F1 Manager 2022 – Recensione

Sviluppatore: Frontier Developments Publisher: Frontier Developments Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Simulazione Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 54,99 €

Dopo due anni fenomenali con la carriera scuderia in F1 2021 e in F1 22, finalmente Frontier porta su PlayStation un gestionale manageriale legato alla massima serie automobilistica mondiale. Il profumo del paddock, la tensione delle decisioni improvvise, le Safety Car e tutti gli imprevisti che possono capitare in gara, rendono epico ogni fine settimana. Ci siamo divertiti un mondo a gestire la nostra scuderia Ferrari, con risultati ottimi, a differenza della realtà. Benvenuti nella nostra recensione di F1 Manager 2022.

Il controllo a me

Senza molti giri di parole, saremo il team principal di una scuderia a scelta tra quelle realmente partenti sulla griglia della F1. Avremo totale controllo e potere su ogni aspetto della squadra, lasciando solo l’imbarazzo della scelta. Partendo dal presupposto che la carriera non dispone di alternative di gameplay, come ad esempio una gara singola, i test invernali o una stagione personalizzata, saremo vincolati a seguire il campionato nella sua essenza. Non potremo nemmeno creare una scuderia personalizzata, tristemente.

Un corposo e lungo tutorial ci spiegherà come muoverci nella miriade di menù disponibili, di sottili scelte da fare e molto altro. Il primo weekend di gara, in Bahrein, diventa il vero banco di prova, seppure aiutato dal tutorial, per capire le numerose dinamiche e le infinite possibilità che ci si parano davanti. Ad esempio, avremo totale controllo sulla gestione delle prove libere, decidendo quando, come e per quanto tempo far correre un’auto. Più minuti in pista significano più abilità di guida, più informazioni sull’assetto. Queste ultime si rivelano fondamentali per mettere a punto la monoposto in vista di qualifiche e gara. Sarà possibile anche simulare le prove fino alla gara, lasciando la gestione, di fatto, ai meccanici e agli ingegneri che fanno parte del team.

Questi ultimi sono particolarmente importanti, sia per la gestione delle corse ma soprattutto per lo sviluppo dell’auto. Con il regolamento attuale c’è solo un minimo quantitativo di risorse utilizzabili. Queste vanno gestite bene, con oculatezza e senza esagerare. Il tempo, la quantità di persone e anche gli obbiettivi sono scelte determinanti. Un alettone anteriore o posteriore può stravolgere l’auto, consentendo di avere prestazioni migliori o problemi di set-up. La monoposto è fatta di sei parti aerodinamiche: alettone anteriore, telaio, sottoscocca, pance laterali, alettone posteriore e sospensioni. Inoltre, la parte motrice è composta da unità a combustione interna, ERS e cambio. Tutto l’insieme deve essere efficiente e ben amalgamato per avere un’auto competitiva.

Scatena l’ingegnere che è in te

Avere delle basi di meccanica e passione per la Formula 1 è sicuramente un plus per chi vuole affrontare il gioco. Si tratta di saper mettere insieme numerosi tasselli per formare un puzzle d’insieme che rappresenta la scuderia nella sua interezza. Ma non solo, dovremo gestire anche le finanze, il consiglio della squadra, i reparti e le incombenze con sponsor e federazione. Per esempio, potremo votare delle mozioni di modifica regolamentare. Il nostro voto sarà sempre importante, quindi è bene ragionare attentamente. Sarà possibile espandere e ingrandire le strutture aziendali, come fabbrica e reparto progettazione, ma anche quelle delegate a sponsor e fan, come la sala cimeli. Tutto questo avrà una diretta influenza sul morale della squadra, dei piloti e degli ingegneri. Pilota o tecnico in scadenza? Il modo di trattare e rinnovare il contratto sarà affar nostro.

Se poi ci si butta a capofitto nelle analisi tecniche di quello che è possibile progettare, con una infinita serie di valori regolabili in base alle esigenze dell’auto, non se ne esce più. Quello che traspare evidentemente è il marcato accento del team di sviluppo sulla parte ingegneristica e tecnica dell’esperienza, proprio come in un ufficio progettazione. Meno attenzione è stata posta sulla gara in sé, sulle grafiche e sui modelli poligonali.

Stratega della domenica

La gara è il punto cruciale del weekend. Potremo, prima di questa, dare indicazioni ai piloti, ad esempio con quale ritmo partire e come gestire le gomme. Strategia di soste? Sempre decisione nostra. Carburante? Noi. Assetto? Chiaramente noi, in base ai feedback dei piloti. E la domenica si scende in pista, carichi di voglia di vincere, con una auto competitiva con tutti i pezzi al posto giusto. L’importanza della manutenzione e della solidità meccanica è fondamentale. È meglio una penalità di dieci posizioni, magari da accumulare furbamente per poter sfruttare al massimo tutto il resto, che un pesante zero a fine giornata. In questo caso gestione gomme e carburante diventano fondamentali, come fece Alex Albon con la Williams in Australia. Partire ultimi e arrivare a punti non è impossibile, nemmeno con l’auto più lenta.

Dovremo sfoderare tutto il nostro fiuto tattico nelle situazioni concitate con Safety Car, bandiere e VSC. Tutto può variare ma tutto deve essere gestito con attenzione. Cambiare la strategia in corsa può essere un azzardo che paga, magari sfruttando una mescola più veloce con minori giri a disposizione, ma va considerato il tempo di sosta. A volte ci è sembrato più prudente evitare lo stop, ma verso la fine della gara, con pochi giri a disposizione, si possono stravolgere gli equilibri in pista.

