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Nuovo aggiornamento all’interno dei nostri indici, con l’aggiunta di svariati elenchi per tutte le piattaforme Sony. In questa prima pagina troverete quelli per PlayStation Vita, seguirà PlayStation 4.

Nota: tutti i nostri elenchi, dalla versione 3.0 in poi, specificano al loro interno se la lista trofei è separata, unica o solo per una delle console per le quali il titolo è disponibile.

PlayStation Vita

Nel bene o nel male la saga di Resident Evil negli anni è sempre riuscita a far parlare di sé e, dopo gli ultimi capitoli un po’ fiacchi (escludendo i due Revelations), eccoci di nuovo in una villa, esattamente come il primo titolo, anche se le cose sono leggermente cambiate. In molti fin dall’inizio hanno lamentato il passaggio alla prima persona, ma non bisogna dimenticare titoli come i due Gun Survivor o Dead Aim, che già anni fa sperimentavano un nuovo approccio; la differenza non è solo questa, infatti anche gli scontri a fuoco sono nettamente diminuiti, puntando molto di più sulla continua tensione e sul senso di oppressione.

Mischiando i nuovi elementi, come la prima persona, insieme a quelli classici della serie, viene fuori questo Resident Evil 7 Biohazard e dobbiamo ammetterlo, nonostante la scarsa durata della storia principale, ci è davvero sembrato un capolavoro del genere.

Maggiori informazioni le otterrete leggendo la recensione del nostro Nicola, mentre di seguito troverete la migliore guida ai trofei:

Per sapere quali siano tutte le ultime guide e i più recenti elenchi, consultate quotidianamente i nostri dettagliati indici:

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Publisher: BigBen Interactive Developer: Kylotonn Entertainment
Piattaforma: PS4 Genere: Simulatore di guida Giocatori: 1-2 (Online: 2-12) PEGI: 12 Prezzo: 59,99 €

“Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione.”
Pablo Picasso

La maggior parte del tempo libero della mia adolescenza (e non solo) è stato speso sui videogames: in quegli anni PlayStation 2 era la console più in voga e tra tutti i generi uno che prese decisamente piede fu quello dei giochi di corse “distruttivi”, devastazione totale sacrificando il realismo. FlatOut è sicuramente uno dei migliori esponenti del genere, pronto a portare rottami metallici su PlayStation 4 grazie al quarto capitolo della serie.

Lamiere contorte

C’è veramente bisogno di una storia ricamata stile Need for Speed per mettersi dietro ad un volante e sgommare su una serie di tracciati facendo a sportellate con i nostri avversari? Certo che no, ecco perchè FlatOut non ci tedierà raccontandoci di come da fenomeni delle corse ci siamo ritrovati nella polvere ma ci butterà subito sul sedile della nostra prima vettura.

Dando il via alla modalità Carriera per la prima volta, infatti, ci verrà fornito un budget iniziale di 10.000 crediti con cui potremo scegliere tra i due veicoli sbloccati della classe Derby, una delle tre disponibili, e una volta fatto il nostro acquisto avremo accesso ad un menu che ci consentirà di prendere parte ad una serie di gare.

Nessuna trama complicata, solo una serie di sfide di difficoltà crescente in cui dovremo puntare ad arrivare prima degli altri oppure, in determinate sfide, ad accumulare quanti più punti possibile. Tutto questo ci porterà ad accumulare fama e denaro con cui acquistare potenziamenti e veicoli delle due classi superiori, Classic e All Star.

L’assenza di un reale filo conduttore che leghi tra di loro gli eventi del gioco non è però di per sé un male, dato che saremo troppo concentrati sull’azione di gioco per accorgerci che ogni vittoria sarà in buona sostanza fine a se stessa ed utile più che altro a portarci gloria ed introiti.

Fin da subito sarà visibile la voluta semplicità dei menu, sia quello iniziale che quello delle varie modalità: niente fronzoli, sarà possibile scegliere a quale gara partecipare tramite una serie di rettangoli che mostreranno uno stralcio della pista e ci daranno i dettagli della sfida e degli eventuali punteggi da raggiungere.

Destruction Derby

Una volta scelta la gara sarà però il momento di mettersi al volante: come detto nelle prime righe di questa recensione FlatOut sacrifica il realismo per puntare tutto sul divertimento e questo non può che riflettersi sulla guidabilità delle auto.

A differenza di titoli più profondi come Gran Turismo e simili infatti i veicoli saranno decisamente maneggevoli e si sposteranno senza troppe lamentele tra le curve delle varie piste che andremo ad affrontare, sollevandosi anche di parecchi centimetri da terra durante i salti e soprattutto ribaltandosi con estrema facilità.

