Cotton 100% – Recensione

Sviluppatore: Success Publisher: Ratalaika Games, ININ Games Piattaforma: PS4 Genere: Arcade Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 14,99 €

Altro giorno, altra operazione Lazzaro. Grazie agli sforzi combinati di ININ Games e di Success, continua la rinascita della storica serie Cotton con un’altra nuova (per modo di dire) release. Torniamo sulla nostra scopa magica e affrontiamo le iconiche peripezie di Cotton 100%.

Cotton 100%

Tanti, tanti anni fa…

Ancora spopolavano i cabinati arcade, il coin-op andava fortissimo, ma si stava già lentamente passando al mondo delle console e alle conversioni dei titoli per entrambi i formati. Nel 1994 arriva su cabinati e su Super Nintendo Cotton 100%, seguito di Fantastic Night Dreams – titolo solo di recente riproposto in Cotton Reboot – ma al tempo di sparatutto a scorrimento orizzontale non se ne vedevano molti, per giunta non così “magici e colorati”. E infatti la serie, all’uscita di 100%, fu criticata globalmente proprio per i suoi dettagli visivi troppo “fuori dallo schermo”, tra dettagli più accentuati del normale sullo sfondo a momenti troppo… illuminati. A pensarci, oggi è all’inverso: una pigrizia grafica fa spesso e volentieri infuriare i fan.

Il gioco ci mette, dunque, nei panni di una streghetta di nome Cotton aiutata dalla sua cara fatina Silk alle prese con dei mostri che invadono il reame magico per… chissà quale motivo, il porting è rimasto in lingua giapponese (tranne i menù di navigazione, quelli arriveranno presto anche in italiano), e qualche dettaglio ci è sfuggito, anche se il tutto è assolutamente superfluo ai fini del gameplay.

Tuttavia, sia per quanto riguarda la trama che per i pattern dei nemici, Cotton 100% si ripresentava già nel 1994 come un soft reboot, una riproposizione in chiave più dettagliata del primo capitolo. Scelta magari comprensibile al tempo per esaltare le migliorie grafiche, ma poco sensata oggi, a pochi mesi dal rilascio di Cotton Reboot, versione completamente rivista e moderna sul piano grafico.

Cotton 100%

E’ quasi magia Cotton

Il gameplay resta semplice ed efficace. In sette diversi stage a scorrimento automatico in orizzontale, una volta scelto lo schema di mosse da portare con noi, controlleremo la streghetta accompagnata dalle sue fatine, fino a un massimo di tre, e spareremo proiettili magici contro i mostri che minacciano il reame, tra altre fate, demoni, arcieri, pesci antropomorfi e altre creature mitologiche. Nella nuova disposizione di comandi – questi però modificabili a piacimento – spareremo con il tasto Quadrato, con X lanceremo delle bombe sotto di noi, con Triangolo cambieremo formazione alle fate e magia da usare e con Cerchio, appunto, useremo l’incantesimo selezionato.

Non sono molte le varianti delle magie, ma sono incredibilmente efficaci e, perché no, anche belle da vedere, tra draghi di fuoco, fate kamikaze, bolle cerca mostro, stelle cadenti, barriere e fulmini. Il gioco offre una bella sfida per quanto concerne la difficoltà generale, anche se a volte la sconfitta arriva forse in maniera un po’ troppo punitiva e inevitabile.

Viene in nostro soccorso, in questo caso, la possibilità di fare rewind e tornare brevemente indietro nel tempo – come già accaduto con Castlevania Advance Collection e altri titoli recenti, ormai è una moda. La meccanica non è però disponibile nella Challenge Mode.

Look at that

Visivamente, come già scritto di sopra, Cotton 100% già al tempo della sua uscita era davvero bello da vedere (troppi dettagli per il 1994, ma solo un anno dopo con la prima PlayStation il pubblico si sarebbe ricreduto). Il level design resta lineare, con due sole biforcazioni per tutto il gioco, ma il design simpatico e in stile anime dei nemici e dei vari personaggi, insieme a una colonna sonora catchy e di tutto rispetto, controbilanciano il difetto.

Cotton 100%

Segnaliamo, tuttavia, una scarsa rigiocabilità generale, una ripetitività leggermente sovrastante e una longevità non delle migliori: con un po’ di impegno bastano venti minuti circa per finire il gioco. Ah, attenzione a chi soffre di epilessia fotosensibile, magie come i fulmini lanciano sullo schermo dei flash un bel po’ fastidiosi per gli occhi.

Trofeisticamente parlando: è Ratalaika o non è Ratalaika?

La leggenda vuole che sussurrare in qualunque momento e luogo la parola “Ratalaika” faccia venire i brividi a un cacciatore di trofei. Quando per un gioco c’è quel publisher di mezzo, tutti sanno che vincere la coppa di Platino sarà una bazzecola, e per un certo verso è così anche per Cotton 100%. O meglio, lo è fino a un certo punto. Il Platino richiede in tutto di finire il gioco almeno due volte, una in modalità normale e l’altra in Challenge, ottenendo in entrambe le run almeno 500000 punti. Nella prima run i trofei cadranno a pioggia, ma lo stesso non si può dire per la Challenge. In Challenge Mode non è possibile salvare e caricare lo stato e neppure usare il rewind, perciò sarà tutta questione di abilità. Si dovrà dunque sparare a vista per tutti i sette stage, e uccidere quanti più nemici possibili in quanto, anche con una partita perfetta, a stento si arriverà sopra i 500000 punti. Si può, fortunatamente, “barare” un pochino inserendo la difficoltà Easy e allungando le vite a nove anziché a tre, ma anche in questo caso non sarà facile portare a casa la coppa di Platino senza imparare a memoria tutti i pattern dei boss. Il Platino mi ha richiesto molto più impegno del solito per un titolo Ratalaika, ma non per forza è un male!

VERDETTO

Cotton 100% su PlayStation 4, magari incentivato dal conseguimento del Platino grazie a Ratalaika, è un ottimo modo per scoprire un classico dell’era Super Nintendo Entertainment System. Colorato al punto giusto, anche troppo per l’epoca, e avvincente nel gameplay, è un titolo carino e invecchiato anche abbastanza bene, anche se molto breve e leggermente ripetitivo. Peccato per la mancata localizzazione del gioco, nonostante ci sia la lingua inglese – e presto anche l’italiano – nei menù di navigazione.

Guida ai Voti

Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.