Dieci, cento, mille campionati

F1 Manager 2022 è un titolo che mancava sul panorama PlayStation e va apprezzato già solamente per questo. Tutta la parte tecnico-gestionale è eccellente, dando modo a chiunque di sbizzarrirsi con mille settaggi e non solo. Abbiamo apprezzato ogni singolo minuto nei menù, pensando e arrovellandoci su quali fossero le migliori scelte da prendere. Tenere tutto sotto controllo è una esperienza avvolgente, che ci ha fatto sentire davvero un team principal.

Le gare possono essere fondamentalmente variabili, con alcune sostanzialmente noiose, in cui la massima emozione è la sosta ai box, altre invece cariche di pathos. Questo può essere dato dalle Safety Car, dagli incidenti, da un improvviso cambio meteo o da qualche problema tecnico, come un contatto o una uscita di pista. Ci è capitato una weekend in cui il nostro pilota è incappato in un testacoda, rovinando pesantemente le gomme e costringendoci a un cambio di strategia improvviso.

Il gioco, essendo un simulativo gestionale, manca di azione propriamente detta. Questo può portare a una noia che si presenta abbastanza in fretta, ma se si riescono a cogliere i dettagli e gli artifizi tecnici che portano al risultato della gara, allora F1 Manager sboccia come un fiore. È esattamente lì che ci ha catturato e ha saputo regalarci le emozioni della vittoria anche grazie a gare difficili, funestate da mille imprevisti. Ci siamo sentiti un po’ il Mattia Binotto della situazione.

In ogni caso, la rigiocabilità del gioco è totale e infinita. Pensare solamente a intraprendere una carriera per ogni scuderia oppure la stessa carriera ma con esiti potenzialmente diversi. Vi immaginate poter vincere con la Williams? O fare strategie kamikaze con una Red Bull? Giocare per il gusto di vedere cosa succede in pista è una quelle esperienze che vale la pena provare. Dieci, cento, mille campionati.

Un lavoro che manca di rifiniture

I problemi di F1 Manager 2022 sono saltati fuori durante la nostra recensione in molte sfumature. Una degli aspetti più fastidiosi risiede nella scarsità poligonale dei modelli di piloti e membri del team. È infatti possibile ammirare ogni minimo dettaglio delle auto, mentre i piloti e i membri dello staff sono abbastanza abbozzati. Nelle schermate pre gara le inquadrature ai piloti mostrano evidentemente gli occhi strabuzzati, così come le movenze sul podio risultano legnose. A nostro parere sarebbe stato meglio evitare certe scene, se così di scarsa qualità. Al momento della scrittura si suppone che sia possibile sistemare la cosa mediante una patch, ma il contrasto tra i menù e i volti è abbastanza spiazzante. Ci è capitato anche di non poter continuare nella carriera a causa di un messaggio di conferma che rimaneva presente, obbligandoci a un riavvio del gioco.

I movimenti delle auto in pista non sembrano minimamente assimilabili alla realtà. Sono evidenti degli scarti laterali poco prima dei sorpassi decisamente anomali ed esagerati. Le auto si coricano sul lato duranti queste sterzate, un dettaglio esasperato e irreale. Inoltre, durante le manovre di sorpasso, capita spesso che i due contendenti rimangano appaiati fianco a fianco per diverse curve, dinamica che non trova riscontro nella realtà. Inoltre, il comparto audio appare finto, pur utilizzando messaggi realmente registrati in pista. Non ci sono particolari effetti sonori, tutto o quasi si basa sul dialogo tra box e pilota. I suoni delle auto sono veritieri, ma quasi superflui in un gioco gestionale.

Trofeisticamente parlando: tutto da solo per un Platino scintillante

F1 Manager 2022 ha una lista trofei non particolarmente corposa, con dodici trofei di platino, otto coppe d’argento, due d’oro e un prezioso Platino. La conquista di quest’ultimo non sarà molto difficile, specialmente se lavorerete con una scuderia blasonata come Ferrari o Red Bull. Sarà invece difficile, per non dire impossibile, arrivare a dei risultati degni di questo nome con Williams, HAAS o Alfa Romeo. In ogni caso abbiamo preparato una corposa guida trofei per voi, con tutte le spiegazioni del caso e tutte le migliori strategie per vincere senza fatica.

VERDETTO

F1 Manager 2022 è un gioco molto buono, che si basa su fondamenta molto solide. Eccelle da un punto di vista gestionale, come è lecito aspettarsi, e dà il massimo in pista, di domenica. Le dinamiche sono molto variabili e se una gara viene rigiocata, non sarà mai uguale alla precedente. Peccato per la scarsa cura grafica, che ne avrebbero aumentato il voto un pochino. Nonostante tutto rimane un prodotto molto valido, che offre infinita rigiocabilità e grandi emozioni che dopo numerosi campionati.

Guida ai Voti

Andrea Pasqualin
Classe '90, nato e cresciuto tra benzina e gasolio, è il classico "petrolhead". Si è umilmente autoproclamato "Re dell'Universo Racing presso PlayStationBit." Appassionato di tutto quello che corre e vola, sta vivendo il suo sogno scrivendo di videogiochi e pensandoci dalla mattina alla sera. Nei momenti liberi guida la sua moto supersportiva e si diverte a spaventare le vecchiette ai semafori.