Publisher: Beatshapers Developer: Beatshapers
Piattaforma: PS Vita (disponibile anche per PS4) Genere: Twin-stick shooter Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 4,99 € PS Vita/9,99 € PS4

“L’altra sera ho acceso la TV: sesso e violenza, sesso e violenza. E quelle erano solo le previsioni del tempo!”
Daniele Luttazzi

Se abbiamo imparato una cosa dall’evoluzione subita dalla televisione e dai programmi da essa proposti è che il limite della decenza è stato da anni ampiamente superato e che, nel bene e nel male, non c’è più nulla da definirsi sacro e dunque intoccabile. I game show, in particolar modo, hanno mostrato come tutto possa essere mostrato senza troppi problemi, ed ecco che #KILLALLZOMBIES prova a mostrarci la naturale conseguenza di questo pensiero.

No Maria, io esco

Il concetto alla base di #KILLALLZOMBIES, semplice ma geniale, è proprio la duttilità e l’ormai quasi totale mancanza di inibizione degli show televisivi: in un futuro non troppo prossimo infatti il maggiore divertimento del popolo sarà guardare un uomo alle prese con orde inferocite di morti viventi, nel vano tentativo di sopravvivere e riuscire a portare a casa la pellaccia.

Un po’ come accadeva con i Giochi del Colosseo, ci ritroveremo in un’arena dotati di armi a non finire e dovremo eliminare senza pietà l’esercito di zombies il cui unico scopo sarà di mangiare il nostro succulento cervello umano. Nulla più ci dirà la trama di gioco, come è giusto che sia del resto, così da calarci immediatamente nell’azione.

Il fatto che il gioco venga strutturato come uno show televisivo non è peraltro una scelta fatta a caso, per semplice contestualizzazione, ma svolge anche un ruolo importante nel gameplay, elemento che approfondiremo più in là in questa recensione.

Armi in pugno, comunque, verremo calati nella già citata arena in cui l’azione ci verrà mostrata con una visuale top down ed una grafica seriosa ma comunque molto colorata e pulita che ai più appassionati eliminatori di morti ricorderà sicuramente quel Dead Nation che tanto ha divertito su tutte le console Sony.

Sia il nostro personaggio, di blu vestito, che gli zombies avranno un aspetto curato, così come tutti gli effetti delle micidiali armi e soprattutto dei potenti perks che andremo ad utilizzare durante la nostra mattanza, fino al sopraggiungere della morte.

Ammazza che mazza

Come abbiamo detto #KILLALLZOMBIES si affida ad una visuale a volo d’uccello che ci mostrerà l’arena dall’alto, con il personaggio al centro e le orde di zombies in arrivo da ogni dove. Durante la carneficina ci muoveremo all’interno di un’arena composta da pannelli esagonali in cui potremo recuperare una serie di armi e, man mano che proseguiremo con le ondate di nemici, che verrà costellata di ostacoli molto spesso letali.

Con il proseguo del gioco infatti nell’arena verranno lanciati potenziamenti, nuove armi ma anche incudini, camion e lame rotanti che punteranno, oltre che a danneggiarci, a fare da barriere ed obbligarci a finire in pasto agli orridi morti viventi pronti a far di noi un sol boccone.

Dal canto suo il nostro eroe sarà fin da subito dotato di un’arma che potrà essere scelta tra una cernita di strumenti che andrà ampliandosi (in maniera molto furba) via via che accumuleremo punti ed ore di gioco: partendo dalle classiche pistole potremo poi avere accesso anche a fucili a pompa, balestre e perfino armi laser, tutto per eliminare i morti meglio e più velocemente.

Ogni arma che utilizzeremo sarà dotata di un suo caricatore, indicato da una barra sull’HUB, e di un diverso tempo di ricarica, cosa che ovviamente farà propendere i giocatori verso uno piuttosto che l’altro strumento di morte. A fianco al caricatore troveremo poi la classica barra della Salute che, una volta scesa a zero, sancirà la nostra dipartita e dunque un Game Over.

Conclude la carrellata di barre a schermo quella che ci segnalerà l’esperienza accumulata. Dopo un certo numero di uccisioni, che andranno anche ad incrementare il nostro punteggio, il nostro personaggio aumenterà di livello e potrà avere accesso gratuitamente ad uno dei già citati “perks”.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7/10
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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare numerosi gruppi di recupero e svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi Stefano ha 26 anni e scrive per il Bit, non perchè abbia una scelta, ma perchè se no il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All Stars Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia ai trofei di Platino, con scarsi risultati.