Publisher: The Digital Lounge Developer: Koo Games
Piattaforma: PS4 (in arrivo su PS Vita) Genere: Gioco di pallone arcade Giocatori: 1-2 (Online: 2) PEGI: 3 Prezzo: 9,99 €

Dino Dini è una specie di leggenda, nel campo dei videogiochi. Si tratta di uno sviluppatore inglese con chiare origini italiane, che vanta nel curriculum due titoli che ebbero grande fortuna per tutti gli anni Ottanta e i primi Novanta, ossia Kick Off e Player Manager. E’ per questo che l’annuncio di Dino Dini’s Kick Off Revival ha stimolato non poco la fantasia dei videogiocatori, al suo annuncio. Peccato però che le cose siano andate molto diversamente da come ci saremmo aspettati.

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Pogba titolare inamovibile. Anche se è bianco.

Il titolo in questione sarà esclusiva PlayStation 4 per i primi sei mesi a partire dalla sua uscita, che non casualmente è coincisa con il periodo in cui UEFA EURO 2016 ha smosso il cuore dei tifosi di tutta Europa – il sottoscritto, a Italia – Germania, ha preferito il film di Ratchet & Clank, ma sono digressioni. Questo trampolino di lancio, da potenziale vantaggio, si è però tradotto in una mezza sciagura per il gioco, dato che è stato pubblicato palesemente incompleto e monco, per una pura motivazione commerciale.

Una volta effettuato il download da qualche centinaio di MegaByte, vi troverete subito catapultati nel menù principale, che vanta (vanta…) due voci. La prima vi permetterà di iniziare a giocare immediatamente, mentre la seconda, “Practice”, vi consentirà di prendere confidenza con il gioco. Dato che, sì, è un gioco di calcio, dunque di tutorial non ne dovrebbero servire, ma comunque è anche estremamente particolare, vista la “visuale ad uccello”, decidiamo di selezionare quest’ultima. Qui, però, manca del tutto un qualsivoglia straccio di… tutorial, nonostante ci si trovi nel tutorial, poichè vi ritroverete in un campo di calcio con delle piccole sfide da completare (segna su cross di testa, in scivolata, effettua un tot di passaggi rasoterra e così via), ma senza che il gioco vi dia la minima indicazione su come farlo.

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Il metodo che è stato trovato per risolvere questa spiazzante situazione è stato quello di diffondere tramite Twitter delle specie di tristissime slide in cui vengono spiegati i comandi, non così semplici, nonostante la natura arcade del titolo. In effetti per giocare a questo Revival servono due tasti, la “X” per passare/crossare/tirare oltre che “agganciare” il pallone ai piedi, e lo stick analogico sinistro per muovere il giocatore. Il problema è che, sempre tramite stick, si danno effetti e variazioni al tiro impresso per nulla intuitivi, almeno per un neofita. Ad esempio per effettuare un passaggio alto e/o pallonetto, dovrete muovere all’indietro rispetto alla vostra direzione lo stick nel momento in cui il giocatore sta colpendo il pallone, con la potenza data in base alla velocità di corsa del giocatore stesso.

Molto più facile a farsi che a dirsi, tranquilli, ma un po’ di pratica VERA avrebbe certamente giovato, dato che ormai da decenni sono FIFA e PES a contendersi il trono di migliore simulazione calcistica, con gli arcade che hanno avuto vita dura – e ce l’hanno ancora, a giudicare da Dino Dini’s Kick Off Revival. Una volta presa la giusta confidenza con i comandi, decidiamo di metterci a giocare “sul serio”. Quello che il gioco offre sono partite singole, contro l’IA o un giocatore in carne ed ossa, sia offline che online; recentemente è stata aggiunta, tramite aggiornamento, anche la possibilità di giocarsi gli Europei di calcio 2016, caratteristica che certamente arricchisce il gioco base ma che non basta per avere una diversificazione bastevole di modalità.

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Fatte dunque le nostre scelte in merito al da farsi, scendiamo in campo. Senza avere fatto la formazione o almeno avere impostato un modulo, dato che il gioco non lo consente, ma che comunque non avrebbe avuto troppo senso dato che i giocatori non hanno statistiche personalizzate, e sono assolutamente identici l’uno all’altro, anche quelli neri (mi rifiuto di scrivere “di colore”: voi cosa siete, trasparenti?), con buona pace di Nelson Mandela e di mille battaglie per i diritti sociali e civili. Notiamo subito però come almeno la frenesia del titolo originale sia rimasta intatta, anche se i controlli ci sono sembrati un po’ imprecisi e l’arbitro leggermente troppo fiscale per un gioco palesemente arcade, al punto che interromperà troppo spesso le azioni di gioco (senza ammonirci o espellerci giocatori, però, dato che non ci sono nemmeno i cartellini).

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
4/10
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Dario Caprai
Ormai legato anche affettivamente a PlayStationBit, predilige tutto quello che punti alla semplicità e che magari non costringa a decine di ore di subquest, considerato il tempo libero sempre più scarso (Batman Arkham e Fallout permettendo). Filosenecano, crede che non esista cosa migliore del dedicare tempo a sé stessi e alle proprie passioni. Last but not least: adora le notizie trash.