Happy Feet 2 – Recensione
A penguin without a heart song is hardly a penguin at all! [cit. Viola]
Una volta spiegato in che cosa consiste il gioco, non resta che passare, come di consueto, ad un’analisi più tecnica del titolo.
A livello visivo Happy Feet 2 non stupisce particolarmente, ma è altrettanto vero che non delude: i protagonisti, e i pinguini in generale, sono caratterizzati da un buon dettaglio e da animazioni sufficienti. Un discorso analogo si può fare per il design complessivo con cui sono plasmati i livelli, anche se qualcosa di più sicuamente poteva essere fatto a livello di level design. Un particolare plauso meritano poi gli sfondi, sia in movimento che da fermi: un sole color pesca, sulla via del tramonto, al Polo Sud, ha sempre un suo perché, così come centinaia di pinguini che si muovono a ritmo sulle lande ghiacciate, mentre noi completiamo in tutta serenità il nostro livello. Peccato per un frame rate un po’ troppo zoppicante, soprattutto quando si attivano determinati bonus oppure c’è qualche movimento troppo brusco su schermo.
Decisamente più rilevante, considerato il titolo di cui si sta parlando, è il comparto audio. La colonna sonora, composta da una ventina di brani diversi (qualcuno più ispirato, qualcuno meno, ma tutti arrangiati da Ozomatli, popolare band), è in linea di massima sempre orecchiabile, e custodisce un’idea veramente azzeccata. I brani saranno infatti “acquistati” dal giocatore livello dopo livello, grazie al raccoglimento cumulativo di note sparse per i livelli, e saranno tutti dotati di sette livelli. Ad ogni level up delle canzoni, uno strumento o la voce del cantante saranno aggiunti, così da conferire un notevole senso di progressione al giocatore. Senza dubbio questa è la trovata più azzeccata da parte degli sviluppatori, che pur non essendo niente di geniale fa sorgere a tutti una breve e sincera domanda: “Perché nessuno (o quasi) ci ha mai pensato prima?”
Happy Feet 2, come già detto, manca di una qualsivoglia modalità online, che sicuramente avrebbe aumentato la longevità del gioco, di per sé non altissima, e di altre modalità vere e proprie, che avrebbero aiutato a diversificare maggiormente le sessioni di gioco, le une dalle altre.
Commento finale
Happy Feet 2 non è disastroso come ci si potrebbe aspettare da una trasposizione cinematografica, presenta anche delle idee buone e qualche volta strapperà pure il famigerato sorriso ebete che vive in ognuno di noi, ma non riesce a convincere del tutto, purtroppo. Il fatto di potere sbloccare e fare evolvere le canzoni è una gran cosa, e a livello visivo e sonoro il titolo si difende bene, salvo qualche singhiozzo di troppo del motore grafico, dovuto magari ad un pesce andato di traverso: il punto è che la carne al fuoco è in totale davvero troppo poca. Oggi è Natale, e di sicuro la voglia di dileggiare dei pinguini canterini è poca, ma se dovessi esagerare con la bontà non renderei giustizia ai giochi recensiti in precedenza: sarà per la prossima.
5/10
Pagine: 1 2