Ogni vettura sarà dotata di valori classici come velocità ed accelerazione ma anche di statistiche legate alla resistenza agli urti, dato che parte fondamentale del gameplay sono proprio i tamponamenti tra rivali, metodo utile per guadagnare posizioni.

Ogni colpo che manderemo a segno sbilancerà e danneggerà i nostri avversari, che dal canto loro non si faranno pregare e grazie ad un’Intelligenza Artificiale decisamente molto competitiva ci ripagherà con la stessa moneta cercando di scaraventarci fuori dalla pista.

Man mano poi che proseguiremo con la gara ci accorgeremo che il nostro veicolo riporterà, grazie ad una grafica di buon livello, danni visibili anche se l’unica cosa che potremo rischiare sarà una brutale esplosione, dato che nessuna parte della nostra auto si staccherà in seguito alle botte ricevute.

I modelli della auto, dal canto loro, sono ispirati a modelli reali ma comunque decisamente accattivanti : passeremo dall’auto simil-maggiolino a pick-up con rostri per arrivare fino a veicoli molto più sportivi per un totale di ben 27 auto da sbloccare proseguendo nella Carriera e potenziabili investendo il denaro faticosamente guadagnato per migliorarne le prestazioni così da riuscire ad essere competitivi.

In un lussureggiante e vibrante mondo post-apocalittico in cui la natura ha rivendicato le rovine di una civiltà dimenticata, gruppi di umani vivono all’interno di tribù primitive di cacciatori. Il loro dominio sulla natura è stato usurpato dalle Macchine, temibili creature meccaniche dall’origine ignota.

Esplora un mondo ricco di reperti e rovine fatiscenti per scoprirne i segreti più profondi. Come hanno fatto le Macchine a conquistare questo mondo e cos’è successo alla civiltà che le ha precedute? La risposta potrebbe determinare il destino di Aloy… e quello dell’umanità stessa.

Di seguito troverete la migliore guida ai trofei:

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Sul canale YouTube BethesdaSoftworksIT è da poco stato pubblicato un nuovo video di Prey che ci vuole mostrare alcuni tipi di Typhon presenti su Talos I. Questi, secondo alcuni dettagli rilasciati, sarebbero una forma di vita extraterrestre che hanno messo a ferro e fuoco l’intera stazione spaziale.

Prima di lasciarvi al video in questione, vi ricordiamo che il titolo sarà disponibile a partire dal 5 maggio prossimo per PlayStation 4.

Qualcosa è andato storto su Talos I. Quello che era cominciato come un esperimento mirato a migliorare l’umanità si è trasformato in un’infestazione su vasta scala dei Typhon, alieni tenuti in cattività a bordo della stazione spaziale stessa. I Typhon non sono soltanto una razza votata alla distruzione della razza umana, ma anche creature misteriose e con un ecosistema particolarmente evoluto. Nei panni di Morgan Yu, protagonista di questi esperimenti, dovrai affrontare l’invasione e salvare la Terra.

Publisher: Rodeo Games Developer: Rodeo Games
Piattaforma: PS4 Genere: GDR Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 39,99 €

“Se si deve giocare, bisogna decidere tre cose in partenza: le regole del gioco, la posta in gioco, e la durata.”
Proverbio cinese

Se fate una rapida ricerca sul web relativamente a Warhammer Quest potreste rimanere piacevolmente sorpresi nello scoprire che i primi risultati non si riferiscono al videogame che stiamo per recensire, bensì ad un noto (e ormai quasi introvabile) gioco da tavolo pubblicato nel 1995 dall’arcinota Games Workshop.

Quello che abbiamo tra le mani, oltre che un porting, è soprattutto e prima di tutto un tributo a questo capolavoro di tattica che ha ispirato tanti altri boardgame.

Elfi e nani, ma niente anelli

Gli appassionati del genere sapranno, almeno di fama, che la saga base di Warhammer è ambientata appunto in un universo fantasy in cui ai classici umani vengono accostati elfi, nani, orchi e chi più ne ha più ne metta e dove alle battaglie cappa e spada vengono affiancati elementi magici.

Questi cliché sono ovviamente ricalcati da Warhammer Quest che, al tempo della sua uscita, si fece notare soprattutto per un regolamento avanzato che contava quasi 200 pagine e soprattutto componenti tipiche dei giochi di ruolo come ad esempio la possibilità di potenziare il proprio personaggio, trasportabile tra una partita e l’altra.

A vent’anni di distanza dall’uscita del gioco da tavolo ecco però sbarcare su Steam e iOS una versione digitale di questo capolavoro senza tempo, volta a celebrare questo importante anniversario e soprattutto stregare i giocatori della nuova generazione immergendoli in un mondo fatto di goblin putridi e armi leggendarie.

