Sviluppatore: CUBETYPE Publisher: NIS America Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS Vita) Genere: Bullet Hell Giocatori: 1-2 (Online: 1-2) PEGI: 12 Prezzo: 29,99 €

Quando si parla di NIS America un nome che risuona subito alla mente dei giocatori è Touhou Project. Nonostante la saga Touhou non sia particolarmente conosciuta o apprezzata al di fuori del Giappone, NIS America non smette di provarci e ripropone ancora una volta anche agli occidentali un titolo della serie. Come molti sapranno, i Touhou hanno spesso cambiato genere di gioco in gioco, tuttavia Touhou Kobuto V: Burst Battle riprende con mano il tipo di gameplay che più ha fatto apprezzare la saga, il bullet hell, modificandone qualche aspetto. In meglio o in peggio? Scopriamolo insieme!

Un altro viaggio a Gensokyo

Il gioco ci porterà alla schermata del menù principale, caratterizzato da un disegno ben realizzato che fa da sfondo e da una musichetta gradevole, con annesse le classiche voci per cominciare il gioco, ossia la modalità Storia, Arcade, Score Attack, opzioni, classifiche, gioco in locale o lobby online, ma al momento soffermiamoci sulla prima.

Avviata la storia, il gioco ci farà vestire i panni dell’onnipresente Reimu, signora del tempio Hakurei, l’icona del brand. Seguiremo una delle trame più confusionarie e senza senso finora presenti su console Sony, con dialoghi che non stanno né in cielo né in terra e pretesti a dir poco assurdi per combattere. Non ci fossilizziamo sulla trama, basti sapere che risulterà talmente difficile prenderla sul serio che salterete quasi di sicuro ogni scena del gioco con il tasto Cerchio, eccezion fatta per gli intermezzi iniziali e finali che almeno hanno delle art decenti da mostrare.

Come ogni videogioco di combattimento che si rispetti, anche la story mode di Touhou Kobuto V è suddivisa in stage, sei per la precisione. Vagheremo in cerca di pretesti per allungare la storia per il Misty Lake, i cancelli della Scarlet Devil Mansion, la villa stessa, la sua biblioteca e per due volte nei sotterranei della Torre dell’Orologio, dove affronteremo il boss finale, una testa gigante della nostra protagonista la cui voce è di una qualità terribile.

Lo story mode consiste in questo, assistere nove volte alle trame che fanno a gara per aggiudicarsi il posto di meno interessanti dell’intero panorama videoludico. Esatto, nove volte, e senza autosalvataggio nel bel mezzo di una storia, per giunta. Dopo la seconda e la terza storia, rispettivamente giocate con Marisa e Remilia (dalla trama ancor più snervante), il gioco ci consentirà di scegliere uno tra i nove personaggi con il quale vorremo cimentarci nella modalità, seguendo una storia che non si concatena con nessuna delle precedenti. L’unico premio di consolazione è un bel trofeo di argento, nessun contenuto sbloccato in-game.

Magic is in the air

La storia è l’elemento più rilevante del titolo, che ha una longevità pari a circa 4 ore di gioco, ovviamente in base alle proprie abilità. Il combattimento è ciò su cui il gioco intero si basa. Mettere i piedi in una delle cinque arene che si differenziano tra loro solo grazie allo sfondo e combattere a ripetizione contro i nostri avversari sarà l’unica meccanica che il titolo ci metterà a disposizione, e nonostante ciò possa sembrare una scelta mirata, che faccia in qualche modo pensare che il team di sviluppo si sia focalizzato esclusivamente sulle battaglie, sappiate che ciò che le riguarda rappresenta una delle facce peggiori del gioco.

Avviando uno scontro, il gioco ci condurrà in una delle arene; ogni partita nello story mode e in battaglia versus avrà due round, mentre nelle altre modalità uno soltanto. Per giocare useremo lo stick analogico sinistro per muoverci, il tasto X per saltare e ancora una volta per effettuare una schivata aerea, con i tasti Triangolo, Cerchio e Quadrato sfodereremo gli attacchi comuni, o proiettili, che in base al tasto premuto avranno una gittata e un pattern di movimento diversi. Con il tasto R1 consumeremo la barra Action situata al centro basso dello schermo, che ci consentirà evitare gli attacchi avversari con maggiore facilità, mentre con L1 pareremo, anche se il comando il più delle volte non funzionerà. Una volta carica la barra Charge, situata sotto quella della salute, con la pressione simultanea di Triangolo e Cerchio attiveremo la magia speciale, tecnica devastante che potrà ribaltare l’esito di qualunque incontro. Caricare questa barra sarà possibile solo respingendo gli attacchi avversari con altri attacchi, guadagnando i punti P (è così che li chiamiamo, considerando che il gioco non fornisce alcun dettaglio in merito).

Il gioco sembra un rifacimento in 3D di Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet, riproposto però allo stesso prezzo e di gran lunga più noioso di quest’ultimo. I movimenti goffi e lenti quasi come se i personaggi stessero faticando a camminare fanno sfigurare il gioco e il genere bullet hell, e la completa assenza di un qualsivoglia tutorial ci ha costretti a imparare da soli i tasti e affidarci all’intuito.

Gli attacchi ravvicinati, bilanciati male, ci faranno considerare l’effettivo valore del loro utilizzo; il nostro personaggio verrà sbalzato di prepotenza a qualche metro di distanza, rendendoci vulnerabili agli attacchi a distanza, per non parlare della terribile gestione della telecamera e dell’orrido tentativo di bilanciare le protagoniste. Personaggi come Sakuya e Marisa saranno enormemente più forti di qualunque altro, e ciò non renderà vita facile a chi verrà colpito da una delle loro tecniche. Le hit box mal calibrate e i dislivelli del terreno trapassabili, uniti ai difetti prima elencati, rendono Touhou Kobuto V: Burst Battle uno dei peggiori giochi Touhou Project in circolazione.