Publisher: Electronic Arts Developer: Visceral Games
Piattaforma: PS3 Genere: Horror Giocatori: 1 (Online: 4-8) PEGI: 18

Può un sequel essere migliore del primo grande capitolo di una saga? Questa domanda ce la siamo sicuramente posta almeno una volta nella nostra vita, e la risposta è stata quasi sempre negativa. Basti pensare ai film (Alien uno su tutti) per rendersi conto di come i seguiti spesso e volentieri vengano sfruttati per ‘mungere la vacca’ e vendere ancora, a fronte di un lavoro poco curato. Per fortuna esistono le eccezioni, unicamente legate alla professionalità e alla bravura di team che lavora su un progetto che amano. Dead Space 2 è una di queste.

 

L’incubo dei vostri sogni

Gli eventi di Dead Space 2 iniziano a tre anni esatti dal primo capitolo ambientato nella U.S.G. Ishimura, astronave infestata dai necromorfi e fonte primaria degli incubi di Isaac Clarke, personaggio principale del gioco, nonché ingegnere elettronico capace di riparare qualsiasi cosa. Questa volta però ci troviamo all’interno della Sprawl, una stazione spaziale creata inizialmente per prelevare minerali dal suolo alieno, ma in seguito evolutasi in una vera e propria colonia terrestre. In questi tre anni il culto dell’Unitologia si è sviluppato sempre più, affermandosi come vero e proprio culto comune orientato alla venerazione del Marchio, simbolo che ancora una volta ha portato con sè sintomi di corruzione, e ha generato un ritorno improvviso dei necromorfi. Le cose non si mettono bene quindi per Isaac che, disorientato, è costretto a fidarsi di una donna interessata a portarlo in salvo, per poi rendersi conto di essere lui stesso oggetto delle attenzioni di diverse persone sulla Sprawl. Perseguitato dalle visioni della sua ex ragazza Nicole, Isaac viene continuamente ossessionato da momenti di delirio, motivo per il quale era stato rinchiuso in una clinica psichiatrica – luogo in cui ha inizio questa seconda avventura. Cosa sono le visioni? Perchè tutti vogliono trovarlo? Quando riuscirà ad abbandonare definitivamente la sua defunta compagna? Sono queste le domande che vi perseguiteranno per tutta la durata dell’avventura, e non troveranno facile risposta fino agli ultimi capitoli del gioco.

La mente di Isaac è colpita da continue ed inquietanti visioni

Evoluzione nello spazio

Come già accennato, Dead Space 2 è ambientato nella Sprawl, la stazione spaziale in cui si risveglia il nostro caro ingegnere. Il talentuosissimo team Visceral Games ha deciso sin dall’inizio di far evolvere il titolo lungo gli assi del primo capitolo che erano stati maggiormente criticati. Se infatti la ripetitività delle ambientazioni era un punto debole di Dead Space, non si può certo dire la stessa cosa di questo sequel: oltre alle consuete strutture metalliche tipiche della stazione, Isaac vedrà anche una zona commerciale, un inquitantissimo asilo nido, una bellissima chiesa, scavi sotterranei, diverse strutture nello spazio, e una location fenomenale, la cui natura preferisco lasciarla scoprire a voi durante lo svolgimento della storia. In sostanza, nonostante siano rimaste le ambientazioni claustrofobiche a cui eravamo abituati, il team ha inserito diverse sezioni in spazi vasti che spezzano perfettamente le dinamiche di gioco, rendendo l’esperienza globale più piacevole. Da segnalare una magistrale direzione artistica, che dice No al copia-incolla degli ambienti, ed esalta la creazione di zone dai colori affascinanti, alcune delle quali sembrano voler fare da tributo a 2001: Odissea nello Spazio.

