Horse Tales: Emerald Valley Ranch – Recensione

Sviluppatore: Aesir Interactive Publisher: Microids Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Sandbox Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 39,99 € Italiano:

Ci siamo lanciati al galoppo per la recensione di Horse Tales: Emerald Valley Ranch. Il nuovo titolo di Microids, sviluppato da Aesir Interactive, promette di regalare ai giovani appassionati l’esperienza equestre definitiva. Tra una strigliata e una ristrutturazione, abbiamo cercato di rimettere in sesto il ranch di famiglia e svelarvi tutti i segreti del gioco.

Dalla polizia ai cavalli

Se amate i simulatori, saprete che Aesir Interactive si è occupata della realizzazione di Police Simulator: Patrol Officer. L’opera del team tedesco ha però ricevuto più di una critica, spingendo questi ragazzi a cambiare completamente settore. Da macchine e criminali, siamo infatti passati al rilassante mondo dei cavalli con Horse Tales: Emerald Valley Ranch. Il titolo, purtroppo, non presenta una trama accattivante né tanto meno innovativa.

Come in un qualsiasi Farming Simulator, ci si trova ad approdare su una terra semi sconosciuta. Il protagonista dell’avventura ha sentito storie del fantastico ranch degli zii, una struttura lussureggiante immersa nel verde della Emerald Valley. Sfortunatamente, quello che ci si troverà davanti è ben lungi da una sfarzosa residenza. La struttura è fatiscente, un vero e proprio cantiere a cielo aperto privo di qualsiasi comfort. Partendo da una piccola tenda e aiutato da tanti amici, il nostro (o la nostra) protagonista dovrà creare la struttura perfetta.

Tutto questo senza però dimenticarsi dei veri eroi del gioco. Come è facile intuire dal nome e dal nostro antefatto, Horse Tales si focalizza infatti sui cavalli. Fin da subito si viene messi in contatto con queste possenti creature, che dovranno essere gestite e accudite al meglio. L’intera esperienza di gioco è comunque dedicata a un pubblico di giovanissimi, tanto che i comandi e le meccaniche risultano incredibilmente basilari. Non che questo, almeno inizialmente, sia un male, considerato lo scarso numero di tutorial e spiegazioni.

Diventiamo migliori amici?

La struttura di Horse Tales: Emerald Valley Ranch è incredibilmente lineare. I giocatori si trovano immersi in un vasto open world, con la richiesta di soddisfare i desideri di una serie di NPC. La maggior parte delle volte è sufficiente transitare dal punto A al punto B, raccogliendo risorse oppure oggetti speciali. Non mancano però, come vedremo, prove più consistenti che coinvolgono gli agili quadrupedi.

I primi minuti servono per familiarizzare con un mondo che fin da subito appare discretamente curato ma incredibilmente vuoto. L’area portuale in cui sbarca il protagonista sembra una città fantasma, totalmente priva di animazioni o di abitanti. Solo una giovane si avvicina a noi, dandoci modo di salire in groppa al nostro primo cavallo. Gli animali spiccano subito per qualità di realizzazione e per i numerosi dettagli, che li rendono davvero realistici. Questo nonostante la scelta grafica di modelli in stile cartone animato, che ai più ricorderanno il mitico Spirit della Dreamworks.

Tutto sembra a misura di giocatore giovane, compresi comandi basilari con cui muoversi, saltare e abbassarsi una volta in groppa al proprio cavallo. Fin da subito però si avverte una spiacevole sensazione legata alla gestione della telecamera, che non rimane centrata ma resta fissa, rendendo incredibilmente complicati gli spostamenti. Nonostante questo, chiunque riuscirà a completare le prime, semplici richieste e apprendere le basi di un gestionale con una spiccata componente legata alla cura degli equini.

La valle di smeraldo

Nel corso della campagna, Horse Tales: Emerald Valley Ranch non regala particolari variazioni sul tema. Tutto si riduce a una serie di missioni in sequenza, intramezzate dalla cura del proprio cavallo e da sfide secondarie. Queste sono in realtà la parte più riuscita del gioco: tra gare di equitazione e la caccia a cavalli selvaggi da catturare e aggiungere alla propria stalla, non ci si annoierà mai. Lo stesso discorso non può essere fatto per una parte gestionale lacunosa e confusionaria, in cui molto spesso si costruiranno strutture solo per completare gli obiettivi, senza realmente capire come gestire al meglio il ranch.

