Battlefield 2042 – Recensione

Sviluppatore: DICE Publisher: Electronic Arts Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS5) Genere: Sparatutto Giocatori: 1 (Online PS4: 2-64, PS5: 2-128) PEGI: 16 Prezzo: 79,99 €

Semper fidelis a Battlefield 2042, abbiamo realizzato una ricca recensione del titolo DICE. A distanza di quasi vent’anni dal primo capitolo, lo sparatutto pubblicato da Electronic Arts è pronto a stupire di nuovo. Avventuratevi con noi nella guerra totale e preparatevi a qualche sorpresa, oltre a numerose conferme.

La storia la fanno i vincitori

Era l’anno 1942. Ovviamente non stiamo parlando di quello di pubblicazione, bensì di ambientazione del primo Battlefield, che raccontava gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Di anni, adesso, ne sono passati esattamente cento. Per chiudere un immaginario cerchio, DICE ha infatti deciso di chiamare il suo nuovo capitolo Battlefield 2042, ambientato in un futuro imminente non proprio ottimistico.

Alcune catastrofi, come il crollo economico, l’assenza di cibo e carburante e la comparsa dell’Uragano Zeta, il primo di categoria sei, hanno creato frotte di esuli. Quelli che vengono chiamati Dispatriati (poi ribattezzati Dis-pat) si iniziano a distanziare da un mondo in lenta ricrescita. Tutto sembra proseguire normalmente, fino a quando una tempesta di detriti nello spazio causa la caduta di tutti i satelliti. Il successivo blackout provoca devastazioni di massa. Il mondo è sull’orlo del baratro, Stati Uniti e Russia vanno allo scontro accusandosi l’un l’altro e i Dis-pat sono pronti a schierarsi per la sopravvivenza e per il loro futuro.

Questo è il clima devastante in cui si svolgono i conflitti di Battlefield 2042, un gioco tragicamente attuale in cui il team di DICE ha creato un’ambientazione mozzafiato. Come vedremo nel corso della nostra recensione, tutto quello che è stato inserito nella trama si ripercuote infatti, in un modo o nell’altro sul gameplay di un titolo che simula la guerra nella maniera più brutale e realistica possibile.

Corri e guida

Uno dei marchi di fabbrica di Battlefield è la cosiddetta guerra totale, un conflitto che vede contrapposte due fazioni che si affrontano a piedi, via aria e via terra. Questo nuovo capitolo non fa eccezione e vanta la possibilità di combattere in maniere molto diverse tra loro nelle due modalità principali di gioco, ossia Conquista e Sfondamento. La prima fa sentire subito a casa gli appassionati della serie, con due fazioni che tentano di conquistare una serie di basi e mantenerle più a lungo possibile.

Diversamente da Conquista, Sfondamento divide i giocatori in attaccanti e difensori. Nessun obiettivo, se non quello di respingere o gli aggressori oppure sopraffare i soldati arroccati nelle numerose strutture presenti nelle vaste mappe di gioco. Un’altra tradizione di Battlefield, perfettamente rispettata anche in questo episodio, sono infatti aree di gioco enormi e piene di dislivelli. L’ambientazione ha consentito anche al team di DICE di creare un meteo dinamico, in grado di cambiare durante la battaglia.

Non aspettatevi però il passaggio da sereno a nuvoloso o una pioggerella. Le catastrofi climatiche di cui vi abbiamo parlato nella prefazione causano infatti tornado, tempeste solari e molto altro ancora. Un vero e proprio stravolgimento, che può cambiare drasticamente le sorti dello scontro. Nonostante questo salto di qualità però, alcune mappe sembrano più azzeccate di altre: Manifesto e Abbandono, ad esempio mostrano i muscoli e offrono tante possibilità ai giocatori. Rinnovamento, invece, offre troppi spazi aperti crea un senso di eccessiva dispersione.

Voglio azzardare

La vera innovazione di Battlefield 2042 è rappresentata dalla modalità Hazard Zone. Squadre di quattro giocatori si lanciano nelle mappe presenti anche nelle modalità classiche, cercando di raccogliere pacchetti di dati da portare sani e salvi a un punto di estrazione. Ovviamente non si tratta di una caccia pacifica, ma di una vera e propria corsa contro il tempo in cui le squadre cercano di eliminarsi l’un l’altra. L’esperienza è decisamente interessante, senza contare che un gruppo affiatato può pianificare tattiche di attacco e spostamento come in una vera guerra.

Il rovescio della medaglia è la difficoltà, per chi gioca spesso da solo, di trovare gruppi coesi. Spesso infatti ci si ritrova a girovagare da soli, diventando facile preda di soldati più organizzati. Nonostante questo, la novità è più che gradita e aggiunge un po’ di pepe al classico stile di Battlefield. Molto interessante anche il sistema di oggetti, acquistabili investendo i punti guadagnati durante le estrazioni. Più dati e più successi permettono di equipaggiarsi al meglio, rispecchiando in pieno il detto “vincere aiuta a vincere”.