La minaccia aliena si estende anche all'esterno della Sprawl

Dal punto di vista del gameplay, Dead Space 2 è rimasto fedele alla sua originale struttura – un horror in terza persona con meccaniche sparatutto – ma è riuscito a portare diverse novità davvero ben implementate che riescono ad elevare il titolo ad un gradino superiore rispetto al suo predecessore. L’arsenale su cui può fare affidamento Isaac è più vasto e meglio sviluppato: oltre alla classica Lama al Plasma e alle armi già viste sulla U.S.G. Ishimura, si aggiungono un cannone ad impulsi, un fucile capace di rilasciare mine di prossimità e altre armi acquistabili nei negozi sparsi per la Sprawl. Ognuna di esse ha sia il fuoco primario che quello secondario, e la combinazione di esse alle diverse tipologie di nemici, riesce a garantire un’esperienza di gioco sempre varia e divertente. Alle armi di Isaac si affiancano ancora una volta i poteri di stasi e cinesi, sfruttati sia durante i combattimenti che per risolvere alcuni semplici enigmi presenti nel gioco.
Totalmente ristrutturate sono invece le fasi a Gravità Zero, in cui avrete pieno controllo di Isaac a 360°. Non dovrete più, quindi, saltare dal punto A al punto B, ma fluttuerete nel vuoto liberamente, grazie ad un’ottimale mappatura dei comandi. Non mancheranno inoltre emozionanti fasi in caduta libera, i mai abusati scontri con i boss, e aree in cui sarà necessario lo sterminio di orde di nemici. I ragazzi di Visceral Games hanno deciso di inserire anche nuove tipologie di necromorfi, i migliori dei quali, a mio parere, sono gli Infanti. Sebbene non costituiscano un’insostenibile minaccia, dal punto di vista del mero soddisfacimento personale sono il massimo: basta un colpo per dilaniarli e vederli roteare sanguinanti in aria, e considerando il fatto che questi arriveranno sempre in vastissimi gruppi, si può dare libero sfogo alla propria rabbia ottenendo il massimo risultato. Su questo fattore aveva promesso di lavorare il team di sviluppo, e un piccolo quanto geniale dettaglio è stato aggiunto a tal proposito: con il tasto R2 potrete pestare con estrema violenza i cadaveri dei necromorfi, e sentirete Isaac urlare frasi come “Fucker! Fucker!!” in preda a sfoghi di rabbia. Sottolineo questo piccolo dettaglio per far capire con quanta cura Visceral Games abbia lavorato su ogni aspetto del gioco, nell’intento di confezionare un’esperienza indimenticabile.

Teneri bambini in cerca di affetto

Survival horror?

Sin dall’uscita di Dead Space si è scatenata una guerra tra chi sosteneva che appartenesse al genere survival-horror e chi per tale genere indicasse i primi capitoli di Resident Evil, in cui le munizioni andavano centellinate ed era preferibile evitare gli scontri diretti. Per riuscire a parlarne in modo più consapevole, ho affrontato Dead Space 2 a difficoltà Fanatico, la più alta selezionabile all’inizio del primo play-through. Nonostante il giocatore sia spesso messo alle corde dai necromorfi e si ritrovi a dover gestire con cura le proprie risorse, è il gioco stesso a prendersi cura di Isaac: se ad esempio vi trovate in prossimità di un’area infestata da tanti necromorfi e siete a corto di munizioni, sarà un algoritmo presente all’interno del codice di gioco a farvi trovare gli oggetti per voi più utili. Vi sentirete quindi un po’ “coccolati” da questo sistema, ma ritengo sia stata un’ottima scelta per evitare di far cadere il giocatore nell’oblio della frustrazione. Per terminare l’avventura e non passare troppo tempo a caccia di munizioni, il gioco spinge all’utilizzo della cinesi per lanciare gli arti affilati dei necromorfi contro loro stessi, o allo sfruttamento degli oggetti dello scenario a vostro favore. In alcuni casi sono comunque stato costretto a darmela a gambe alla ricerca del negozio più vicino. Su questo aspetto si è ancora una volta impegnato il team di sviluppo: ricorderete che nel primo Dead Space, premendo l’analogico R3, vi veniva indicata la strada da seguire per raggiungere l’obiettivo della missione. Stavolta Isaac sarà dotato anche di un selettore di destinazione, e voi sarete quindi in grado di trovare la strada per negozi, banchi di potenziamento e punti di salvataggio. Questo però non deve lasciar intendere che ci sia un’estrema libertà di movimento all’interno delle varie aree: i percorsi sono sempre dettati dal gioco, ma questa volta saranno più variegati e il back-tracking sarà più libero.

