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10 anni. Sono passati esattamente 10 anni dall’E3 del 2006 quando Final Fantasy Versus XIII venne annunciato come capitolo facente parte della Fabula Nova Cristallis. In questo lasso di tempo non solo abbiamo cambiato generazione di console, ma anche il Versus XIII è cambiato in tutto e per tutto, uscendo prima dalla Fabula, eliminando le atmosfere cupe presentate all’E3, e cambiando poi il nome in Final Fantasy XV. Quello che abbiamo tra le mani non è un semplice gioco; dopo 10 anni di attesa, di immagini, di video, di annunci e rimandi tutti si aspettano tanto, tantissimo dal quindicesimo capitolo della fantasia finale perché in questi anni Square-Enix non ha mai abbandonato il suo pupillo e ha saputo tenere alto l’interesse per tutto il tempo, soprattutto rendendo disponibili due demo (Platinum e Judgment oltre all’Episodio Duscae presente in Final Fantasy Type-0) a tutti gli utenti senza alcuna restrizione.

Maggiori informazioni le otterrete leggendo la recensione del nostro Nicola (in bocca al lupo!), mentre di seguito troverete la migliore guida ai trofei:

Per sapere quali siano tutte le ultime guide e i più recenti elenchi, consultate quotidianamente i nostri dettagliati indici:

Inoltre registratevi al nostro canale YouTube per tante esaurienti videoguide, in calce potrete guardare una delle ultime. Buona visione e buona caccia!

Nuovo aggiornamento all’interno dei nostri indici, con l’aggiunta di svariati elenchi per tutte le piattaforme Sony. In questa prima pagina troverete quelli per PlayStation 3, seguiranno PlayStation 4 e PlayStation Vita.

Nota: tutti i nostri elenchi, dalla versione 3.0 in poi, specificano al loro interno se la lista trofei è separata, unica o solo per una delle console per le quali il titolo è disponibile.

PlayStation 3

Publisher: Eclipse Games Developer: Eclipse Games
Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PSVITA) Genere: Action-Platform Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 7,99 €

“Non è tanto, quindi, per la tua abilità, o cacciatore, quanto per le grandi necessità che arpioni la vittoria.”

Herman Melville – Moby Dick

La definizione inglese sarebbe “Blast From the Past”, letteralmente sbucati dal passato: questo il modo migliore di descrivere la serie di titoli di stampo classico che stanno invadendo il mercato, perlopiù in versione digitale. A questo particolare genere videoludico appartiene anche Spheroids, sviluppato dai ragazzi di Eclipse Games e disponibile su PlayStation 4 e PlayStation Vita con la formula del cross-buy.

L’invasione delle Ultrasfere

Era una tranquilla giornata di sole nel mondo, dove la maggior parte degli abitanti era immersa nella routine, almeno fino a quando un esercito di sfere non ha deciso di invadere il nostro verdeggiante pianeta. Per salvarci dagli attacchi degli Sferoidi (questa la traduzione immaginabile dall’inglese) uno scienziato sull’orlo della pazzia, un certo Otto, ha deciso di fidarsi ciecamente del giovane ed irrequieto Lucas, un ragazzino canadese che, adeguatamente istruito, potrà fermare l’invasione.

Se la trama di Spheroids vi sembra banale, è perché in effetti lo è: niente più che una scusa per calarci in un titolo platform che riporta alla mente un classico del passato come Pang, in cui il nostro giovane eroe verrà dotato di uno spara-arpioni in grado di eliminare le palle rimbalzanti e salvare gli altri esseri umani da quella che per loro sarebbe morte certa.

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Immersi in una serie di livelli bidimensionali dovremo affrontare sfide che al sopra citato Pang aggiungono anche una componente platform di tutto rispetto, dato che oltre a sparare proiettili verticali con nostra arma dovremo anche e soprattutto saltare da una pedana all’altra e sfruttare i numerosi gadget che ci verranno forniti dal professore per sgominare questa banda di palle rimbalzanti.

