Le 5 Torri – Recensione

Sviluppatore: Deep Print Games Publisher: Ghenos Games Piattaforma: Genere: Giocatori: 2-5 PEGI: Prezzo: 12,99 € Italiano:

Deep Print Games e Ghenos Games ci trasformano in aspiranti costrutti con Le 5 Torri, il compatto gioco da tavolo protagonista della nostra recensione. L’obiettivo è, manco a dirlo, quello di creare strutture più alte possibili: a volte però nella torre piccola c’è il vino buono…

Approvato anche dagli acrofobici

Se soffrite di vertigini, saprete bene quanto le altezze possono rappresentare un ostacolo insormontabile. Fortunatamente, per creare e scalare le 5 torri di Ghenos Games non dovrete vincere le vostre paure, ma soltanto di trionfare nelle aste contro i rivali. Quello ideato da Kasper Lapp è un titolo semplice e rapido, in grado di coinvolgere da 2 a 5 giocatori.

L’obiettivo come detto è quello di impilare carte per realizzare torri più alte dei nostri avversari, rispettando ovviamente alcune stringenti regole. Le 110 carte che compongono il mazzo riportano infatti varie parti di 5 diverse torri: di dolciumi, forestale, spaventosa, di sabbia e di rottami. Ogni carta riporta anche un numero, che rappresenta il piano della torre. Si va dal 15, il livello più basso, allo 0, che rappresenta il tetto.

Come è facile immaginare, i giocatori dovranno ingegnarsi per impilare più carte possibile. La restrizione sarà quella di non poter aggiungere carte sulla torre il cui valore sia più alto dell’ultimo piano. Ogni costruttore potrà inoltre avere davanti a sé soltanto una torre per colore, obbligando (o a volte costringendo) a rinunciare a determinate carte.

Il gameplay di Le 5 Torri

Ma come è possibile aggiudicarsi le parti per espandere il nostro dominio verticale? All’atto pratico, Le 5 Torri è un gioco di aste, in cui si punta al rialzo sul numero di carte che è possibile collocare. A inizio turno vengono scoperti cinque pezzi della torre, visibili a tutti: a cominciare dal primo giocatore, si comunica un valore, corrispondente al numero di carte che si reputa di poter collocare nella propria area.

Il giocatore successivo può rilanciare, aumentando il numero dichiarato, oppure passare il turno. Quando tutti i giocatori avranno passato oppure uno dei partecipanti arriverà a 5, la puntata massima, il vincitore si aggiudicherà le carte e dovrà obbligatoriamente piazzarle tutte. Questo comporta ovviamente la necessità di studiare le proprie prese, per evitare di ritrovarsi impossibilitati a scommettere e perdere dunque le mani più succulente.

A mitigare il vincolo imposto da Le 5 Torri abbiamo la possibilità di demolire a ogni presa uno e un solo piano di una nostra torre, ad eccezione del tetto. La carta rimossa andrà conservata coperta e fornirà una penalità crescente. La prima carta ci costerà un punto, la seconda due e così via. Facile capire che 10 punti di penalità per quattro carte rimosse rappresentano un grosso malus, capace di compromettere le partite.

Finché un 8 o un 9 non compare…

La demolizione dei piani non è l’unico stratagemma che i giocatori possono sfruttare per modificare le sorti di una partita. Gli 8 e i 9 di ogni torre sono infatti carte jolly. I primi ci permettono di costruire sopra qualsiasi carta, mentre i secondi possono essere costruiti su qualsiasi carta. Inutile dire che piazzare un 9 sopra un 1 può letteralmente cambiare le partite: di fatto fa tornare il giocatore un candidato per le aste.

Il gioco prosegue per un totale di due giri di mazzo. Dopo averlo esaurito una prima volta, gli scarti andranno rimischiati e si ricomincerà. La durata del secondo turno dipenderà tutto da quante carte saranno state piazzate durante il primo, ma una partita a Le 5 Torri non vi porterà via più di 15-30 minuti, spiegazione delle regole compresa.

Una volta terminato il secondo giro, arriverà il momento di contare i punti. Ogni piano delle nostre torri varrà un punto, da raddoppiare se saremo riusciti a collocare un tetto. Inoltre ogni piano della nostra torre più alta varrà un ulteriore punto. Scalati eventuali malus dati dalle carte demolite, avremo il nostro punteggio finale: chi avrà ottenuto il maggior numero di punti verrà dichiarato miglior costruttore e quindi vincitore.

Le 5 Torri: un light game per tutti con tanto stile

Grazie a un regolamento molto snello e a una scatola incredibilmente compatta, Le 5 Torri si è rivelato un light game piacevole e adatto a qualsiasi tipologia di giocatore. La meccanica delle aste può essere frustrante, in special modo quando non si riesce a prendere il giro per una singola tipologia di torre, ma è mitigata dalla possibilità di sacrificare i piani più bassi e dai jolly che di fatto resettano l’avanzamento.

Quello che colpisce maggiormente di Le 5 Torri è sicuramente la componente artistica: le strutture sono magnifiche nella loro incerta pendenza, mentre i disegni fanno il resto. Ogni piano è pieno di grandi e piccole citazioni (da Willy Wonka ad Alien, arrivando persino ad altri blasonati giochi da tavolo) che faranno sorridere qualsiasi nerd.

Ottima anche la qualità dei materiali: le carte sono molto resistenti, anche se l’utilizzo di bustine protettive per evitare che mescolate troppo vigorose le danneggino è sempre consigliato. Buona la scalabilità, complice la possibilità di aggiungere doppioni in caso i giocatori siano più di 3, anche se Le 5 Torri dà il suo meglio quando non si toccano gli estremi (2 e 5 giocatori). Giocato in coppia o con troppi costruttori, il titolo perde in parte d’immediatezza.

VERDETTO

Le 5 Torri è un filler immediato e piacevole, che propone una semplice meccanica di asta con qualche piccolo twist, come la presenza di jolly che stravolgono le costruzioni e la possibilità di demolire i piani sacrificando qualche punto vittoria durante il conteggio finale. Buona anche la scalabilità, nonostante il titolo di Deep Print Games e Ghenos Games dia il suo massimo coinvolgendo 3 o 4 giocatori. Splendido invece il design delle carte, piene di citazioni che faranno sorridere qualsiasi giocatore. A conti fatti, si tratta di un titolo che intavolerete con piacere e che consigliamo senza limitazioni, data la sua semplicità.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.