Qui però emerge un altro dei problemi di Battlefield 2042, ossia una certa povertà dell’arsenale. Le armi sono davvero poche, con ventidue principali e solo tre pistole, oltre a una serie di oggetti secondari come bazooka, kit medici e simili. Un po’ troppo poco per un simulatore di guerra, nonostante come vedremo la modalità Portal offre un’ancora di salvezza. Molto interessante invece il passaggio a classi specifiche dotate di poteri unici, abbandonando i vecchi sistemi per creare personaggi con skin dedicate e abilità versatili, utili soprattutto in un gruppo pronto ad affrontare la modalità Hazard Zone.

Un portale di novità

Hazard Zone non è l’unica modalità innovativa di Battlefield 2042. Il vero fiore all’occhiello del titolo DICE è infatti Portal, un workshop in cui è possibile sfruttare la propria creatività per cambiare le regole della guerra. Sfruttando elementi presi dai primi, storici capitoli di Battlefield è infatti possibile realizzare modalità di gioco con regole uniche, oppure unirsi a quelle create da altri utenti. Rispetto alla modalità principale, Portal offre quindi una quantità incredibile di contenuti, pescando a piene mani dai capitoli 1942, Bad Company 2 e Battlefield 3. Tante armi, mappe ricreate per l’occasione e la possibilità di dar vita a modalità che si discostano totalmente dai canoni della serie. DICE ha inoltre scelto di mantenere le peculiarità dei tre giochi, come la possibilità di distruggere strutture e simili. L’effetto nostalgia è tanto, generando quasi la sensazione di giocare a una sorta di enorme remastered personalizzata.

Quello che DICE ha messo nelle mani degli utenti è quindi uno strumento potentissimo, che a pochi giorni dall’uscita sta già dando i suoi frutti. Accedendo ai server sono infatti già presenti numerose stanze, che consentono a qualsiasi tipologia di giocatore di trovare il suo mondo. Non mancano anche sfide che come detto esulano dalle classiche modalità: noi abbiamo ad esempio provato una sfida in cui dare la caccia a un VIP da eliminare per ottenere punti, molto divertente e più frenetica della classica Conquista.

In tutto questo, la qualità tecnica è sempre ai massimi livelli. Nonostante qualche rallentamento e un generale affaticamento su PlayStation 4, Battlefield 2042 mostra una buona qualità grafica, che non raggiunge però i livelli visti nell’eccellente Battlefield 1. Sempre impressionante invece il comparto audio, con effetti speciali degni di un film e i suoni della battaglia che avvolgono i giocatori. Buona anche la resa delle armi, nonostante a volte la sensazione restituita sembri troppo artificiosa. Un po’ troppi invece i bug, con veicoli volanti che cadono in testa ai soldati, glitch e alcuni problemi grafici. Nulla comunque che una buona patch correttiva non possa sistemare, per regalare agli utenti un’esperienza ancora più realistica.

Su PlayStation 5, invece, il gioco mantiene più o meno bene i 60 fps a risoluzione 4K con temporal recostruction rendering. Il colpo d’occhio sulla next-gen è sensazionale, nonostante alcune feature purtroppo esclusive della versione PC, come il ray tracing e 120 Hz supportati dal rivale Call of Duty: Vanguard.

Trofeisticamente parlando: la sporca guerra

Se speravate in un Platino facile, la lista trofei di Battlefield 2042 vi riserverà un’amara sorpresa. Delle numerose coppe presenti, solo una manciata sono legati al proseguimento nel gioco. La maggior parte richiedono di completare varie sfide di miscellanea, alcune decisamente impegnative e situazionali. Se desiderate ottenere tutte le ricompense, preparatevi a passare diverse ore dietro le linee nemiche.

VERDETTO

Dopo un periodo di appannaggio, DICE inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. Battlefield 2042 è un'ottima esperienza, penalizzata però da una serie di problemi che ne intaccano la qualità generale. La nuova modalità Hazard Zone è molto intrigante, a patto di avere un gruppo affiatato con cui giocare, mentre Portal ha potenzialità pressoché infinite, grazie anche a una quantità di contenuti incredibile. Tanti pregi, circondati però da piccoli nei e angoli da smussare. Alcune mappe sono decisamente più azzeccate di altre, mentre le armi sono forse troppo limitate per un gioco che punta alla guerra totale. Se DICE sarà in grado di coltivare al meglio la sua creatura e correggere i piccoli bug con una patch, comunque, il voto che gli abbiamo attualmente assegnato può essere alzato di un punto pieno, raggiungendo così la quasi eccellenza.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.