglio nascosta. Agli immensi paesaggi tra le nuvole che il giocatore osserverà si contrapporranno pian piano sempre più elementi che evidenzieranno tutte le contraddizioni di questa improbabile creazione e della follia umana. Gli effetti di illuminazione che caratterizzano Columbia e i suoi palazzi e vie perfettamente in tema con l’epoca storica in cui è ambientato il gioco non fanno altro che impreziosire un background di certo non esente da difetti (come ad esempio alcune texture in bassa definizione) ma che fa a tratti gridare al miracolo per la cura maniacale che il team di sviluppo ha riservato a questo aspetto.