Ovviamente trasportare dal tavolo al tablet o, come nel nostro caso, alle console una creatura di dimensioni così ragguardevoli ha richiesto un grosso lavoro da parte dei ragazzi di Rodeo Games che si sono applicati soprattutto per rendere gestibile questo dungeon crawler con dispositivi touch e controller.

Molto banale ma adatta allo scopo la trama: prenderemo infatti il controllo di un variegato gruppo di avventurieri che saranno chiamati di volta in volta a completare una serie di missioni di difficoltà crescente, alcune obbligatorie ed altre opzionali, spostandoci di villaggio in villaggio per le tre regioni disponibili.

La narrazione avverrà tramite testo a schermo (fortunatamente geolocalizzato in italiano) che ci racconterà in breve gli eventi che prenderanno vita attorno a noi e ci introdurranno e guideranno nelle varie sfide che andremo ad affrontare.

La guerra non è un gioco

Detto della trama è giusto concentrarci sul cuore pulsante di Warhammer Quest, ossia l’esplorazione dei vari dungeon ricolmi di terribili mostri e soprattutto di interessanti oggetti da recuperare sia per completare le missioni che ci verranno affidate sia per migliorare la dotazione dei nostri guerrieri.

Il sistema scelto dal team di Rodeo Games (peraltro “riciclato” da titoli simili) è un ottimo modo per richiamare alla mente un vero e proprio gioco da tavolo: i nostri personaggi si muoveranno infatti in aree strutturate come griglie, con una serie di quadrati all’interno dei quali potremo eseguire il movimento ed ovviamente compiere azioni come attaccare ed utilizzare oggetti o abilità speciali.

Ognuno dei nostri eroi sarà dotato di un certo numero di passi, ossia detto più banalmente di un dato numero di caselle entro cui potrà muoversi, indicate da una luminescenza bianca per dare subito l’idea della distanza massima che potremo raggiungere in un turno.

Una volta spostate le nostre pedine sarà possibile, qualora avremo un nemico adiacente oppure saremo dotati di armi a distanza, attaccare eventuali mostri presenti nell’area per cercare di eliminarli per poi terminare il nostro turno, non prima di aver esaurito le mosse di ognuno dei quattro membri del nostro gruppo.

A questo punto sarà, ovviamente, il turno dei cattivi che cercheranno di eliminarci muovendosi ed attaccandoci, senza comunque mai toccare vette di tattica incredibili ma molto più banalmente avvicinandosi ed usando attacchi solitamente basilari.

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Non è inusuale, nel mondo dei videogames come in molti altri settori, che un titolo susciti in chi ne effettua la recensione impressioni contrastanti. Questo sembra essere anche il caso dell’atteso Ghost Recon Wildlands, il cui arrivo è stato anche “celebrato” da uno spot con countdown incorporato.

Osservando i voti della stampa internazionale si evince come evidentemente ci sia qualcosa che non ha convinto all’unanimità chi si fosse avvicinato al gioco. Ecco i voti nel dettaglio:

Cheat Code Centrale – 9
God is a geek – 9
GamesRadar+ – 9
Hardcore Gamer – 9
GameCrate – 8
USGamer – 8
LaPS4 – 8
Vandal Online – 8
JeuxActu – 8
PlayStation LifeStyle – 8
CFMagazine – 8
PSU.com – 7
Gameblog.fr – 7
Twinfinite – 7
Metro Game Central – 7
COGconnected – 6
We got this covered – 6

Passare dai vari 9 ed arrivare fino al 6 assegnato da un paio di siti fa sicuramente pensare, anche se in generale la positività dei commenti ed un bel 78 sull’utilissimo Metacritic fanno capire che l’opera di Ubisoft sembra comunque meritevole di essere giocata, soprattutto dagli appassionati della saga. Vi invitiamo comunque a rimanere con noi per tutti gli aggiornamenti del caso.

Publisher: BigBen Interactive Developer: Gloomywood
Piattaforma: PS4 Genere: Survival Horror Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 29,99 €

“Le tenebre cercheranno sempre di spegnere la luce. E la luce cercherà sempre di scacciare le tenebre.”
Morgan Rhodes

Tutti coloro che si dilettano con i videogame già da qualche decade e sono magari appassionati del genere survival horror non potranno non riconoscere il nome di Frédérick Raynal, creatore nel 1992 di un certo Alone in the Dark che fece appassionare milioni di utenti PC alle vicende di Edward Carnby. Dopo una rapida (e sfortunata) esperienza su Dreamcast ed alcuni progetti minori, l’autore francese tenta di rilanciarsi su PlayStation 4 proprio grazie ad un altro survival horror, ossia 2Dark.

