Sviluppatore: Spike Chunsoft Publisher: NIS America Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS Vita) Genere: Avventura Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 59,99 €

Dopo la recensione dei primi due capitoli e quella del divertente spin-off Ultra Despair Girl, torniamo finalmente a parlare della serie di Danganronpa in occasione dell’uscita dell’attesissimo Killing Harmony. Il terzo episodio della serie canonica è infatti finalmente disponibile su PlayStation 4 e PlayStation Vita e, come sempre, ci porterà a confrontarci con il sadico e spietato orso Monokuma. Riusciremo a sopravvivere anche stavolta? Scopriremo i segreti che si celano dietro al terribile orso robotico? Ma soprattutto, Killing Harmony riuscirà a essere all’altezza dei primi due capitoli della serie?

Monochi?

La premessa, per chi ha già letto la recensione dei primi due episodi di Danganronpa, è sempre la stessa: nella nostra analisi saremo piuttosto avari di dettagli sulla trama, anche perché, essendo la produzione basata quasi interamente sulla narrazione, il più piccolo spoiler potrebbe rovinarvi l’intera avventura.

L’incipit narrativo è praticamente lo stesso dei capitoli precedenti: sedici ragazzi, tutti con un talento speciale e unico, vengono messi alla prova dal malvagio orso robotico Monokuma. Per sfuggirgli, ogni ragazzo dovrà partecipare a un gioco mortale. Infatti, uccidendo un altro dei talenti, nel caso il colpevole non venisse individuato sarebbe libero dalla prigionia di Monokuma, ma di contro condannerebbe a morte tutti gli altri innocenti. Nel caso in cui il colpevole non riuscisse a farla franca invece, dopo essere stato giudicato nel relativo processo, verrà ucciso in maniera brutale dall’orso bianco e nero.

Il nostro obiettivo sarà quindi quello di smascherare i colpevoli degli omicidi, ma non è tutto qui. Tutto quello che ci circonda è praticamente un mistero e durante l’avventura, per sopravvivere, dovremo cercare di capire dove siamo e perché, chi si nasconde dietro a Monokuma e tanti altri segreti. Un copione già visto da chi ha familiarità con il brand di Danganronpa e che, francamente, ci ha destato qualche preoccupazione, almeno inizialmente.

La verità è che Spike Chunsoft è riuscita anche stavolta a proporre qualcosa di mai visto per qualità narrativa e temi trattati. Nonostante la formula sia rimasta invariata dal primo episodio, gli sviluppatori sono stati capaci di creare personaggi e intrecci narrativi sempre all’altezza della situazione. Ogni ragazzo rapito da Monokuma è stato caratterizzato perfettamente ed è diverso da qualsiasi altro personaggio già visto nella serie. Il fatto di ricorrere a talenti così diversi e, in qualche caso, strampalati, permette al giocatore di trovare più facilmente qualcuno in cui identificarsi, ma soprattutto, a chi racconta la trama, di poter proporre qualcosa di totalmente inedito.

In sostanza, se le vostre aspettative su Danganronpa V3: Killing Harmony erano alte, siamo certi che verranno ampiamente soddisfatte. Dalla pianista al detective, passando per l’inventore, la cosplayer e il robot, concludendo con l’astronauta e l’entomologo; ogni personaggio è perfettamente calato nel contesto e credibile, caratterizzato da una propria personalità unica. Sulla trama invece non c’è molto da dire; gli sviluppatori hanno realizzato il solito lavoro certosino per intrecciare alla perfezione il tessuto di trame e sottotrame, proponendo storie ricche di colpi di scena e mai scontate, pensate e curate nei minimi dettagli. Per quanto riguarda il comparto narrativo, insomma, il terzo episodio di Danganronpa non solo riesce a mantenere gli standard fissati dai suoi predecessori, ma è anche capace di superare quanto fatto in passato, proponendosi quindi, gusti personali e pareri soggettivi a parte, come miglior episodio della saga.

1
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3
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Gennaro Favatà
Detto anche "Giovanni", dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStation Bit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e non-sense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per 10 minuti.