Publisher: Warner Bros. Interactive Entertaiment Developer: Techland
Piattaforma: PS3, PS4 Genere: Survival Horror Release Date: 2015

In occasione della GamesCom di Colonia abbiamo potuto provare anche il survival horror di Techland: Dying Light. Presso lo stand di Warner Bros. Interactive, publisher del titolo, ci è stata messa tra le mani una versione di prova del gioco con una feature inedita, mostrata proprio in occasione della fiera tedesca: la cooperativa per quattro giocatori. Cosa bisogna aspettarsi da Dying Light? Scopritelo nella nostra anteprima!

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Luci e ombre

La demo provata a Colonia era divisa in due fasi separate, la prima all’interno di un palazzo e legata alla trama principale e la seconda all’esterno in città, in una sorta di open-world. L’ambientazione è piuttosto “tradizionale” per un scenario post-apocalittico e non propone novità per il genere, almeno per quanto visto, ma non per questo Dying Light non risulta suggestivo: in particolare per l’alternanza di giorno e notte, che come vedremo in seguito è un elemento fondamentale anche per il gameplay, oltre che per il fattore atmosfera. Da quanto provato a convincerci sono stati soprattutto gli ambienti all’aperto, pieni di scappatoie, vicoli e punti per sfruttare le nostre abilità acrobatiche, rispetto agli ambienti interni, che in sostanza non aggiungono niente di nuovo al genere.

Gli scenari notturi sono senza dubbio i più suggestivi... ma anche i più pericolosi!
Gli scenari notturi sono senza dubbio i più suggestivi… ma anche i più pericolosi!

Nella demo provata purtroppo, non era troppo approfondita la trama, sia per evitare spoiler, sia per dare risalto al gameplay, ragionamento logico quando si deve mostrare un gioco così vasto e pieno di opportunità in un tempo limitato a poco più di mezz’ora. I brevi cenni narrativi non ci hanno colpito più di tanto, ma come detto gli obiettivi della demo erano altri. Stando alle dichiarazioni degli sviluppatori la trama sarà più che un semplice riempitivo, mettendoci spesso di fronte a dilemmi etici legati alla sopravvivenza personale e dei propri simili.

Non solo botte: dalle parole degli sviluppatori la narrazione sarà uno dei punti forti di Dying Light
Non solo botte: dalle parole degli sviluppatori la narrazione sarà uno dei punti forti di Dying Light

Passiamo ora alla parte più corposa ed interessante di Dying Light, ovvero il gameplay. Cominciamo innanzitutto col dire che non ci troviamo di fronte ad un “Mirror’s Edge con gli zombie”, ma ad un survival horror molto dinamico con una spiccata denotazione action: sarà possibile scavalcare ostacoli, arrampicarsi un po’ dappertutto ed eseguire salti spericolati, ma senza mai assistere ad esagerate acrobazie da parkour.

Non sempre la forza bruta sarà la soluzione giusta, spesso fuggire in maniera "acrobatica" sarà l'unico modo di sopravvivere
Non sempre la forza bruta sarà la soluzione giusta, spesso fuggire in maniera “acrobatica” sarà l’unico modo di sopravvivere

Per quanto riguarda il combattimento invece, Dying Light si concentra soprattutto sul  corpo a corpo: nella demo infatti non abbiamo trovato traccia di armi a lunga distanza, che dovrebbero essere comunque presenti, ma di sicuro con un ruolo marginale. Delle armi disponibili per gli attacchi “melee” ne abbiamo potute provare diverse e di svariate fatture: dalle più classiche mazze da baseball e piedi di porco, a particolari armi incendiarie create attraverso un sistema di crafting annunciato, ma che purtroppo non abbiamo potuto provare.