Publisher: Warner Bros. Interactive Entertaiment Developer: Monolith Production
Piattaforma: PSN Genere: First Person Shooter Release Date: 10 Gennaio 2012

Cominciamo con una premessa: di idioti, ne è pieno il mondo. E su questo sono sicuro che la maggior parte di voi sarà d’accordo. Detto questo, capita però che a volte certi uomini (e donne) rientranti nella suddetta categoria, oltre ad essere stranamente simpatici, decidano anche di mettere in piedi un casino che la metà basta, e poi decidano pure di schierarsi in due team ben distinti, l’uno venerante Batman, e l’altro avente per idolo il buon Joker. Ciliegina sulla torta, è che qualcuno, nello specifico Warner Bros, decida pure di pubblicare un gioco a loro dedicato. Il risultato? Divertimento garantito.

Noi non dobbiamo paragonarci a persone normali: siamo artisti! [cit. Joker]

Abbiamo usato il termine pubblicare non a caso, perché lo sviluppo è interamente gestito dai ragazzacci di Monolith Production, quelli che ultimamente ci hanno dato dentro alla grande con i primi due F.E.A.R. e con i due Condemned, tutta roba che ha trovato una schiera ben fornita di fan accaniti. A livello di sviluppo, dunque, dovremmo essere in buone mani.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento che il gioco (digitale) su cui abbiamo messo le mani era ancora in fase beta, e dunque bisogna vedere come il gioco si comporterà al momento della release date, fissata per il 10 Gennaio (tra pochissimo!). Cominciamo analizzando le modalità di gioco: nella versione testata ne erano presenti due. La prima, chiamata “Suffumigazione”, consiste in una specie di modalità “a zone”, dove un team deve prendere possesso di più avamposti possibili, costituiti da tre emettitori di fumo. Una volta che una squadra ha raggiunto l’egemonia, del gas velenoso o dei pipistrelli (a seconda del team) provvederanno a vaporizzare gli avversari, così da decretare la vittoria, che sia da una parte o dall’altra.

L’altra modalità prende invece il nome di “Guerra Psicologica” e va a coincidere, a larghi tratti, con il più comune “Cattura la bandiera”. Come potete dunque capire, ovviamente considerato ancora una volta il discorso precedente secondo cui tutto quanto testato non è ancora la versione definitiva di Gotham City Impostors, non sono state le situazioni di gioco a conquistarmi, poiché si tratta di meccaniche di gioco trite e ritrite. Il punto forte che sembra emergere in tutto il suo splendore è infatti l’assoluta follia che traspare dal primo all’ultimo secondo di ogni sessione di gioco effettuata.

A partire dal tutorial, decisamente ben fatto e capace di strappare più di un sorriso, passando per i menù che sembrano usciti dritti dritti da una fabbrica di post-it e scotch, le canzoni di accompagnamento deliranti, e finendo con il gameplay vero e proprio, l’atmosfera che si respira è veramente qualcosa di elettrizzante e magnetico, oltre che di infinitamente malato.

Ciò fa ancora più effetto se pensiamo che il genere in cui rientra Impostors è quello degli sparatutto in prima persona, almeno teoricamente la categoria di giochi per eccellenza in cui vige la regola del grigio e del marrone militare (tolte le solite eccezioni come lo splendido Mirror’s Edge). Come se non bastasse, gli sviluppatori venivano da delle esperienze di sparatutto di tutt’altro genere, tendenti nemmeno troppo velatamente, anzi, all’horror duro e puro, ed è dunque necessario un battito di mani convinto a chi ha tirato su la baracca e, anzi, la sta tenendo su tutt’ora.

Una particolare menzione spetta ai gadget/armi con cui dispensare morte e dolore online: pattini a rotelle, stivali muniti di molle e carabine sono il corredo che vi aspetta e sul quale dovrete porre fiducia estrema. La singolarità degli strumenti a disposizione permette inoltre di sviluppare la propria strategia per verticale, oltre che per orizzontale, elemento interessantissimo che approfondisce notevolmente quanto offerto dalla stragrande maggioranza dei First Person Shooter: un’ottima notizia per chi volesse evadere un po’ dalla normale routine, e soprattuttto per chi adora i giochi dal ritmo indiavolato.


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Dario Caprai
Ormai legato anche affettivamente a PlayStationBit, predilige tutto quello che punti alla semplicità e che magari non costringa a decine di ore di subquest, considerato il tempo libero sempre più scarso (Batman Arkham e Fallout permettendo). Filosenecano, crede che non esista cosa migliore del dedicare tempo a sé stessi e alle proprie passioni. Last but not least: adora le notizie trash.

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