The World is in Play – Speciale PlayStation Vita

The World is in Play – Speciale PlayStation Vita

Il 2 febbraio 2012, come magari qualcuno di voi già saprà, dal momento che l’evento era parzialmente aperto al pubblico, si è svolta la presentazione italiana di PlayStation Vita. Il tutto è avvenuto in un apposito spazio riservato nella metropolitana di Milano, presso la fermata di Porta Venezia. Malgrado le condizioni atmosferiche due passi oltre l’assurdo, PlayStation Bit era presente, anche se ovviamente il sottoscritto chiederà a chi di dovere un aumento di stipendio – ma che dico, uno stipendio! – pena l’abbandono del sito a favore del Paris Saint Germain (tanto ormai vanno tutti lì).

 

PlayStation Vita, questa sconosciuta

Prima di elencare i giochi presenti all’evento e le conseguenti valutazioni, è bene però chiarire il più dettagliatamente possibile di che cosa stiamo parlando. PlayStation®Vita è il successore di PlayStation Portable, console che ha segnato il debutto di Sony nell’ambito del gioco portatile. E’ già uscita in Giappone il 17 dicembre dello scorso anno, ed è in prossimità di arrivo in Europa (22 febbraio). Ciò che più colpisce l’occhio del videogiocatore rispetto a PSP, è la tanto attesa aggiunta della levetta analogica destra, che farà felice i fan degli sparatutto in prima persona e soprattutto chi i suddetti giochi li sviluppa. Per quanto riguarda le dimensioni, invece, siamo su livelli più o meno analoghi: 182 mm di larghezza, 18,6 mm di altezza e 83,5 mm di profondità. Invisibile ma altrettanto interessante, anche ai fini più strettamente ludici, è il supporto del touchscreen, di cui il fantastico schermo OLED di 5 pollici è dotato.

La sensibilità alle nostre dita sarà presente sia davanti, che dietro: già, perché anche la parte posteriore della console “saprà” perfettamente quando le nostre dita si appoggeranno ad essa: un elemento senza dubbio interessante, che gli sviluppatori più estrosi sapranno come sfruttare. Un’altra novità rispetto al predecessore, anche se già vista su PlayStation 3 (o meglio, sul suo controller), è il sistema di rilevamento del movimento a sei assi: come se non bastasse, sono presenti anche una fotocamera anteriore e una posteriore, che permetteranno delle esperienze di “realtà aumentata” assolutamente esaltanti.

A fare da contorno (si fa per dire) ci sono un qualcosa come 512 MB di RAM (come la sorella maggiore presente nel salotto di molti che stanno leggendo!) e una connettività pressoché assoluta: Bluetooth, Wi-Fi con protocollo 802.11 b/g/n e 3G risponderanno tutti presente all’appello dei videogiocatori più esigenti. Quest’ultimo, come certamente saprete, dipenderà però dal modello di cui deciderete di entrare in possesso: esiste infatti una versione “elite” con 3G e una “low cost” senza 3G. La discriminante oltre a questo? Non poteva che essere il prezzo. In Europa, infatti, il modello dotato di 3G costerà 299 euro, mentre quello che ne è privo (ma è pur sempre dotato di Wi-Fi) ne costerà 50 in meno. La mia personalissima opinione è che quando si fa un acquisto di tale portata, il modello da acquistare è sempre e comunque quello più costoso, perché una volta che si fa 30, si può fare anche 31, ed inoltre si evita ogni possibile rimpianto nel prossimo futuro, legato magari a qualche funzionalità di cui non siamo ancora a conoscenza. Sempre a proposito di 3G, è recente la notizia secondo la quale sarà Vodafone a fornire i servizi internet. Le offerte sono due: potrete ritirare a 0 euro (49 dal primo aprile) la console a patto di stipulare un abbonamento di 24 mesi a 19 euro al mese, con connessione senza limiti di tempo (il primo GB a 1,8Mbps, poi a 64kbps), oppure potrete comprare normalmente PlayStation Vita e navigare ad 1 euro al giorno (solo quando effettuerete l’accesso in rete) o 5 euro al mese. Detto in sincerità, credevo che Vodafone lucrasse molto di più sotto questo aspetto, non avendo nessuna concorrenza, invece i prezzi sembrano ragionevoli!

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Dario Caprai
Ormai legato anche affettivamente a PlayStationBit, predilige ormai tutto quello che punti alla semplicità e che magari non costringa a decine di ore di subquest, considerato il tempo libero sempre più scarso (Batman Arkham e Fallout permettendo). Filosenecano, crede che non esista cosa migliore del dedicare tempo a sé stessi e alle proprie passioni, con buona pace di successi universitari, imperdibili Erasmus e brillanti carriere lavorative. Last but not least: adora le notizie trash.