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Il servizio di PlayStation Plus, divenuto obbligatorio per giocare online con l’avvento di PlayStation 4, offre oltre alle funzionalità di rete ed uno spazio di archiviazione online una lista mensile di giochi gratuiti disponibili solo per gli abbonati e denominata Instant Game Collection. L’attesa spasmodica fino al giorno del mese in cui vengono annunciati i titoli omaggio è diventata ormai abitudine, ma il servizio sta soddisfacendo gli utenti e soprattutto sta rispettando i canoni che Sony si era prefissata?

Con questa rubrica abbiamo deciso di analizzare con occhi critico i titoli usciti nell’arco del 2016, per i quali abbiamo riportato in abbinato anche le nostre puntualissime guida trofei dedicate a chi se le fosse perse e volesse rimediare. Oltre a ciò abbiamo scelto di indicare la media Metacritic (il noto sito che fa appunto la media dei voti delle maggiori testate dedicate ai videogame) ed ovviamente dare il nostro parere personale con commento e voto.

Aspettiamo quindi di sapere da voi lettori se vi rispecchiate nei nostri giudizi, nelle nostre previsioni e soprattutto se ritenete che uno o più giochi, lo scorso anno, siano davvero valsi quei 49,99 euro annuali (o 19,99 euro trimestrali) che costa l’abbonamento PlayStation Plus.

Gennaio

Commento: Parte decisamente bene l’anno 2016, soprattutto per gli amanti delle avventure stile Monkey Island: Grim Fandango infatti si fa apprezzare in una versione completamente rimasterizzata, e anche Dragon Age su PS3 non scherza. Non pervenuta invece PSVITA, leitmotiv dell’anno, come vedremo.

Voto: 7/10

Febbraio

Commento: Helldivers è il gioco che non ti aspetti, un po’ come fu lo scorso anno per Rocket League: bello, divertente e con la possibilità di sfruttare il nostro abbonamento online e divertirci con gli amici. Vacche grasse anche per PlayStation 3 e, stranamente, anche Vita, su cui Nova 111 fa una discreta figura.

Voto: 7/10

Marzo

Commento: Il “Vota e Gioca” lancia su tutti Broforce (forse perchè le alternative erano imbarazzanti): Galak-Z infatti gli ruba la palma di migliore del mese nonostante molti non lo reputino all’altezza di PlayStation 4 (come ad esempio il nostro buonGennaro), mentre PlayStation 3 inizia a perdere colpi. Colpi che, a quanto pare, PlayStation Vita non ha mai avuto: Reality Fighters è un po’ la bandiera bianca della resa.

Voto: 5/10

Aprile

Commento: Aprile, tutti criticano Shutshimi (o almeno, io sì) ed eccolo che si becca 82 su Metacritic, ma ciò non significa che sia il capolavoro del secolo (ma tant’è). Meno fortunati Dead Star, i cui server sono stati chiusi che manco le gabbie alla LIDL, e Zombi, che dopo aver tentato la geniale scelta di essere esclusiva su Wii U decide di voler provare a vendere più di 10 copie e passa alla concorrenza con risultati tutti da valutare.

Voto: 5/10

Maggio

Commento: Picchi di depressione per PlayStation Vita, dove la comparsa di un gioco uscito su PSP fa capire che l’aria che tira è decisamente nera e spinge numerosi utenti a tentare il suicidio ingoiando la console portatile. Tropico 5 fa la sua figura,  esattamente l’opposto di Table Top Racing che proprio non riesce a convincerci. A completare il quadro LocoRoco, non quello fantastico visto proprio su PlayStation Portatile ma una versione castrata uscita su PS3.

Voto: 5/10 se avete la (s)fortuna di possedere PSVITA, altrimenti 6/10

Giugno

Commento: Continua la divertente gag di pescare da PSP titoli che possono girare anche su Vita con il primo episodio portatile di God of War, con una valutazione esagerata che non cancella il fatto che sia un titolo del 2008. Colpaccio invece su console fissa dove Siren e NBA fanno davvero la loro porca figura, soprattutto se amate gli horror e lo sport.

Voto: 7/10

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Da anni noi dello staff di PlayStation Bit vi offriamo il servizio più completo in Italia di guide ai trofei, per soddisfare la sete di conoscenza di tutti quei cacciatori che vogliono sempre di più aumentare le coppe presenti nella loro bacheca virtuale per dimostrare agli amici di essere i migliori e per vantarsi con la donzella di turno di avere da lungo tempo superato quota 100 Platini (perché diciamolo, è così che si fa colpo).

