Mind Maze – Recensione

Sviluppatore: Satur Entertainment Publisher: Satur Entertainment Piattaforma: PS4 (disponibile anche su PSVita) Genere: Puzzle Giocatori: 1-8 PEGI: 3 Prezzo: 4,99 € Italiano:

Per realizzare la recensione di Mind Maze, opera del piccolo team di Satur Entertainment, abbiamo dovuto letteralmente spremerci le meningi. Iniziate con noi un viaggio logico per scoprire questo enigmatico titolo.

A chi serve una storia?

Prima di parlare approfonditamente di Mind Maze è necessario un piccolo excursus, spostandosi nel mondo dei giochi da tavolo. Chi conosce bene questo universo sa che a volte l’ambientazione non è fondamentale. Esistono infatti quelli che vengono definiti giochi astratti (gli scacchi ne sono un buon esempio), in cui è sufficiente conoscere le regole, senza eccessiva contestualizzazione.

Un minimo di collegamenti vengono comunque fatti. I già citati scacchi possono ad esempio essere assimilati a una guerra, mentre opere come Quarto oppure Quixx sono in questo senso molto più distaccate dalla realtà. Mind Maze è esattamente questo, un gioco da tavolo astratto sotto forma di videogioco.

L’opera di Satur Entertainment non vanta nessun tipo di trama che ne contestualizzi l’ambientazione. Il giocatore si trova infatti ad affrontare l’intelligenza artificiale in schemi in stile cyberpunk/futuristico dove piazzare delle barriere per conquistare dei nodi. Tutto molto bello, sulla carta, ma il gioco è così semplice come sembra?

Nodi alla gola

Mind Maze è un classico rompicapo a schemi variabili. In aree composte interamente da quadrati, disposti in forme sempre diverse, si sfidano uno o più avversari controllati dal computer o da altri giocatori tentando di conquistare le caselle.

Durante il proprio turno, il giocatore può piazzare una barriera sul lato di uno dei quadrati che compongono la mappa, fatta eccezione per i bordi esterni. Qualora, piazzando la propria barriera, si chiudesse ogni lato di un quadrato, questo verrà conquistato dal giocatore segnando un punto. Sarà inoltre possibile proseguire piazzando una seconda barriera ed eventualmente una terza, una quarta e così via, dando la possibilità di creare delle combo. La partita viene ovviamente vinta da chi, alla fine, ha conquistato il maggior numero di quadrati.

Dietro però a una struttura apparentemente semplice, si cela l’insidia di un’intelligenza artificiale subdola, che riesce a vedere sempre la mossa più intelligente da fare. Fortunatamente Mind Maze offre al giocatore la possibilità di scegliere tra tre difficoltà, permettendo almeno in parte di modulare la sfida.

Andiamo in campagna

A dispetto dell’assenza di una trama, Mind Maze vanta, oltre alla possibilità di giocare liberamente contro IA e amici, anche una modalità campagna. Questa altro non è se non una sequenza di schemi di dimensioni sempre maggiori in cui combattere contro il computer in una sfida di cervelli. La disposizione dei quadrati è davvero varia, senza contare che l’aumento progressivo della vastità delle plance darà modo di diventare progressivamente più bravi.

Mind Maze, comunque, non offre grandi variabili a livello di tattica. Le prime fasi della partita saranno un’alternanza di piazzamenti nel vuoto, aspettando lo spiraglio per assestare il colpo. Molto spesso la prima conquista sarà infatti quella decisiva, riuscendo a scatenare una combo in grado di coprire magari metà dello schema. Questa è una delle più grandi limitazioni del titolo di Satur Entertainment, considerata anche una certa prevedibilità dell’intelligenza artificiale una volta assimilati i suoi schemi logici.

Questo problema viene ovviato durante le sfide contro altri giocatori oppure aumentando il numero di avversari, possibilità disponibile però soltanto nella modalità libera. La campagna sarà invece lineare e relativamente semplice da portare a termine. Ovviamente sarà necessario impegnarsi per apprendere al meglio le meccaniche, spiegate in maniera molto superficiale.

Floppy disk e capelli cotonati

Lo stile grafico scelto per Mind Maze è sicuramente accattivante. Il team ha infatti optato per degli effetti che richiamano gli Anni Ottanta e che fanno immediatamente venire alla mente opere come Tron. Le griglie grigie metalliche, i nodi luminosi colorati e un fondale quasi cyberpunk valorizzano a dovere lo stile astratto del gioco.

Decisamente fiacca e anonima la colonna sonora, che ha comunque il pregio di non risultare mai invasiva e che permette al giocatore di concentrarsi per fare le sue mosse scacchistiche. Un po’ alti, ma comunque regolabili da un ricco menu delle opzioni, gli effetti speciali legati alla conquista dei nodi.

Una menzione particolare va invece fatta per la localizzazione. Dopo la prima sorpresa nel vedere che tra le lingue presenti figura anche l’italiano, si viene infatti travolte dalla realtà dei fatti. Tutto è stato passato in un traduttore automatico (peraltro di pessima qualità), che ha creato dei veri e propri orrori ortografici. Fortunatamente le scritte a schermo sono davvero poche e superato il trauma del “Seguitare” al posto di “Prossimo schema” si riuscirà a orientarsi senza fatica.

Trofeisticamente parlando: una sfida per cervelli allenati

Mind Maze, a dispetto del prezzo risicato, vanta una ricca lista trofei, in cui spicca uno scintillante Platino. Per ottenerlo sarà necessario però diventare dei veri maestri del gioco, accumulando punti e completando numerosi livelli. Se ve la sentite di mettere alla prova il vostro cervello, questo è il gioco giusto.

VERDETTO

Mind Maze è innegabilmente un puzzle game molto valido, che sarà in grado di coinvolgere anche tutti gli appassionati di giochi da tavolo astratti. Stiamo però comunque parlando di un videogioco, con tutti i pregi e i difetti del caso. L'intelligenza artificiale a volte sarà davvero irritante, altre fin troppo stupida, mentre le meccaniche diventeranno abbastanza prevedibili dopo alcune partite. Se avete amici da sfidare, però, vi divertirete per svariate ore.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.