Instant Sports Paradise – Recensione

Sviluppatore: BreakFirst Games Publisher: PID Games, Just For Games Piattaforma: PS4 Genere: Party Giocatori: 1-4 PEGI: 3 Prezzo: 34,99 €

Con la recensione di Instant Sports Paradise ci siamo avventurati su un’isola paradisiaca per affrontare una serie di mini giochi vacanzieri. Le sfide ideate dai ragazzi di BreakFirst Games saranno riuscite a farci divertire?

Benvenuti in Paradiso

In un periodo in cui le ferie sono un lontano ricordo, avere la possibilità di rivivere i momenti di relax è un’occasione da non perdere. Ecco perché non abbiamo esitato a mettere costume e infradito per lanciarci nell’ultimo capitolo della serie Instant Sports. Da qualche anno a questa parte infatti il team di BreakFirst Games, in collaborazione con Just For Games, ha creato principalmente su Nintendo Switch opere ricche di mini giochi.

Il capitolo Paradise arriva su PlayStation 4 forte di un’ambientazione mozzafiato e di numerose sfide per giocatori di tutte le età. Le quindici proposte spaziano dal minigolf fino al volo in tuta alare e coinvolgono tutte fino a un massimo di quattro vacanzieri. Ovviamente Instant Sports Paradise non offre alcun tipo di trama, se non l’idea di fondo che ci si trova in vacanza e che si è liberi di esplorare l’isola impersonando un personaggio.

Nonostante questo, il titolo vanta una serie d’informazioni e fatti reali legati agli arcipelaghi polinesiani in cui questa isola di divertimento è immaginariamente immersa che faranno piacere a chiunque ama scoprire qualcosa di più sul mondo. La quantità di nozioni è comunque ridotta all’osso, tanto che dopo una decina di minuti si cadrà già nella ripetitività.

Per aumentare l’immersività del gioco, l’aspetto del nostro alter ego può poi essere modificato cambiandone il look, il taglio di capelli e molto altro ancora. Inoltre è possibile creare, un po’ come avviene per i Mii di Nintendo, una serie di archetipi rinominabili e selezionabili dai propri amici.

Torture Tahitiane

A dispetto di tutte le belle premesse, Instant Sports Paradise si rivela fin da subito un titolo totalmente inadeguato per PlayStation 4. La grafica di gioco sembra risalire a due generazioni fa, con modelli poligonali a metà tra l’effetto Animal Crossing e una caricatura.

La stessa isola, per quanto molto colorata e dinamica a un primo impatto, soffre di un’incredibile staticità. I personaggi presenti hanno due animazioni e una sola striscia di dialogo, le strutture non sono esplorabili e tutto sembra finto e artificioso.

La grande e immobile mappa svolge la funzione di hub di gioco. Sparsi per l’isola sono presenti infatti una serie di cerchi su cui posizionarsi per accedere alle varie prove oppure al camerino e al negozio. In quest’ultimo è anche possibile acquistare oggetti da usare durante l’esplorazione: oltre al retino già in dotazione al personaggio, è possibile munirsi di pala, canna da pesca e metal detector.

Ognuno di questi strumenti è collegato a una sfida secondaria, tutte di una facilità e di una banalità disarmante. In aree specifiche è infatti possibile utilizzare gli oggetti per catturare insetti e pesce, trovare tesori e raccogliere minerali. La maggior parte delle volte, però, non vorrete semplicemente farlo a causa della monotonia di queste azioni.

Gioca che ti passa

Dopo la delusione derivante dall’esplorazione dell’isola di Instant Sports Paradise abbiamo preso la malsana decisione di cimentarsi nei quindici mini giochi creati dai ragazzi di BreakFist Games. Nessuna delle sfide si è salvata da una pesante bocciatura, per i motivi più vari e disparati.

La prima esperienza l’abbiamo fatta con il bowling, un surrogato di quello offerto dal mitico Wii Sports in cui muovere la levetta sinistra indietro e in avanti per lanciare. I comandi sono di una legnosità incredibile, tanto che risulta impossibile mirare a dovere. Se poi ci si sbaglierà a sfiorarla in maniera sbagliata, partirà un tiro diretto nel canale oppure lentissimo.

Il massimo della mortificazione lo si raggiunge con il tristissimo messaggio “Zero Birillo” in caso di tiro mancato, tradotto in un italiano che rispecchia la qualità generale del gioco. Le successive sfide non sono andate meglio, in realtà. Il volo in tuta alare è ridicolmente lungo ed è una sorta di corsa a ostacoli attorno al mondo, vista la lunghezza del percorso. Il minigolf ha una fisica della pallina a tratti imbarazzante, nel waterboard sembra di viaggiare sull’asfalto e avere ai piedi una lastra di cemento e chi più ne ha più ne metta.

L’unico gioco che si salva in questo mare di orrori grafici e legnosità è la creazione dei gelati. Detto che non so su quale isola sia divertente preparare coni su richiesta (io lo chiamo lavoro) il fatto di dover solo premere i tasti corrispondenti alle palline non lascia margine per errori tecnici.

Mi servono nuovi nemici

I mini giochi di Instant Sports Paradise vantano ben tre livelli di difficoltà, terminati i quali si potrà accedere a nuove aree dell’isola. La maggior parte dei giocatori, comunque, si arrenderà prima di arrivare a questo punto.

Il titolo di BreakFist Games non riesce davvero a mostrare alcun punto di forza, se non la possibilità di condividere la sofferenza con un massimo di quattro amici. Tutti gli elementi sanno però pesantemente di già visto, con scopiazzature più o meno palesi da opere come il già citato Wii Sports, la sua versione Resort e persino Crash Bandicoot 3.

Anche così, comunque, basteranno un paio d’ore per arrendersi, complice anche un’isola piatta, scialba e infarcita di sfide secondarie monotone. L’elemento più disturbante, insieme alla necessità di usare i cartelli per avviare un qualsiasi mini gioco, è l’assenza totale di musica. Per quanto infatti possa essere rilassante sentire solo il rumore del mare, un piccolo sottofondo avrebbe fatto la differenza.

Chiunque riesca a resistere alla frustrazione troverà però in Instant Sports Paradise una grande longevità. Sull’isola sono inoltre sparsi più di cinquecento collezionabili, tra cui tesori, insetti e pesci che metteranno alla prova i completisti. Molto buona anche la varietà di costumi e di gadget, che permetteranno soprattutto ai giocatori più giovani di creare un look unico per il loro personaggio.

Trofeisticamente parlando: Inferno e Paradiso

L’elenco trofei di Instant Sports Paradise vanta solo diciotto coppe, tra cui però spicca il Platino. Per ottenerlo sarà però necessario completare numerose sfide, diventare dei maestri in tutti i mini giochi e raccattare ben cinquecento collezionabili. Vista la qualità del titolo, forse il gioco non vale la proverbiale candela.

VERDETTO

Instant Sports Paradise è la copia uscita male di Wii Sports Resort. Un'accozzaglia di mini giochi realizzati in maniera approssimativa, con una grafica risalente a due generazioni fa e una legnosità quasi imbarazzante. Le sfide sanno tutte di già visto, l'isola è vasta ma completamente immobile e priva di contenuti. Non esiste davvero nessun elemento salvabile del titolo di BreakFist Games, se non la possibilità di condividere la sofferenza con un massimo di quattro amici. Il prezzo spropositato a cui Instant Sports Paradise è proposto è la mazzata finale: più che un paradiso, questo è un vero e proprio inferno tropicale.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.