A Little to the Left: Seeing Stars – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Max Inferno Publisher: Secret Mode Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Puzzle Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 8,99 € Italiano: Sottotitoli

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”
Inferno XXXIV, 139 – Dante Alighieri

Dopo averci fatto riordinare tantissimi oggetti, A Little to the Left si arricchisce del DLC protagonista della nostra recensione Speedrun: Seeing Stars. Con l’ovvio intento di non stravolgere quanto di buono visto nel pacchetto principale, i ragazzi di Max Inferno vogliono dare ai giocatori esattamente quello che desiderano: più cose da riordinare. Preparate la mente, perché ci sarà da ragionare parecchio.

Ancora un poco a sinistra, grazie

Se vi siete persi la nostra esaustiva recensione di A Little to the Left, vi basteranno poche informazioni per entrare anche nell’ottica di questa espansione. Il titolo di Max Inferno è un puzzle game volutamente rilassato, in cui i giocatori sono chiamati a riordinare una serie di scenari.

Le richieste potrebbero essere semplici da metabolizzare, come disporre matite in ordine di grandezza, oppure più raffinate, portandoci ad esempio a disporre le stesse matite in base a quanto è appuntita l’estremità. Sebbene la maggior parte delle sfide del pacchetto base includesse una soluzione, non era raro trovarsi di fronte a schemi con molteplici possibilità.

Proprio grazie alla sua semplicità e alla natura “cozy”, A Little to the Left ha riscosso un grande successo. Questo ha spinto il team a dar vita a Seeing Stars, che come detto non fa nulla per stravolgere le amate meccaniche di riordino. Il pacchetto offre tanti nuovi livelli da affrontare, con varie soluzioni da trovare. In questo DLC infatti avremo puzzle che vantano ben 5 possibilità di riordino.

Il gameplay di A Little to the Left: Seeing Stars

Affrontando il primo schema di Seeing Stars, in cui siamo chiamati a ricomporre delle tartine, ci siamo subito trovati a casa. Qualche piccolo colpo di genio qua e là rappresenta una nota lieta in un contesto familiare, che ci farà passare da foglie a piante, per arrivare fino a soldatini e origami.

L’immancabile gatto ci accompagnerà (non da solo) durante il viaggio, regalando ulteriore verve a un titolo che, pur senza dialoghi intensi o trame epiche, riesce a trasmettere al giocatore l’immenso amore che il team di Max Inferno ha riversato nella sua creatura. Ogni livello è un piccolo mondo tutto da scoprire. Incredibilmente piacevole da vedere, ma anche frustrante quando non riusciremo a trovare la giusta soluzione.

Per questo non potevano mancare gli aiuti, riproposti con lo stesso stile da disegno a mano libera del gioco base. Azzeccata e in linea con il resto dell’opera anche la colonna sonora. La sensazione finale è proprio quella che ci saremmo aspettati: un’espansione che aggiunge ulteriori puzzle a quelli già presenti. Se avete amato A Little to the Left, quindi, non potete perdervi nemmeno Seeing Stars.

Trofeisticamente parlando: riordinare la bacheca

Come per il precedente Cupboards & Drawers, pacchetto già incluso nella versione PlayStation del gioco, anche Seeing Stars aggiunge qualche coppa alla lista. Dei 10 trofei, 3 si sboccheranno completando al 100% il DLC. Per gli altri dovrete compiere una serie di azioni di miscellanea: vi lasciamo il piacere di decodificare le informazioni fornite dagli autori nella descrizione delle coppe.

VERDETTO

Cos'è un DLC, se non un more of the same del gioco base, in grado di ampliarne l'esperienza? Per A Little to the Left, Seeing Stars è esattamente questo: il team di Max Inferno ha scelto di non stravolgere le meccaniche del suo puzzle game, proponendo agli appassionati di riordino tanti nuovi schemi. La maggior parte vanteranno molteplici soluzioni tutte da scoprire, scervellandosi su quando vedremo a schermo. Se avete amato il gioco base, non potete assolutamente farvi sfuggire questa espansione: c'è tanto lavoro da fare in Seeing Stars, quindi meglio rimboccarsi le maniche!

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.