Per festeggiare però al meglio l’arrivo del nuovo anno, il 2017, abbiamo deciso di regalarvi (e regalarci) uno speciale della rubrica Platini da Bar. A differenza di quanto facciamo ogni mese infatti, in occasione delle festività vi offriamo una selezione di trofei scelti da noi dello staff: un Platino a testa per raccontarvi chi siamo, come giochiamo e soprattutto mostrarvi il nostro spirito da cacciatori di trofei.

Senza troppi indugi quindi caliamoci in questa “Bit Selection”, in cui vi indicheremo il membro dello staff, la sua scelta ed ovviamente la guida trofei presa dal nostro ricchissimo Forum. Buona lettura e mi raccomando, sotto le feste non vi ubriacate troppo di trofei!

Daniele – Dishonored 2

“I piaceri sono effimeri, gli onori eterni.”

Rompendo le uova nel paniere a mezzo staff, che voleva scegliere nuova opera di Bethesda e la sua lista trofei, il nostro Daniele è stato rapito da un gioco che l’ha talmente tanto appassionato da fargli fare il cosplay di Emily durante le fiere di paese.

Guida trofei di Dishonored 2

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Francesco – Fallout 4

“Nuculare… Si dice nuculare.”

Da un titolo Bethesda ad un altro, Francesco ha scelto uno dei titoli più attesi del 2016, ossia il quarto capitolo della saga di Fallout, che tra un bug ridicolo e l’altro è riuscito a piazzare vendite tali da permettere a Todd Howard di rotolarsi nei soldi che manco Paperon’ de Paperoni.

Guida ai trofei di Fallout 4

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Sebastiano – Goat Simulator

“Legga Dante, legga Manzoni, impari quella capra!”

Voleva scegliere un titolo che desse maggior qualità a questo elenco, il buon Sebastiano (nello specifico Hannah Montana), ma alla fine il richiamo delle capre ha avuto il sopravvento. Nel tempo che lo Sgarbi nazionale impiega a pettinarsi la mattina (ossia quattro ore circa) potrete ottenere una serie di coppe che Rovagnati a confronto produce insalate. Astenersi poco ironici e vegetariani, vista la natura del titolo.

Guida ai trofei di Goat Simualtor

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Publisher: NIS America Developer:  Atlus/FuRyu
Piattaforma: PS Vita (disponibile anche per PS3) Genere: Tactical-Rpg Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 39,90 €

La piccola console di casa Sony, PlayStation Vita, sta vivendo un momento non brillantissimo della sua esistenza, priva com’è di titoli definibili “Tripla A”, ma viene tuttavia tenuta a galla da sviluppatori come NIS America, che riescono a valorizzarla producendo un’incredibile quantità di giochi, molti dei quali RPG, che non hanno certamente nomi altisonanti come Call of Duty o Uncharted ma che riescono a donare agli appassionati del genere delle esperienze incredibili, spesso ignorate dal grande pubblico che preferisce remare verso altri lidi. A questa cerchia di titoli appartiene Lost Dimension, piccola perla tattica sviluppata da Atlus.

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La fine è vicina

Il mondo è un posto tranquillo e pacifico, in cui il tempo scorre placidamente senza troppi grattacapi, almeno fino a che il cielo diventa improvvisamente scuro ed una misteriosa torre compare al centro della città e da questa prende voce un misterioso figuro che dichiara di chiamarsi “The End” e di essere pronto a distruggere entro pochi giorni, tredici per l’esattezza, l’interno pianeta, se nessuno riuscirà a fermarlo prima della catastrofe. Questo qualcuno è un gruppo di guerrieri scelti chiamato S.E.A.L.E.D., composto da ragazzi e ragazze dotate di quelli che vengono chiamati Doni, uno diverso per ognuno degli undici componenti. Numero fortunato.
Ed infatti i suddetti membri, nel tentativo di fermare The End, vengono intrappolati all’interno della torre dove il malvagio sterminatore porge la strana richiesta di scalare la struttura per arrivare fino a lui e fermare la bomba già attivata e pronta a distruggere il mondo intero, anche se, questa la scioccante rivelazione che caratterizzerà tutto il gioco, sarà lo stesso The End a specificare che all’interno del party ci sono dei traditori, e che ad ogni piano superato dovrete fare una scelta ed eliminare chi riterrete non degno di fiducia.
Il sadico meccanismo vi porterà quindi a perdere man mano che salirete compagni, rischiando però alla fine di ritrovarvi circondati da nemici pronti a farvi la pelle quando meno ve lo aspettate. Sho Kasugai però, il diciottenne protagonista del gioco che starà a voi interpretare, non vuole ridursi a sottostare alle condizioni del cattivo di turno ed è sicuro di poter ribaltare la situazione a suo favore.
E’ così che inizia la scalata alla terribile torre ed è così che inizia l’avventura intrigante di Lost Dimensions, alla fine della quale potrete uscire vincitori oppure vinti, tutto dipenderà da quanto oculate e ragionate saranno le vostre scelte e da quanto la psicologia vi verrà in aiuto per capire quali sono i traditori all’interno dei S.E.A.L.E.D.