Tutto ciò condito da una grafica a 16-bit di buona fattura che ben rispecchia la natura retro del titolo, come anche le colonne sonore decisamente orecchiabili che riportano alla mente i classici cabinati da sala giochi e che ci accompagneranno del corso di (quasi) tutta la nostra avventura.

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Apelle, figlio di Apollo

Come detto, Spheroids prende in prestito la meccanica tipica di un Pang e la mischia con un classico titolo platform: il nostro eroe infatti dovrà alternare sessioni in cui saltare da una passerella ad un’altra ad altre in cui dovrà utilizzare la sua unica arma, uno spara-arpioni, per sbarazzarsi dei nemici che gli sbarreranno la strada.

Le due fasi di gioco si alterneranno in maniera decisamente fluida nel corso degli 8 mondi di gioco, aggiungendo man mano che proseguiremo l’avventura nuove meccaniche di gioco ed ovviamente nuovi, temibili nemici, che tenteranno in ogni modo di farci la pelle nonostante i preziosi consiglio del professore.

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Al termine di ogni capitolo e talvolta come intermezzo tra un livello e l’altro infatti una poco divertente ma (fortunatamente) breve cut-scene ci introdurrà le modifiche della nuova serie di livelli che andremo ad affrontare: potrebbe trattarsi di un nuovo gadget studiato per renderci più facile la vita come anche di nuove, temibili tipologie di sfere che tenteranno di sbarazzarsi del nostro eroe.

Sbloccheremo così rampini, stivali gravitazionali e portali che ci permetteranno di passare da un piano di gioco ad un altro introducendo così anche un senso di profondità purtroppo però del tutto fine a se stesso, dato che gli unici “puzzle” che ci verranno sottoposti saranno semplicemente legati alla pressione di un pulsante da uno dei due lati per aprire un percorso sull’altro.

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Publisher: The Quantum Astrophysicists Guild Developer: The Quantum Astrophysicists Guild
Piattaforma: PS4 Genere: Puzzle Game Giocatori: 1-4 (online: 2-4) PEGI: 3 Prezzo: 29,99 €

“Pietra su pietra si alza un muro, muro su muro si arriva al castello”

Proverbio albanese

Nella vita frenetica di oggi i videogames puntano sempre di più sull’azione, tanto che titoli come Puzzle Bobble e Yoshi’s Cookie stanno via via scomparendo o passando su una piattaforma più “casual” come possono essere smartphone e tablet. L’uscita di un gioco come Tumblestone, quindi, non può che far piacere agli amanti dei puzzle game vecchio stile.

Questione di vegetali

Se cercate una trama profonda sappiate che Tumblestone non è stato creato per soddisfare questo vostro desiderio: all’interno dei 12 mondi di gioco infatti andremo ad interpretare un avatar via via diverso che avrà una missione, spesso “ridicola”, da portare a termine.

Nel primo mondo, per esempio, dovremo aiutare la regina Cleopatra ad arrivare al ristorante dove la aspetta una succulenta Ceasar Salad: tra lei ed il suo piatto però si frapporranno dei terribili Tumblestone, ossia dei blocchi di pietra colorati che bloccheranno il percorso. Per superarli dovremo quindi completare una serie di rompicapo di difficoltà crescente.

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Questa formula si andrà a ripetere in tutti i mondi di gioco, con la sola differenza che man mano che progrediremo si aggiungeranno nuovi ostacoli e nuovi bonus, rendendo quindi più complicata la sfida ma anche più esperto il nostro personaggio.

Con un totale di oltre 350 puzzle, riuscire a vedere la fine di Tumblestone sarà impresa tutt’altro che semplice, visto anche che alcuni livelli daranno decisamente del filo da torcere alla nostra mente, richiedendo impegno, dedizione ed ovviamente svariati fallimenti.

