Max Payne 3 – Recensione
Piattaforma: PS3 Genere: Third Person Shooter Cover-Based Giocatori: 1 (2-16 Online) PEGI: 18
Il neonato è morto tra le braccia della madre.
Art Keller deduce dalla posizione dei cadaveri – lei sopra, il bimbo sotto – che la donna ha cercato d fargli da scudo. Di certo sapeva, riflette Art, che la sua morbida carne non poteva fermare le pallottole – non quelle di un fucile automatico, non da quella distanza – ma doveva aver agito per istinto. Una madre cerca sempre di proteggere con il proprio corpo il figlio. Così si è voltata, girando su se stessa mentre il proiettile la colpiva, e poi è caduta sul piccolo.
Credeva davvero di poter salvare il bambino? Forse no, pensa Art. Forse non voleva che il piccolo vedesse la morte fiammeggiare dalla canna del fucile. Forse voleva che l’ultima sensazione provata dal bimbo in questo mondo fosse il contatto con il suo seno. Tra le braccia dell’amore.
Don Winslow, Il Potere Del Cane
Intercettazione telefonica registrata martedì, ore 12:18
Max Payne: Chi è?
Dario Caprai: Chiamami Gola Profonda.
MP: Chi cavolo è, scusa? Ma sei idiota?
DC: Gola Profonda. Ehi, Snake, non mi riconosci più?
MP: Cosa?! Se ti trovo sei morto, poco ma sicuro. Poco ma sicuro. Tu e i tuoi scherzi telefonici.
DC: Mi scusi, non sto parlando con il signor Snake? Solid Snake?
MP: No, bello, stai parlando con Payne. Max Payne.
DC: Ho sbagliato numero, cavolo! Mi scusi signor Payne, mi scusi davvero!
MP: Lascia perdere. L’importante è che tu non mi faccia più perdere tempo.
DC: Certo, certo. Sa, prima di lasciarci, glielo devo proprio dire però: per me lei è un specie di idolo. Ho giocato la sua ultima avventura, mi è piaciuta molto. Complimenti, davvero.
MP: Beh, grazie. A me non è piaciuta così tanto vista la situazione in cui mi trovavo, praticamente sempre e comunque con un piede nella fossa, ma mi piace sapere che qualcuno abbia apprezzato. Non è stata fatica sprecata.
DC: Può dirlo forte! Ho vissuto grandi momenti per merito suo. Sa, sia la vicenda a San Paolo, dove ha dovuto proteggere la famiglia Branco dall’attacco dei Commando Sombra, sia quella a New York, svelata attraverso i diversi flashback sparsi per un po’ tutta la campagna principale… tanta roba!
MP: Ne ho viste veramente di tutti i colori…
DC: Già, già. E c’è sempre il suo fedele Bullet Time, stavolta all’ennesima potenza, più spettacolare che mai.
MP: In effetti non mi ci è voluto molto per abituarmi. Le meccaniche di base sono quelle di un classico sparatutto cover-based con, appunto, il Bullet Time in aggiunta. Altro che i soliti Quick Time Event del cavolo.
DC: Però rispetto al passato questo Bullet Time si attiverà automaticamente in certi frangenti, se non sbaglio…
MP: Dici bene. In certe sequenze particolarmente scenografiche, come quella volta in cui mi sono trovato sul motoscafo, partirà il “moviolone”, tipo quello di Biscardi, solo senza il commento di gente uscita da Villa Arzilla. Questo però per incrementare lo spettacolo generale, casomai ce ne fosse bisogno.
DC: Se la sta tirando?
MP: Un po’.
DC: Va bene, continui. Se lo può permettere.
MP: Altre volte, come ti stavo dicendo, l’attivazione del Bullet Time avrà un valore più pratico. Ad esempio, capiterà che sarò lì lì per passare all’altro mondo.
DC: Spesso, direi. Non è un gioco per dilettanti. E questo mi piace. Va detto però che mi sono ritrovato morto “per sbaglio”, nel senso che l’interfaccia, con i dati relativi a vita e Bullet Time, non è così chiara da farti capire quando stai per schiattare.
