Durante una recente intervista lo scrittore Zak Garriss, narrative director di Life is Strange: Before the Storm, ha spiegato come, con questo tipo di videogiochi, si sia sviluppata l’intenzione dell’intero team di influenzare e offrire un nuovo punto di vista che consenta al giocatore di vedere la propria vita in modo differente.

Garriss spiega che il primo compito assegnatogli era proprio quello di scegliere il tipo di storia da raccontare, a patto che questa si inserisse perfettamente in quell’universo ben definito dal primo Life is Strange. Vivere la storia di Chloe porta il giocatore a guardare le cose dal punto di vista dei più deboli, e non è certo una caratteristica comune a tutti i videogiochi. Non ci sono superpoteri, non c’è nessun modo di cambiare le cose, resta solo da affrontare la dura realtà.

Ed è proprio questo che i fan di Life is Strange hanno apprezzato maggiormente nel prequel sviluppato da Deck Nine, dove ritrovano, in maniera ancora più accentuata, problemi dei personaggi, tangibili nella vita reale. Essere nei panni di Chloe Price non è affatto semplice, confinata in una cittadina che non ha nulla da offrire e privata di alcuni degli affetti più cari; la ragazza non vive di certo facilmente la sua giovinezza.

Ognuno di noi elabora il dolore in modo diverso e Chloe, ovviamente, lo fa alla sua maniera, sorprendendo quelli che pensavano di sapere tutto sulla protagonista di Life is Strange: Before the Storm. Al momento non c’è alcuna anticipazione sul terzo episodio, la cui data di uscita è ancora ignota.