Questo anche perchè la meccanica scelta dai ragazzi di The Quantum Astrophysicists Guild per permettere al giocatore di risolvere i puzzle della modalità Storia (e non solo) contribuisce a rendere i puzzle complicati, visto che stravolge un po’ le basi di questo genere di videogames.

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Sparare ai sassi

La maggior parte dei puzzle game esistenti al mondo prende spunto dal classico Puzzle Bobble in cui, per chi non lo conoscesse, verrà richiesto di sparare delle palle colorate ed allineare almeno tre sfere dello stesso colore per farle esplodere e liberare così lo schermo.

Questa meccanica è stata ripresa, in chiave moderna, da titoli per smartphone come Candy Crush Saga e Pokémon Shuffle, in cui invece di lanciare ci viene richiesto di utilizzare la funzione di swipe dei nostri touch screen per spostare ed allineare sequenze di tre o più elementi ed accumulare punti.

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Ebbene, Tumblestone sfrutta questo stile di gioco ma lo inverte, dato che il giocatore dovrà sparare a dei blocchi già pre-esistenti e creare lui stesso catene di tre elementi così da liberare man mano lo schermo.  Questo ovviamente obbliga il giocatore a rispettare una certa sequenza di distruzione, pena l’impossibilità di proseguire nel livello e dunque il conseguente game over.

Questa particolare scelta rendere Tumblestone un puzzle game unico del suo genere, che spingerà anche gli amanti dei rompicapo a spremersi le meningi per padroneggiare al meglio la difficoltà sempre crescente del gioco: con ogni nuovo mondo infatti nuovi Tumblestone faranno la loro comparsa per ostacolare il nostro cammino ed obbligarci a trovare nuove soluzioni.

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Da anni noi dello staff di PlayStation Bit vi offriamo il servizio più completo in Italia di guide ai trofei, per soddisfare la sete di conoscenza di tutti quei cacciatori che vogliono sempre di più aumentare le coppe presenti nella loro bacheca virtuale per dimostrare agli amici di essere i migliori e per vantarsi con la donzella di turno di avere da lungo tempo superato quota 100 Platini (perché diciamolo, è così che si fa colpo).

Per festeggiare però al meglio l’arrivo del nuovo anno, il 2017, abbiamo deciso di regalarvi (e regalarci) uno speciale della rubrica Platini da Bar. A differenza di quanto facciamo ogni mese infatti, in occasione delle festività vi offriamo una selezione di trofei scelti da noi dello staff: un Platino a testa per raccontarvi chi siamo, come giochiamo e soprattutto mostrarvi il nostro spirito da cacciatori di trofei.

Senza troppi indugi quindi caliamoci in questa “Bit Selection”, in cui vi indicheremo il membro dello staff, la sua scelta ed ovviamente la guida trofei presa dal nostro ricchissimo Forum. Buona lettura e mi raccomando, sotto le feste non vi ubriacate troppo di trofei!

Daniele – Dishonored 2

“I piaceri sono effimeri, gli onori eterni.”

Rompendo le uova nel paniere a mezzo staff, che voleva scegliere nuova opera di Bethesda e la sua lista trofei, il nostro Daniele è stato rapito da un gioco che l’ha talmente tanto appassionato da fargli fare il cosplay di Emily durante le fiere di paese.

Guida trofei di Dishonored 2

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Francesco – Fallout 4

“Nuculare… Si dice nuculare.”

Da un titolo Bethesda ad un altro, Francesco ha scelto uno dei titoli più attesi del 2016, ossia il quarto capitolo della saga di Fallout, che tra un bug ridicolo e l’altro è riuscito a piazzare vendite tali da permettere a Todd Howard di rotolarsi nei soldi che manco Paperon’ de Paperoni.

Guida ai trofei di Fallout 4

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Sebastiano – Goat Simulator

“Legga Dante, legga Manzoni, impari quella capra!”

