Publisher: Konami Developer: 4mm Games | Terminal Reality
Piattaforma: PS3 Genere: Karaoke Giocatori: 1-2 PEGI: 12

Konami lancia il primo gioco di canto dedicato esclusivamente al mondo del rap: Def Jam Rapstar. Sfruttando le meccaniche a cui giochi come Singstar ci hanno abituato ormai da molto tempo, il titolo mette in primo piano una cultura che non appartiene ad un paese come il nostro. Quali sono i risultati?

Hip-Hop: distanze culturali?

Nata nel 1984, l’etichetta discografica Def Jam ha da sempre ospitato grandissimi esponenti del mondo hip hop. Per qualche strano motivo però, i giochi ispirati al Def Jam usciti fino ad ora sono stati solamente titoli di combattimento che vedevano come protagonisti i più grandi rapper del momento. Konami ha quindi deciso di fare il passo più coraggioso e provare a mettere in piedi un karaoke-game dedicato esclusivamente al mondo del rap. Nonostante nell’ultimo decennio questo genere musicale si sia insediato considerevolmente anche nel nostro paese, bisogna ammettere che Def Jam Rapstar, sin dal primo avvio, sembra essere stato studiato esclusivamente per il pubblico americano cresiuto ‘nel ghetto’, e che per una vita ha ascoltato i pezzi dei Run DMC o di 2Pac. Se in sostanza non siete capaci di rappare in italiano, né tantomeno conoscete l’inglese, riuscire a padroneggiare il titolo Konami a difficoltà minima sarà già una bella impresa.

I testi sono sempre molto poetici

Le modalità di gioco sono quelle standard dei rhythm game: la modalità Party ci permette di avviare rapidamente un brano o una playlist creata da noi stessi, la modalità Carriera ci guiderà passo passo attraverso tutta la libreria musicale del gioco, mentre una simpatica modalità Freestyle ci offrirà diverse basi su cui potremo improvvisare e concatenare rime su rime.
Konami ha optato per realizzare un sistema di menu che non lascia spazio a caricamenti – come al contrario succede in titoli come Guitar Hero o RockBand – : tutto il gioco è all’interno del menu principale. Strano, detto in questa maniera, ma l’idea è abbastanza originale. Una volta selezionato il brano da voler cantare, su schermo si aprirà una finestra che avvierà il video ufficiale della canzone, e con essa si presenterà anche l’interfaccia di gioco. La canzone finisce, la finestra si chiude, e noi siamo ancora nel menu della selezione del brano. Per quanto l’estetica non sia particolarmente curata, l’effetto globale è di fatto piacevole, poiché vengono annullati tutti i caricamenti.

La vostra performance verrà valutata su tre fondamentali aspetti: Testo, Ritmo e Tonalità. Esatto: questo è il primo titolo in cui – anche se non in modo perfetto – viene riconosciuto se state pronunciando “Name is Run my son / Number one for fun / Not a gun that’s done / and get done by none” o se, in preda al panico, dalla vostra bocca stanno uscendo suoni confusi ed insensati. Impostando la difficoltà al minimo, se vi trovate ad affrontare un brano mai sentito, potreste terminare la sessione con 2 microfoni su 5 – le tipiche “stelle” sono state sostituite dai microfoni – e potreste rapidamente entrare in una spirale depressiva. La modalità Pratica non aiuta moltissimo poiché, nonostante ci sia la possibilità di rifare il brano parte per parte, non vi è un selettore di velocità, e i risultati saranno spesso i medesimi.
Allo stesso tempo, se tra di voi c’è qualcuno che fa del rap la sua vita e che riesce a destreggiarsi nei labirinti ritmici di questo genere musicale, Def Jam Rapstar non può che essere un ottimo titolo. Il target del gioco è effettivamente quello degli “wannabe-rapper”, ed è da questa prospettiva che bisogna valutare il gioco. La libreria musicale selezionata da Konami include circa 50 brani, ed è condita da grandissimi del rap, come 2Pac, 50 Cent, Drake, Public Enemy, Snoop Dogg, e Wu Tang Clan – giusto per citarne alcuni.

I pallini scandiscono le battute

Oltre alle semplici esibizioni, nella modalità Carriera sono state inserite diverse sfide di vario genere. Alcune sono vere e proprie prove di resistenza, altre mettono alla prova il giocatore, richiedendo di effettuare un tot di battute consecutive senza mai perdere il ritmo. Se quindi avete già portato a termine le 5 categorie di canzoni – divise per complessità – non potete far altro che mettervi alla prova con queste sfide, e vedere se siete voi il Real Slim Shady.

La rete gangsta: sfide all’ultima rima

Come molti di voi già sapranno, l’ambiente hip-hop è sempre stato caratterizzato da rime taglienti in cui vengono spesso citati personaggi dello spettacolo – spesso rapper ‘avversari’ – che aprono strada a vere e proprie guerre mediatiche. Una delle ultime capitate in Italia ha visto in contrapposizione Fabri Fibra e Grido, ma rispetto al panorama a stelle e strisce siamo ancora a bassissimi livelli.

Konami ha voluto riproporre questo clima ‘ostico’ realizzando un ricco sistema online in cui ogni utente può sponsorizzare i propri freestyle, può condividere i video delle sue performance, può sfidare un altro utente, e può avviare vere e proprie guerriglie virali. Anche in questo caso è inutile sottolineare come tali scelte siano ovviamente state ideate per un pubblico ‘esperto’ come quello americano, ma chi lo sa che si venga a creare anche un buon palco italiano nella modalità online di Def Jam Rapstar! Le nostre esibizioni, registrate con la telecamera PlayStation Eye, possono subire alcune operazioni di video editing tramite un’apposita funzionalità del gioco fatta abbastanza bene: è’ possibile correggere l’immagine, inserire filtri video ed effetti audio, per poi completare clip dalla durata massima di 30 secondi. I video vengono poi caricati sui server online, e possono essere valutati dalla community.

Sfide 1 contro 1 solo offline!

Commento finale

Come sottolineato per tutto il corso della recensione, Def Jam Rapstar è un titolo ben fatto, ma adatto quasi esclusivamente a chi è realmente in grado di rappare. Giocando e rigiocando guadagnerete indubbiamente l’esperienza necessaria per migliorare, ma avvicinatevi con cautela al titolo Konami, se al rap non vi siete mai interessati prima d’ora. L’online offre un’esperienza originale che, se viene seguita con il giusto approccio, può regalare tante ore di divertimento.

7/10

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Alex Camilleri
Fondatore e admin di PlayStationBit. Nel lontano 2008 apre UPSBlogIt, un blog personale dedicato al mondo playstation. Il progetto cresce rapidamente, ed evolve dopo tanti anni in PlayStationBit. Adesso sviluppa videogiochi.