Felix the Cat – Recensione

Sviluppatore: Limited Run Games Publisher: Konami Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 24,99 € Italiano: Sottotitoli

Grazie a Limited Run Games abbiamo potuto vestire nuovamente i panni di Felix the Cat e realizzare una recensione di questa nuova versione dei classici a 8-bit. Il team, in collaborazione con Konami, ha infatti riportato in auge le avventure del gatto nero, pubblicate originariamente su Nintendo. Un vero e proprio “blast from the past”, che approda però su PlayStation con qualche interessante novità per attirare curiosi e nostalgici.

Il gatto prima del topo

Nel lontano 1917, l’animatore Otto Messmer creò un personaggio animato passato alla storia come uno dei più celebri del mondo, in grado d’ispirare persino Walt Disney. Stiamo parlando di Felix the Cat, il protagonista di questa raccolta di giochi che portano su PlayStation due opere del passato. Nello specifico Konami, con l’aiuto del team di Limited Run Games ha recuperato il titolo pubblicato nel 1992 su Nintendo Entertainment System e una versione tascabile, rilasciata per Game Boy.

Come per i grandi platform del passato, anche Felix the Cat non presenta una trama arzigogolata, ma piuttosto un incipit adatto a portare il nostro eroe in varie parti del mondo. Il malvagio Professore ha infatti rapito la nostra amata Kitty, un’affascinante gattina bianca. Felix decide quindi di mettersi in viaggio, sfruttando le sue abilità e tanti gadget e mezzi di trasporto per salvare la fidanzata. Seppur accompagnati da qualche dialogo, ora localizzato anche in italiano, il grosso della campagna scorrerà senza che il giocatore si accorga di essere intento in un salvataggio.

Felix si sposterà infatti in scenari bidimensionali ricchi di nemici pronti a farci la pelle, alternando sezioni a piedi ad altre subacquee oppure aeree. Di tanto in tanto capiterà anche di pilotare come detto dei mezzi, che potranno essere aerei, sommergibili finanche a delle astronavi. Non c’è limite alla fantasia in un gioco basato su un cartone animato, e in questo Felix the Cat non lesina assolutamente. Le stesse ambientazioni passano dalla foresta alle antiche tombe egizie, senza soluzione di continuità.

Il gameplay di Felix the Cat

A differenza di un’operazione nostalgia modernizzata come fatto in Contra: Operation Galuga, Felix the Cat fa davvero poco per adeguarsi alle console di nuova generazione. L’aspetto grafico e la colonna sonora, seppur ripulite e più curate, sono rimaste pressoché le stesse del 1992. Sono state aggiunte alcune opzioni grafiche, così come dei fondali per non far sentire il peso della risoluzione a 4:3 sui moderni televisori a schermo piatto.

La stessa filosofia è stata adottata per quanto riguarda il gameplay, di stampo incredibilmente classico. Felix si sposta come detto in scenari bidimensionali, percorrendoli da sinistra a destra. Lungo il percorso potrà raccogliere di cuori che gli daranno energia e lo trasformeranno, donandogli nuove abilità. Subire danni da parte dei numerosi nemici presenti a schermo ci farà regredire, portandoci addirittura alla morte se saremo poco attenti alle nostre mosse.

Come in qualsiasi platform retro che si rispetti, aspettatevi una curva di difficoltà tutt’altro che gentile. Felix the Cat è un gioco volutamente punitivo e spesso frustrante, in cui basteranno un paio di errori per trovarsi di fronte alla terribile schermata di game over. Fortunatamente, rispetto ai tempi del vecchio Nintendo, i produttori di videogiochi hanno trovato il modo di agevolare i giocatori.

Riavvolgere il nastro

La nuova versione di Felix the Cat include alcune interessanti novità. La prima e più importante è la possibilità di salvare la partita, opzione inesistente in passato. In questo modo sarà possibile interrompere la campagna e riprenderla in qualsiasi momento, recuperando anche la partita da un punto precedente in caso di sconfitta. Si tratta di una scelta semplice ma intelligente, che lascia sicuramente maggior libertà anche ai giocatori “mordi e fuggi” che non possono lanciarsi in lunghe sessioni.