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Un gruppo di amici

Lost Dimension è quindi un Tactical-RPG molto particolare, in cui i combattimenti si mischiano ad una componente investigativa che gli appassionati dei giochi in stile giapponese potranno tranquillamente associare a quello dei vari Danganronpa, in cui faremo le veci di un vero e proprio psicologo il cui compito sarà di captare la più piccola sbavatura emozionale o errore nel dialogo per trovare le serpi in seno al nostro party. Come detto infatti avremo modo di dialogare con gli altri membri del gruppo e aumentare la fiducia e l’affiatamento tra noi e gli altri, salvo poi dover decidere alla fine di ogni piano chi eliminare definitivamente per salvarci dalla disfatta finale. Questa pratica è tutt’altro che semplice, dato che la mossa fatta dagli sviluppatori spiazzerà la maggior parte degli appassionati del genere: i traditori infatti saranno casuali in ogni partita. Questo significa che rifacendo il gioco 10 volte potremo trovare per ogni playthrough degli infiltrati diversi, cosa che ci costringerà a seguire ogni dialogo con attenzione così da capire chi sta cercando di “fregarci”. Il rovescio della medaglia, per una meccanica così interessante e fresca, è che la caratterizzazione dei personaggi ne risente notevolmente, visto che per far sì che ognuno di essi possa essere malvagio si è dovuto scegliere di mantenere una sorta di sterilità verbale, in modo cioè da trasformare i personaggi in base all’allineamento casuale che essi prenderanno. Unitamente a questo, il problema più grande è un altro, ossia il fatto che non esista un vero e proprio modo di determinare con certezza chi ci sta tradendo, cosa che spesso ci porterà a tirare a indovinare oppure a trovare l’indiziato per puro caso, senza che poi il gioco riesca ad argomentare in maniera sufficientemente chiara il motivo per cui un dato individuo dovrebbe andare contro la buona riuscita della missione e senza quindi darci un motivo valido per accusare l’uno o l’altro. Una povertà di trama figlia insomma di una scelta apprezzabile che non va però eccessivamente ad inficiare la bontà del gioco, dato che l’estrema varietà e versatilità spinge a rigiocare il titolo per gustarne le sfumature, supportato anche da una parte legata al combattimento molto azzeccata.

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Will Byles, creative director della Supermassive Games ha recentemente spiegato quale sia stato il grosso del lavoro su Until Dawn, Byles ha spiegato che la maggior parte degli sforzi del team sono stati impiegati nel riempire i vuoti di trama che si potevano venire a creare in caso un giocatore avesse scelto casualmente o meno una strada dal veloce ending. Così facendo i ragazzi di Supermassive Games sono riusciti a creare una serie di diverse storie (che andranno a formarsi in base alla scelta dei giocatori) lunghe diverse ore. E’ stato specificato infatti che la durata media del primo playthrough è di circa 9 ore. Sicuramente non parliamo certo di grosse cifre, ma il fatto di poterlo rigiocare e trovare delle situazioni completamente nuove spingerà in molti a completarlo più di una volta. il 26 agosto sta arrivando, barricate la porta.

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Piranha Bytes ha diffuso un nuovo trailer per il suo nuovo RPG in via di sviluppo, Risen 2 Dark Waters. In questo trailer possiamo ammirare come le scelte abbiano un ruolo fondamentale e possano sortire risultati sempre diversi, un po’ come succede nei vari Fallout, tanto per capirci. Il mondo di gioco si adatterà al giocatore e alle sue peculiarità, intelligenza, abilità o forza che siano.
Vi ricordiamo infine che le versioni console di Risen 2 offrono contenuti aggiuntivi su entrambe le piattaforme. Contengono l’episodio “Il Tempio dell’Aria” caratterizzato da diverse ore aggiuntive di gioco. In questa trama secondaria l’eroe si imbarca in una quest per scoprire il tempio perduto, fonte di aria magica. Dopo che riceve la notizia che una sua vecchia conoscenza, Eldric è stato visto in Antigua l’eroe sa che deve prendere la via per trovare Storm Island, dove si trova il Tempio dell’Aria.
Segnatevi il 3 agosto sul calendario!

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