Sviluppatore: Image & Form Publisher: Image & Form Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS Vita) Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 19,99 €

Sono ormai trascorsi quattro anni da quel piccolo gioiellino indie che raccolse un successo inatteso ma del tutto meritato. Stiamo parlando di SteamWorld Dig, il titolo che fa da predecessore al gioco in questione (che consigliamo vivamente di recuperare, qualora ve lo foste perso). Ebbene, Image & Form ci sorprende ancora una volta con questo vivace titolo, una colorata avventura sottoterra da assaporare a suon di piccozza.

Le ossa sono per i perdenti

“Chissà che fatica” e “Sai che ansia lì sotto?” sono solo alcune delle frasi che ci verrebbero in mente pensando alla figura del minatore. Ma se invece a parlare fosse una robottina tutta grinta e ingranaggi, l’idea sarebbe ben diversa, vero?

In SteamWorld Dig 2 la protagonista è Dorothy, che con grande determinazione e con l’aiuto di una piccola sfera di energia dall’ironia pungente e beffarda si mette sulle tracce di Rusty, un altro robot minatore, scomparso misteriosamente alla fine del primo capitolo; è così che la scena si sposta da Tumbleton a El Machino, una cittadina dalle fattezze sempre aride e spoglie ma che al contempo nasconde sotto di essa sorprese inaspettate.

Chi ha già giocato il primo capitolo sa bene che il punto di forza che ha determinato l’incredibile successo è stato sicuramente il gameplay. Dunque il sequel si mostra assolutamente all’altezza di reggere il confronto, con un platform a base di combattimenti ed esplorazione, sapientemente miscelati.

Dorothy dovrà farsi strada con il suo piccone tra cumuli di roccia più o meno resistenti e nemici disseminati qua e là, così come collezionare minerali e ingranaggi da spendere una volta risalita in superficie. Fortemente migliorata risulta la componente ruolistica; i fondi ottenuti potranno essere riutilizzati in vari modi, e la scelta inciderà molto sulla progressione di gioco. Si potrà potenziare l’equipaggiamento, comprare oggetti e strumenti sempre più efficaci, come rampino e lanciarazzi, creare nuovi progetti con l’ausilio degli ingranaggi, e la scoperta di misteriosi macchinari sottoterra permette di espandere le proprie abilità. Il senso di progresso sarà dunque tangibile, e il picconare provocherà una sorta di assuefazione.

Non di rado infatti saremo spinti a uscire dal percorso prestabilito per scoprire tra le rocce nuove risorse; la sapiente disposizione di numerosi luoghi nascosti, caverne da esplorare con curiosità ma intelligenza, contribuiscono ad allontanarci dall’obiettivo principale indicato in blu, con notevoli benefici sulla longevità rispetto al capitolo precedente. Saremo spinti a giocare d’astuzia, distruggere un blocco piuttosto che un altro, combinare diverse abilità al fine di raggiungere quella roccia che nasconde un ricco bottino. L’aggiunta di boss da sconfiggere, assenti nel titolo del 2013, non fa altro che affinare la componente puzzle, rendendo il gameplay decisamente più intrigante. Potremo decidere di affrontarli vis-à-vis, oppure a volte sarà necessario sfruttare l’ambiente circostante, utilizzando ad esempio massi cadenti.

Il livello difficoltà dei nemici sembra comunque curvare verso il basso, ma la possibilità di divagare dalla missione principale sbloccherà sfide molto interessanti, che sapranno mettere a dura prova i vostri nervi ma che regaleranno molta soddisfazione al completamento. Bisognerà ancora fare attenzione a gestire al meglio acqua e luce, al fine di scavare con giusta luminosità e poter usufruire di alcune armi in dotazione, e a tal proposito l’aggiunta di tubi per il teletrasporto posizionati in punti strategici risulteranno di grande aiuto, in quanto, una volta alla luce del sole, la totalità delle risorse sarà ripristinata.