Il tema più caldo del 2017 in ambito videoludico è stato senz’altro quello di microtransazioni e loot box all’interno dei videogiochi a prezzo pieno, il caso di EA con Star Wars: Battlefront II è l’esempio più lampante. Capcom fortunatamente si allontana dal fattore microtransazioni con il suo Monster Hunter: World.

Secondo il producer Ryozo Tsujimoto i giochi targati Capcom non si prestano per nulla a questa meccanica, dichiarando: “Questo è un gioco in cooperativa con gruppi che arrivano a quattro persone in una sola partita. L’idea del gioco è quella di mantenere salda l’armonia nei quattro giocatori e farli giocare bene insieme. Percepire che qualcuno abbia ottenuto un’arma più forte delle altre solo perché ha pagato per questo creerebbe solo forti tensioni nello stesso gruppo”.

Secondo l’ideologia di Tsujimoto, i giocatori dovrebbero essere soddisfatti di aver compiuto una determinata missione con le proprie forze, sensazione che, stando al producer, non può essere replicata se un obiettivo viene raggiunto grazie ai contenuti sbloccati da microtransazioni e loot box, in quanto ne soffrirebbe l’esperienza del giocatore e la sua abilità nel gestire determinati mostri. Ricordiamo che Monster Hunter: World uscirà su PlayStation 4, Xbox One e PC il 26 gennaio.