Voleva scegliere un titolo che desse maggior qualità a questo elenco, il buon Sebastiano (nello specifico Hannah Montana), ma alla fine il richiamo delle capre ha avuto il sopravvento. Nel tempo che lo Sgarbi nazionale impiega a pettinarsi la mattina (ossia quattro ore circa) potrete ottenere una serie di coppe che Rovagnati a confronto produce insalate. Astenersi poco ironici e vegetariani, vista la natura del titolo.

Guida ai trofei di Goat Simualtor

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Anche solo inserire il disco di The Last Guardian nella console è un’emozione, per quanto la possa pensare diversamente Spalletti. Perché non capita tutti i giorni che un titolo venga posticipato, rimandato, forse cancellato, ripreso eccetera eccetera. Abbiamo avuto per le mani un qualcosa per cui il lavoro richiesto è durato anni, e in questa piccola introduzione vi anticipiamo solamente che, anche considerate le tempistiche molto “comode”, non siamo rimasti delusi dall’esito finale.

Maggiori informazioni le otterrete leggendo la recensione del nostro inarrestabile (non perché sia un criminale, tranquilli) Dario, mentre di seguito troverete la migliore guida ai trofei:

Per sapere quali siano tutte le ultime guide e i più recenti elenchi, consultate quotidianamente i nostri dettagliati indici:

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Nuovo aggiornamento all’interno dei nostri indici, con l’aggiunta di svariati elenchi per tutte le piattaforme Sony. In questa prima pagina troverete quelli per PlayStation 3, seguiranno PlayStation 4 e PlayStation Vita.

Nota: tutti i nostri elenchi, dalla versione 3.0 in poi, specificano al loro interno se la lista trofei è separata, unica o solo per una delle console per le quali il titolo è disponibile.

PlayStation 3

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Publisher: Frictional Games Developer: Frictional Games
Piattaforma: PS4 Genere: Survival Horror Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 28,49 €

Nel 2010 Frictional Games lanciò sul mercato uno dei Survival Horror più amati degli ultimi anni, imitato da decine di software house e giocato da migliaia di aspiranti famosi youtuber. Parliamo di Amnesia: The Dark Descent, seguito poi dall’espansione Justine e dal secondo episodio Amnesia: A Machine for Pigs. Amnesia ha unito il survival horror e l’avventura grafica, donando linfa vitale a due generi che restano di nicchia rispetto a quello action o fps, ma che hanno dimostrato (qualora ce ne fosse bisogno) di essere all’altezza di ogni situazione. A quasi sette anni dalla sua uscita originale, e quasi quattro dall’uscita dell’ultimo episodio della raccolta, i ragazzi di Frictional Games ripropongono la loro opera anche su PlayStation 4 con un’edizione rimasterizzata disponibile ad un prezzo piuttosto interessante, senza dimenticare il supporto ai trofei. Titolo consigliato? Scopritelo nella nostra recensione!

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Tre in uno

Come abbiamo già anticipato, la raccolta che ci apprestiamo a recensire contiene tre episodi di Amnesia, The Dark Descent, Justine e A Machine for Pigs.

Partiamo quindi con ordine, introducendo il primo storico capitolo di Amnesia che tanto stupì pubblico e critica: in The Dark Descent impersoneremo i panni di Daniel, intrappolato nel cupo maniero di Brennenburg e colpito da perdita di memoria, come suggerisce il titolo stesso del gioco. Il nostro obiettivo sarà quello di ricostruire la storia, un tassello alla volta, ma soprattutto sopravvivere ai terrificanti ospiti del maniero. Oltre all’amnesia, Daniel soffre di acluofobia, ovvero della paura del buio: per questo motivo, dovremo cercare di non restare troppo a lungo nell’oscurità, così da non peggiorare il livello di sanità mentale del protagonista. In tutto ciò, l’unica “arma” in nostro possesso sarà una lanterna (dalla durata limitata, ma ricaricabile attraverso boccette d’olio disseminate lungo l’avventura), grazie alla quale potremo farci luce negli angoli più bui del gioco e scoprire, nostro malgrado, gli orribili segreti del maniero. La trama è narrata in maniera impeccabile, grazie ad un ritmo che si adatta perfettamente al genere e che riesce ad incollare il giocatore allo schermo fino alla fine dell’avventura. Un titolo che, a parte qualche imperfezione tecnica di cui parleremo successivamente, è senza dubbio tra i migliori videogiochi horror di sempre.