Si tratta di un vero peccato, perché di contro l’esplorazione dell’open world in groppa al proprio cavallo risulta ben gestita e decisamente affascinante. Sbucare da una strada secondaria o ricollegarsi ai sentieri tramite grotte e foreste sono scelte che riescono a regalare vere soddisfazioni, anche a livello visivo. Nonostante una generale povertà di texture, infatti, le aree esterne sono di buona qualità e dai colori molto vivaci. Bisogna ovviamente chiudere un occhio (o meglio due) sui pop up e su alcuni bug grafici, ma in generale, girovagare per la Emerald Valley è un’esperienza appagante.

Lo stesso si può dire per la cura del proprio cavallo. Oltre a coccolarlo, sarà possibile pulirlo, strigliarlo e in generale tenerlo sempre in salute. Queste procedure vengono gestite tramite semplici prove, legate alla conoscenza della creatura. Alcune vorranno essere spazzolate o accarezzate in maniere specifiche o mangiare determinati alimenti. Trovare la quadra permetterà di ottenere il massimo dai cavalli e magari togliere loro alcuni status alterati come paura oppure fatica.

Fiori nella criniera

Nonostante alcuni problemi di realizzazione tecnica, Horse Tales riesce a conquistare il giocatore con un’atmosfera quasi zen. Sfortunatamente, con il passare del tempo questo fascino va a perdersi, complice la mancanza di alcuni elementi fondamentali. La gestione della città, per quanto interessante, non è come detto supportata dalle dovute spiegazioni, rendendola a tratti quasi frustrante. Inoltre nelle prime battute è totalmente assente la componente di personalizzazione, se non per un menu iniziale che consente di delineare l’aspetto del protagonista.

L’introduzione di elementi cosmetici avviene molto avanti nel gioco, non permettendo ai giovani giocatori d’immedesimarsi così con l’avatar né tanto meno con i cavalli che lo accompagnano. Inoltre stupisce in negativo la scelta di non inserire un ciclo giorno/notte, con tutto ciò che questo comporta. Altra nota dolente è legata al recupero di risorse, che avviene in automatico passando vicino alle stesse, che rimangono fluttuanti sul terreno. Una maggiore interattività avrebbe sicuramente giovato e fornito anche una certa diversificazione.

Discreta come detto la grafica, che propone una buona paletta di colore ma modelli poligonali un po’ arretrati, con animazioni quasi legnose. Discorso a parte per i cavalli, a cui è stata (giustamente) dedicata grande attenzione. I movimenti sono molto fluidi e curati, una vera gioia per gli occhi. Buona la colonna sonora, che non regala particolari emozioni ma accompagna in maniera coerente l’intera avventura. Curiosa la scelta di dotare i personaggi di voci in stile The Sims, che ha permesso di superare lo scoglio del doppiaggio. I testi in un buon italiano permettono invece a giocatori di ogni età di comprendere al meglio tutto ciò che accade nel gioco. Buona infine la longevità: pur non essendo presenti troppe missioni, Horse Tales è infatti potenzialmente eterno.

Trofeisticamente parlando: una galoppata in riva al mare

Per ottenere il Platino di Horse Tales: Emerald Valley Ranch, sarà necessario un discreto impegno. L’elenco trofei del gioco, infatti, cela alcune richieste non complicate da portare a termine, ma decisamente time consuming. Oltre a dover completare la storia e soddisfare alcuni semplici requisiti, bisognerà completare sfide di miscellanea come far nascere dieci cavalli o completare tutti i circuiti. Non dimenticatevi inoltre di completare alla perfezione ogni mini gioco di cura del cavallo. Così facendo potrete galoppare verso un nuovo, scintillante Platino.

VERDETTO

Horse Tales: Emerald Valley Ranch è un titolo dedicato ai giovani appassionati di cavalli, ed è così che va analizzato. Sfortunatamente, anche con questa premessa in testa, il titolo di Aesir Interactive non si dimostra all'altezza delle aspettative, offrendo un gameplay fin troppo basilare e privo di alcune indispensabili spiegazioni. L'esplorazione a cavallo risulta decisamente affascinante, supportata anche da buone animazioni. Peccato però che il mondo di gioco sembri costantemente vuoto e asettico. Alcuni problemi tecnici e modelli poligonali non sempre all'altezza non permettono a Horse Tales di superare la sufficienza. Se vostro figlio o vostra figlia amano i cavalli, però, sicuramente troveranno di che divertirsi, chiudendo un occhio o due sui problemi del gioco.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.