Mr. & Mrs. Smith

Le cupe vicende narrate in 2Dark (con voci inglesi e scritte in italiano) cominciano, come nei migliori film del terrore, da un tranquillo week-end di vacanza: l’agente Smith ha infatti deciso di staccare dal suo lavoro per concedersi un po’ di relax in compagnia della moglie e dei suoi due giovani figli immergendosi nella natura.

Le gioie del campeggio però durano poco: mentre Mr. Smith è intento a montare una tenda che non vuole saperne di collaborare delle urla, lanciate proprio dalla consorte e dai pargoli, rompono la quiete del bosco. L’inutile corsa del nostro eroe gli permette solo di vedere Mrs. Smith ormai morta ed un bus con all’interno i suoi due figli che si allontana a gran velocità.

Inizia così una ricerca disperata ma purtroppo infruttuosa del rapitore, che farà cadere Mr. Smith in depressione e lo allontanerà dal lavoro a causa di una condotta non proprio esemplare. Proprio a questo punto della storia entriamo in gioco noi, prendendo il controllo di un eroe che non ha ancora perso le speranze di ritrovare i suoi bambini e si dedicherà alla lotta al crimine cercando di salvare quante più vite possibile.

A dispetto della banalità (per così dire) delle vicende narrate, 2Dark si rivela fin da subito essere un gioco profondo e ben congegnato, che immergerà il giocatore in un’atmosfera tetra fatta di violenza, sangue e scelte non facili, tema che approfondiremo più in là nella recensione.

Fin dalle prime battute comunque il gioco ci verrà presentato per quello che è: un’avventura stealth con visuale top-down (sullo stile di titoli come Hotline Miami) in cui le componenti di luce e di oscurità svolgeranno un ruolo fondamentale per celarci agli occhi dei nemici ed uscire incolumi dalle situazioni che andremo ad affrontare.

Il buio oltre la siepe

Come accennato 2Dark è un survival horror con forti componenti stealth: nei vari livelli che compongono questa avventura avremo modo di esplorare una serie di aree di difficoltà crescente in cui il nostro Smith dovrà muoversi con cautela ma, qualora necessario, essere pronto ad usare la violenza.

Inizieremo ogni livello con un equipaggiamento base composto da una torcia, una pistola e l’accoppiata accendino-sigarette che, oltre ad essere una fonte di luce, saranno anche utili per salvare il gioco: fumare una sigaretta ci permetterà infatti di eseguire questa operazione (che non avverrà in automatico se non alla fine di un livello) spendendo qualche secondo di immobilità, fattore non da sottovalutare.

La missione che avremo sarà principalmente una: alla costante ricerca dei suoi figli, Smith infatti si occuperà della feccia dell’umanità, ossia di quei criminali che rapiscono innocenti bambini. Una volta che saremo riusciti ad intrufolarci nelle varie strutture dovremo quindi riuscire a recuperare e portare un determinato numero di ostaggi in delle aree sicure così che possano essere salvati dalla polizia.

La meccanica base del “salvataggio” sarà in effetti molto semplice, una volta avvicinato un bambino questo ci seguirà imitando i nostri movimenti anche se, di tanto in tanto, si metterà a piangere per paura o scapperà magari alla vista di qualcosa di spaventoso o, peggio ancora, di qualche cadavere.

Per controllare più efficacemente il gruppo di minorenni, Smith potrà ricorrere a due ordini base, ossia “Segui” e “Aspetta”, necessari per lasciare i bimbi in un’area sicura mentre noi ci prenderemo cura di eventuali trappole, di guardie in pattuglia e molto altro ancora.

Quello che però sopra ad ogni altra cosa svolgerà un ruolo fondamentale all’interno del gioco sarà l’utilizzo delle zone di oscurità, decisamente più utile di qualsiasi pistola o arma che potremo recuperare all’interno dei covi che andremo a setacciare.

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Sviluppato da Gloomywood con l’ausilio di una delle menti francesi più brillanti in fatto di videogames, ossia il creatore di Alone in the Dark Frédérick Raynal, esce oggi sul PlayStation Store 2Dark, interessante mix di stealth e survival horror.

In attesa della nostra recensione, in arrivo a breve in anteprima, vi lasciamo al trailer ufficiale del gioco ed all’lenco trofei completo che verrà inserito nel titolo, che verrà rilasciato tra una settimana esatta anche in versione Collector’s Edition e verrà venduto in esclusiva da GameStop Italia.

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Sempre e solo PlayStationBit riesce a proporvi, in anteprima assoluta, l’elenco dei trofei per tutti i titoli maggiormente attesi, ed è quindi con piacere che vi offriamo quello di Mass Effect Andromeda:

Ricordandovi che il gioco sarà disponibile dal 23 marzo 2017, vi lasciamo ad eventuali commenti sulla difficoltà di questo platino. Continuate a seguirci per conoscere ogni novità dal mondo videoludico.

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