Va bene risparmiare le munizioni, ma avvicinarsi così tanto non è mai una buona idea

Anche l’orecchio vuole la sua parte

Vi è mai capitato di essere soli a casa e sentire un improvviso e inaspettato rumore provenire da un’altra stanza? I più grandi esperti dell’horror sostengono che faccia più paura ciò che non si vede rispetto a quel che si presenta davanti ai nostri occhi. Dead Space 2 è un inno a tale affermazione.
Ogni stanza, ogni corridoio e ogni angolo buio riuscirà a terrorizzarvi grazie al magistrale e insuperabile lavoro svolto sul comparto audio. Il team Visceral ha studiato il genere horror fin nel minimo dettaglio ed il risultato è evidente: Dead Space 2 non vi farà sentire tranquilli nemmeno per un istante, percepirete un senso di inquietudine costante, e passo dopo passo temerete l’arrivo improvviso di una minaccia. Difficile non rimanere pietrificati una volta entrati in enormi magazzini pieni di container: queste aree sono abitate da necromorfi che si nascondono dietro gli angoli e si muovono velocissimamente generando versi diabolici. Il ritmo di gioco è sempre ben scandito: ai momenti di – illusoria – tranquillità si alterneranno scontri tesi e frenetici, per poi tornare ai bui e desolati corridoi della stazione spaziale.

I monitor della Sprawl potrebbero riservarvi qualche brutta sorpresa

Eventi improvvisi come l’esplosione di una valvola rischieranno di farvi letteralmente saltare dalla sedia, soprattutto se giocate in cuffia, di notte e a luci spente. Con la stessa cura sono state ricreate le fasi nel vuoto, con quel silenzio alienante sempre accompagnato dal fiato nervoso di Isaac. Sotto il profilo del sonoro, difficilmente altri giochi riusciranno a competere con Dead Space 2. Per quanto riguarda il doppiaggio italiano non posso esprimermi: per evitare brutte sorprese – ricorderete il doppiaggio di Dario Argento nel primo capitolo – ho da subito impostato la lingua inglese (a cui vengono affiancati sottotitoli in inglese), ed il risultato è fantastico se considerate che Isaac stavolta parletà spesso e avrà una caratterizzazione molto più ricercata.

Umani contro Necromorfi

In Dead Space 2 è stata introdotta una semplice e divertente modalità online che vede scontrarsi necromorfi e umani: i match sono divisi in due round in cui, a turno, farete parte di una delle due fazioni, con determinati obiettivi. Dalla parte degli umani, impersonerete un soldato in tutto e per tutto simile ad Isaac: potrete fare affidamento sulle classiche armi, usare stasi, cinesi, e medipack. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai necromorfi: all’avvio della partita vi verrà chiesto di selezionare una delle varie razze presenti nel gioco, ognuna con caratteristiche molto diverse. Sarete voi stessi a scegliere il punto di respawn, per provare a cogliere di sorpresa i vostri nemici. Il risultato finale è una modalità multiplayer molto frenetica e poco ragionata, sicuramente divertente e capace di allungare la longevità dell’avventura principale che, ricordo, si assesta intorno alle 12 ore di gioco.

Il lavoro di squadra può sempre tornare utile

Commento finale

Non ci si poteva aspettare di più da Dead Space 2: le perfette dinamiche di gioco vengono arricchite da un’ottima storia, un’incalzante regia e tanti momenti frenetici e coinvolgenti. La storia di Isaac va dispiegandosi capitolo dopo capitolo, giungendo all’apice di bellezza proprio nel finale, assolutamente indimenticabile. Il team Visceral Games ha svolto un lavoro encomiabile ascoltando le richieste dei fan e mettendo in campo tutto il proprio talento. Apprezzabili alcune piccole chicche che rimandano proprio al primo capitolo della saga: se fate parte della schiera di utenti che hanno terminato la prima avventura di Isaac nel 2008, Dead Space 2 otterrà un valore aggiunto. Non bisogna inoltre sottovalutare il fatto che la versione PS3 viene venduta in bundle con Dead Space: Extraction, bellissimo sparatutto su binari che richiede il supporto del PlayStation Move. In ogni caso, non si poteva chiedere niente di più. Un gioco assolutamente imperdibile per tutti gli amanti dell’horror.

9/10