Altro strumento utile per agevolare l’avventura è quello che permette di riavvolgere il tempo. Potremo infatti tornare indietro di qualche secondo, per rimediare a errori letali oppure semplicemente per affinare salti e spostamenti. Si tratta di un grande aiuto per tutti i giocatori meno esperti, che potrebbe però far storcere il naso ai puristi che amano le sfide. Vero è che questi ultimi potranno semplicemente scegliere di non sfruttare questa funzione, per un’esperienza davvero retro.

Al netto di queste aggiunte, Felix the Cat non vanta ulteriori modifiche, se non i piccoli aggiustamenti estetici e di sonoro a cui abbiamo accennato in precedenza e la localizzazione in varie lingue (tra cui l’italiano). Qualcosa di più poteva essere fatto, magari per stuzzicare gli amanti di questo gatto antropomorfo, desiderosi di scoprire qualche curiosità o retroscena sui giochi del passato.

Felix the Cat: tre giochi che sono due

Pur non inserendo specificatamente nel nome la parola “collection”, Felix the Cat è stato presentato come una raccolta di opere. Oltre alla versione classica per NES, infatti, il pacchetto include la già citata versione portatile, realizzata per Game Boy. Oltre a qualche differenza a livello di fluidità dei comandi e all’assenza di colori (dato che la console era in bianco e nero), non si riscontrano grandi differenze rispetto alla versione casalinga. Questo potrebbe togliere un po’ di curiosità ai giocatori meno appassionati del personaggio.

Lo stesso dicasi per il terzo gioco incluso nella raccolta: si tratta infatti della versione giapponese del titolo pubblicato su Nintendo. Peccato che le differenze rispetto alla versione europea, se non per qualche dettaglio, siano praticamente nulle. Questo rende inutile giocare nuovamente la storia, se non per una morbosa curiosità, oltre a ridurre notevolmente la longevità generale. Felix the Cat sarà completabile in una manciata di ore dai giocatori più esperti, che non potranno neanche accedere a sezioni speciali, contenenti magari bozzetti o altre chicche.

Nonostante l’assenza di aggiunte corpose, comunque, la qualità di un platform storico come Felix the Cat è sicuramente ancora attuale, tanto che sia i nostalgici che i neofiti passeranno piacevolmente qualche ora combattendo contro i vari boss e muovendosi nei colorati paesaggi in pixel art.

Il Platino di Felix the Cat

Se siete cacciatori di trofei, sarete felici di sapere che la lista di Felix the Cat non include nessuna sfida di miscellanea. Tutto quello che dovrete fare per ottenere il Platino sarà completare l’avventura per Nintendo Entertainment System (la versione europea) e quella per Game Boy. Nessuna prova speciale, missione secondaria o speedrun da completare. Portate a termine le due storie per sbloccare in automatico tutte le coppe e ottenere un nuovo, scintillante Platino. Questo, ovviamente, se riuscirete a sopravvivere alle minacce del Professore.

VERDETTO

Se dovessimo valutare Felix the Cat solo come un'operazione nostalgia, allora potremmo premiare il lavoro di Konami e Limited Run Games con un voto più alto. Vestire nuovamente i panni di questo gatto antropomorfo è stato divertente, così come riassaporare una sfida platform d'altri tempi, mitigata da alcune aggiunte moderne. I salvataggi e il rewind rendono il gioco accessibile anche dai neofiti, togliendo però all'opera un po' della sua "crudeltà" e anche della sua magia. Al netto di questo, visto come raccolta Felix the Cat risulta un po' lacunoso e povero di contenuti: una galleria con qualche bozzetto o qualche modalità extra sarebbero state un vero toccasana. Anche così, comunque, si tratta di un'esperienza che vale la pena (ri)vivere in compagnia di Felix, Kitty e tutti i suoi amici e nemici.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.