Accident – Recensione

Sviluppatore: Duality Games Publisher: Duality Games Piattaforma: PS4 Genere: Simulazione Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 12,99 € Italiano: No

Ci siamo messi addosso i panni del soccorritore d’emergenza per poter realizzare la recensione di Accident. Abbiamo davanti infatti un titolo dalla doppia natura, sia gioco che prodotto educativo, dato che dovremo dare prova di esperienza nel vero soccorso, con tanto di procedure mediche ufficiali. Il gioco è interessante e siamo stati sorpresi di conoscere il concept quando è stato presentato. Di seguito vi raccontiamo le luci e le ombre che abbiamo visto, incidente dopo incidente.

Siediti e indossa il tuo visore

Seduti alla nostra scrivania, con davanti un PC, una cartella con dei casi da risolvere e uno smartphone che vibra all’impazzata. Inizia così la nostra avventura in Accident, un gioco che vuole fare qualcosa in più che intrattenere e basta. Vestiremo i panni di un anonimo giornalista investigativo, al quale è assegnato un progetto per risolvere dei “cold case” d’incidenti stradali del passato, in varie parti del mondo. Saremo quindi sempre seduti alla scrivania, ma con un visore per la realtà aumentata, nel quale vivere queste esperienze. Arriveremo per primi nei luoghi dei sinistri e dovremo mettere in sicurezza la situazione, per evitare danni maggiori o, peggio, la morte dei coinvolti.

Un altro working simulator?

Come i famosi Farming Simulator, Rover Mechanic Simulator e Gas Station Simulator, avremo la classica struttura in prima persona con piccoli o grandi enigmi ambientali da risolvere, cose da trovare e azioni da concatenare. Nel caso pratico di Accident, la prima cosa (anche nella vita reale) da fare in caso d’incidente è subito evidenziare il pericolo con le “quattro frecce”, chiamare immediatamente i soccorsi e mettere in sicurezza la scena. Quest’ultimo dettaglio coinvolge compiti variabili, come spegnere un principio d’incendio, spostare un corpo da un luogo pericoloso o fermare una emorragia. Proprio come è facile immaginare, il tempo è nostro nemico. Infatti avremo sempre delle barre che si svuoteranno progressivamente, indicatori della salute rimanente dei personaggi coinvolti.

Questi saranno sempre inanimati, tranne in due soli casi, ma comunque silenziosi: soffriranno senza mai proferire parola. Il gioco è privo di qualunque dialogo, battuta o anche effetto sonoro assimilabile a una parlata. Tutto è scritto, e anche la “voce” che ci risponde dal 911 o dal 112 è qualcosa che abbiamo fatto fatica a digerire. Si tratta infatti di un effetto sonoro che, se può essere quasi simpatico sulle prime, diventa insopportabile man mano che lo si ascolta. Ricordate le telefonate del mitico GTA 2? Uguale.

Nel nostro compito, avremo ad aiutarci una checklist di azioni da completare, alcune che riguardano i primi momenti del soccorso, altre che, in stadi successivi, aiutano a capire come muoversi. Ad esempio, cercare qualcosa di pesante per sfondare il finestrino di un’auto dalla portiera bloccata, o un oggetto robusto per fare leva e poter estrarre il conducente da un veicolo.

Una lotta contro il tempo

Il concept del gioco riprende la realtà, in cui ogni secondo è prezioso. Saremo infatti come detto accompagnati da delle barre che indicano la salute rimanente dei personaggi coinvolti nel sinistro, le quali diminuiranno fino alla morte. Dovremo quindi mettere in sicurezza i coinvolti, verificarne lo stato di salute e solo successivamente effettuate manovre di sopravvivenza. In quest’ultimo caso potremo trovarci davanti a un massaggio cardiaco o una respirazione artificiale.

Come abbiamo anticipato in apertura di recensione, le procedure sono quelle da adottare nella vita di tutti i giorni. Avremo sempre a disposizione nei veicoli coinvolti segnalazioni d’incidente (il triangolo), cassette di pronto soccorso ed estintori. Nei medikit ci saranno sempre guanti, una maschera per respirazione, forbici e bendaggi basilari. Per effettuare quindi una respirazione di emergenza sarà necessario aprire le vie respiratorie del paziente, posizionare la maschera e insufflare aria. Due respirazioni sono sufficienti in caso di massaggio cardiaco, mentre ne serviranno cinque in caso di circolazione già efficiente.

Come è facilmente immaginabile, alcuni dettagli del gioco sono stati per forza di cose semplificati o ammorbiditi. Facciamo riferimento a situazioni gravi come emorragie zampillanti date da arterie recise, intossicazioni da fumi tossici causati da incendi o detriti sul terreno. In alcuni frangenti particolari, queste semplificazioni si rivelano però inefficaci o completamente assurde.

Meccaniche interessanti, cura generale scarsa

Accident include un totale di dieci casi differenti, ambientati in luoghi diversi del mondo e con ambientazioni uniche. Ci saranno incidenti nel deserto, in montagna, in città, lungo le autostrade e con la neve. La varietà, quindi, non manca. Quello che manca, purtroppo, è una cura più profonda del gioco. Sebbene siano comprensibili i limiti di budget che piccoli studi devono fronteggiare e anche una certa inesperienza di sviluppo, dobbiamo purtroppo constatare che Accident sembra un titolo troppo arretrato.