MP: E’ proprio per questo che se muori ma hai a disposizione un “antidolorifico”, ti è concessa un’ultima possibilità. Se riesci a sparare un colpo al tuo (potenziale) assassino, ti salvi e ti rimetti in gioco. Semplice, no?
DC: Sì, in un certo senso. Queste attivazioni del Bullet Time, me lo lasci aggiungere, sono una vera figata! Si attiva la Bullet Cam, rallentabile a proprio piacimento, che ti permette di seguire il proiettile sparato, ovunque sia andato a finire. Headshot o Maronshot, poco cambia. Ho finito il gioco tutto d’un fiato, e mica dura poco, 14 capitoli per un totale di 10 ore circa. Come se non bastasse poi i colpi di scena non sono tantissimi, ma sono davvero pensati bene. Eviterò di entrare troppo nel dettaglio, casomai qualcuno ci stesse intercettando, però in linea di massima posso dire che le sue peripezie mi hanno intrigato parecchio, anche se non sono veramente geniali. Direi piuttosto… Avvincenti?
MP: Stai dicendo che sono un tipo palloso? No perché se è così io…
DC: No, Max… posso darti del tu?
MP: Tanto ormai…
DC: Non sto dicendo questo, tutt’altro. Dico solo che i meriti della narrazione, più che al “cosa”, vanno al “come”. La regia, le inquadrature, i dialoghi. Cavolo, i dialoghi mai banali, ironici e malinconici al tempo stesso… il passaggio da una sequenza all’altra in stile “fumetto” sono ciò che contraddistingue veramente i video e il filo narrativo, che comunque presenta tematiche decisamente mature…
MP: Non sai quanto hai ragione. Passare dalle feste delle persone che devo proteggere, tanto ricche quanto vuote… Feste piene di droga e prostitute siliconate che di persone perbene hanno giusto la parvenza, tra l’altro… Passare da questa roba all’essere buttato in strada, in mezzo alle Favelas, è stato… assurdo. Non inutile però. Ci sono certe cose che ti fanno pensare, ma non le puoi capire fino al momento in cui non le vedi. Questa è una di quelle cose. Due mondi che si incontrano, uno sprecone e ipocrita, l’altro povero, ma dannatamente autentico.
DC: Non per niente il PEGI ha toccato il 18. C’è anche una certa critica sociale di fondo.
MP: Già. Sicuramente te lo ricordi, ma quando sono dovuto passare attraverso il bordello… Quella è stata la sintesi. Quei due opposti che si incontravano, il ricco che compra il povero. O meglio, le figlie dei poveri, anche se minorenni.
DC: Immagino… Ti sento un po’ giù di corda Max, tutto bene?
MP: Stavo pensando al fatto che 8 anni fa, 8 anni prima che iniziasse quest’altra storia, mia figlia e mia moglie Michelle c’erano ancora. Da quel momento in poi non ho più rialzato la testa, ho passato il tempo nell’unico modo che conoscevo: ubriacandomi. E’ venuto però il tempo di riprendermi la rivincita su tutto e tutti.
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Complimenti Dario x la particolare recensione :) dalle tue parole avrei scommesso su un 9/10, ma questa e’ la cosa meno importante, e’ la recensione quella che conta!! preso al day one pur avendo la play rotta, aspetto solo di poter comprare quella nuova.
Grazie infinite per i complimenti godofpersia93, sono sempre e comunque ben accetti. :-D
Ti sei già risposto da solo per quello che riguarda il voto, la penso esattamente come te: l’importante è la recensione. Sicuramente sarebbe potuto essere un 9/10, ma non mi sento di avere “sbagliato”, dal momento che il punto in meno è stato argomentato nel paragrafo relativo al commento finale. ;-)
Spero tu possa comprare il prima possibile la nuova console per potere toccare “con mano” questo grande titolo: poi dimmi se sei d’accordo con quanto ho scritto!