Bene anche Justine, espansione di The Dark Descent, in cui non sarà possibile salvare (anche considerando la durata ridotta dell’avventura, poco più di mezz’ora) e bisognerà prendere delle decisioni che influenzeranno il finale. In questo caso impersoneremo un personaggio femminile, che dovrà ricostruire e ricordare la verità attraverso note, documenti e note vocali riproducibili attraverso dei grammofoni. Una piccola gemma, che arricchisce lo straordinario primo capitolo.

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L’ultimo titolo della raccolta è A Machine for Pigs, sequel indiretto di The Dark Descent ambientato sessant’anni dopo il primo episodio. Impersoneremo Oswald Mandus, ricco imprenditore in preda ad un’amnesia il giorno della vigilia di Capodanno. L’obbiettivo principale di Oswald sarà quello di scoprire la verità su una misteriosa macchina, situata sotto la sua fabbrica, rimettendo insieme i pezzi dopo un coma durato mesi. A Machine for Pigs venne sviluppato in collaborazione con The Chinese Room (già autori di Dear Esther) ma non riuscì a ripetere il successo del suo predecessore: il titolo infatti venne giudicato, soprattutto dai fan, troppo simile a The Dark Descent con poche innovazioni e miglioramenti. In ogni caso, anche questo episodio è una pietra miliare del genere che non potete perdere se siete amanti di avventure grafiche e atmosfere horror.

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Se siete videogiocatori che ora viaggiano intorno agli “enta” ricorderete sicuramente un titolo uscito nel 1989 su Amiga, poi riconvertito su svariate piattaforme, intitolato Shadow of the Beast, sviluppato da quello che era Psygnosis. All’epoca Shadow of the Beast fu qualcosa di eccezionale, acclamato da pubblico e critica, ma che purtroppo non è rimasto nella memoria di molti, ma di certo ha lasciato un segno evidente su Matt Birch di Heavy Spectrum che volendo rendere omaggio al primo capitolo, grazie all’aiuto di Sony è riuscito a creare un ottimo remake…

Maggiori informazioni le otterrete leggendo la recensione del nostro “procuratore” Nicola, mentre di seguito troverete la migliore guida ai trofei:

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Inoltre registratevi al nostro canale YouTube per tante esaurienti videoguide, in calce potrete guardare una delle ultime. Buona visione e buona caccia!

L’anno è il 1986, ma il mondo non è quello che tutti si aspettano: niente musica da discoteca, niente Dylan Dog in arrivo sul suolo italiano, solo un terribile scenario post-apocalittico in cui l’umanità è stata messa in ginocchio dagli zombies, morti viventi contaminati da chissà quale virus che girano per le strade attaccando i pochi superstiti della razza umana per cibarsi delle loro carni e trasformare anch’essi in creature prive di intelletto, guidate solo da una fame irrazionale. In questa pittoresca e drammatica ambientazione fa la sua comparsa il protagonista di Deadlight, Randall Wayne, un ormai ex-sceriffo che collabora con un gruppo di superstiti per riuscire a salvarsi dalla minaccia incombente e ritrovare sua moglie e sua figlia, andate perse durante la fuga dalle infernali creature.

Maggiori informazioni le otterrete leggendo la recensione dell’inimitabile Stefano, mentre di seguito troverete la migliore guida ai trofei:

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