Nella fattispecie, ci troviamo di fronte a un comparto grafico a metà strada tra PlayStation 2 e PlayStation 3, con caricamenti evidentissimi delle texture sulle medie distanze, totale assenza di dettagli e ombre. La piattezza generale dei veicoli si unisce a quella dei volti e delle (poche) animazioni. Il quasi vuoto delle ambientazioni chiude poi una interfaccia non propriamente eccellente, seppure funzionante. Questa si limita a dei pallini che si evidenziano al nostro passaggio e includono varie azioni, come aprire/chiudere portiere, raccogliere oggetti, azionare estintori o utilizzare dispositivi come smartphone o torce elettriche.

Un altro aspetto che lascia interdetti è la necessità di seguire pedissequamente la checklist prevista dal gioco, lasciando praticamente zero possibilità di deviare dai binari ipotizzati dagli sviluppatori. Questo può essere un bene, perché come vedremo il gioco ha un doppio fine, ma obbliga i soccorritori a essere portati per mano verso la risoluzione di ogni scenario. Anche in caso di emorragie zampillanti e ben evidenti sarà, ad esempio, molto più importante spegnere i veicoli o effettuare altre azioni che in realtà potevano essere posticipate.

Vagare nel vuoto alla ricerca di prove

La fase conclusiva di ogni scenario è quella del detective. Avremo infatti il compito, una volta sopraggiunti i soccorsi e portate in salvo le persone, di ricostruire le dinamiche dei sinistri, raccogliendo prove e mettendole nell’ordine corretto. Questa fase è quella che risulta più frustrante e sembra spesso lasciare il giocatore in balia di sé stesso. Il motivo principale risiede nella necessità di raccogliere indizi senza alcuna spiegazione di fondo che motivi o aiuti la ricerca. Da qui sarà necessario farsi autonomamente un’idea sulla scena del sinistro e quindi capire cosa andare a cercare.

Se ci sono veicoli coinvolti in un incrocio, verrà naturale cercare strisce a terra, segni di pneumatici o altro. Non tutto però è così semplice da dedurre. In un’ambientazione specifica, ad esempio, ci è capitato di vagare a vuoto per numerosi minuti alla ricerca di un indizio che non si trovava. Questo alla fine era semplicemente il semaforo, purtroppo non debitamente segnalato, quasi invisibile e posto in alto rispetto a tutti gli altri indizi, comunemente sparsi a terra.

Un fine educativo

Chi, come chi vi scrive, ha frequentato corsi di BLS (Basic Life Support) sa che quello rappresentato nel gioco è un modo appropriato di affrontare le situazioni. Questo è un enorme pregio, dato che ci troviamo di fronte a un gioco che vuole insegnare qualcosa oltre a voler divertire.

Sebbene fossimo già preparati, possiamo dire che con Accident abbiamo fatto un accurato ripasso delle manovre di sopravvivenza previste dalle procedure standard. Questo inoltre va, nel caso di giocatori inesperti, a insegnare qualcosa di davvero importante, permettendo al tempo stesso di formare e informare le persone meno preparate. Non possiamo quindi che fare i complimenti, sotto questo aspetto, ai ragazzi di Duality Games.

Trofeisticamente parlando: elementare, Watson

La risicata lista trofei di Accident comprende solamente 18 coppe, divise in nove d’argento, otto d’oro e un Platino scintillante. Per ottenere tutto i trofei basteranno circa tre ore, in cui si riusciranno a risolvere tutti i casi senza troppe perdite di tempo. Ci saranno dei trofei legati ad azioni di gioco, come spammare X alla massima velocità durante un massaggio cardiaco o far precipitare un’auto da un precipizio. Dovremo anche essere investiti e far morire delle persone, ma ricordiamo che si tratta pur sempre di una simulazione. Abbiamo compilato una completissima guida ai trofei per aiutare tutti i cacciatori desiderosi di diventare maestri soccorritori.

VERDETTO

Accident è un gioco che merita rispetto per il fatto che abbia un fine educativo, cioè insegnare qualcosa giocando. Le procedure mediche e di soccorso presenti sono quelle reali, che dovrebbero essere conosciute da tutti. Detto questo, non si può però fare a meno di segnalare le gravi lacune grafiche e d'interfaccia, che fanno cadere nel vuoto anche la migliore ambizione. Peccato, perché con una maggiore cura estetica e di contenuti Accident avrebbe potuto rappresentare il perfetto connubio tra studio e gioco. Così invece il titolo di Duality Games resta un'opera che non riesce a spiccare, seppur utilissima per chi volesse ripassare le basi del soccorso stradale.

Guida ai Voti

Andrea Pasqualin
Classe '90, nato e cresciuto tra benzina e gasolio, è il classico "petrolhead". Si è umilmente autoproclamato "Re dell'Universo Racing presso PlayStationBit". Appassionato di tutto quello che corre e vola, sta vivendo il suo sogno scrivendo di videogiochi e pensandoci dalla mattina alla sera. Nei momenti liberi guida la sua moto supersportiva e si diverte a spaventare le vecchiette ai semafori.