MotoGP 22 – Recensione

Sviluppatore: Milestone Publisher: Milestone Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Corse Giocatori: 1-2 (Online: 1-12) PEGI: 3 Prezzo: 69,99 €

Milestone, puntualissima come ogni anno, si presenta all’inizio del campionato con il titolo dell’anno in corso. Quest’anno ci sono piccole evoluzioni tecniche come l’abbassatore dell’assetto, che sono utili a creare nuovi equilibri e sconvolgerne altri. Come di consueto ci siamo buttati in piega a vita persa nel corso della nostra recensione di MotoGP 22 e ne siamo usciti di traverso e impennando.

New year, new season

Per la prima volta dopo oltre vent’anni, questa è la prima stagione senza il “Dottore” Valentino Rossi. Dopo aver segnato indelebilmente la storia della massima categoria, traghettandola insieme ad altri campioni nell’epoca moderna, possiamo vedere i “suoi” volti nuovi. Luca Marini, Franco Morbidelli e Francesco “Pecco” Bagnaia tra tutti. Ma il Dottore c’è ancora, non nella griglia ma nella NINE Season 2009, di cui parleremo dopo.

MotoGP 22 ha un inizio canonico, con un breve editor personaggio in cui definire le sembianze del nostro alter ego digitale. Il tutorial, rivisto e potenziato, adattandolo a tutti, è il biglietto da visita e il battesimo dell’asfalto. Potremo scegliere di percorrere le numerose tappe, partendo da un giro in Moto 3 fino alle tecniche più avanzate di guida, o potremo fare i fenomeni e saltarlo. Il suo utilizzo è però propedeutico all’affinamento del modello di guida, il quale verrà smussato in base agli aiuti consigliati e a quelli selezionabili dall’utente.

NINE, il nono titolo di VR46

Le modalità presenti nel gioco sono le consuete, come il campionato personalizzato, la prova a tempo, il gran premio veloce e la classica carriera manageriale. Il multiplayer è disponibile sia online, per correre contro fino a 12 giocatori o in locale, a due giocatori in schermo condiviso. Ma non è per le solite che siamo qui, dato il grande risalto che è stato dato nel tempo alla modalità NINE Season 2009. Questo è un racconto accorato, realizzato da Mark Neale in collaborazione con Milestone. Ripercorre varie tappe e molteplici episodi che hanno arricchito il campionato 2009, vinto da Valentino Rossi e dominato dalla Yamaha, bissando il titolo dell’anno precedente.

La modalità permette di partire dalla gara in Qatar e percorrere tutte le altre fino alla fine del campionato. Ogni circuito e pilota sono quelli dell’epoca e questo ha richiesto un ulteriore sforzo al già ottimo lavoro creato dai ragazzi di Milestone. Se il gioco base poteva essere accusato di essere un “more of the same” dell’anno precedente, con questa aggiunta ogni perplessità o facile dubbio è stato spazzato via. Per ciascuna pista avremo alcuni episodi da rivivere in prima persona, ad esempio con Stoner che ha fatto mangiare la polvere a VR46, oppure con quest’ultimo che doveva recuperare terreno dopo una partenza non brillante. La difficoltà delle sfide è bassa, ma è adattabile a tutte le esigenze. Le parti narrate e parlate, unite ai filmati ufficiali del 2009, mettono un briciolo di nostalgia in tutti noi appassionati smanettoni.

Fisica tendente alla simulazione

Guidare una moto non è facile, come abbiamo sempre spiegato nel corso degli anni con RIDE 4, MotoGP21 e con il massimo picco della simulazione motociclistica mondiale (di cui il sottoscritto possiede orgogliosamente anche il trofeo di Platino) RiMS Racing. Il modello di guida di MotoGP 22 è tendente alla simulazione, e più gli aiuti di guida vengono rimossi, più questo diventa evidente. Ma a parte la classica necessità di essere funambolici e sapere quando spostare la moto in piega, qui entrano in gioco anche le temperature e le usure di freni e pneumatici. Freni surriscaldati significano maggiori spazi di arresto, pneumatici usurati una moto più ballerina. Insomma, bisogna imparare a sentire e gestire la moto come dei veri piloti.

Torniamo tra i banchi di scuola

La MotoGP Academy rende estremamente evidente quanto il limite sia alto, impegnando i piloti in prove a tempo nei vari circuiti mondiali, settore per settore, e poi sul giro intero. I tempi sono intransigenti, l’equilibrio della moto va ricercato e vari trucchetti di guida devono essere messi in pratica. Se così non fosse, saremo costretti a non vedere nemmeno una medaglia di bronzo, e a ritentare fino a raggiungere gli obbiettivi minimi.

Il cambio automatico, specie in scalata, può essere un limite piuttosto grosso. Infatti non è programmato per scalare le marce nella parte alta del contagiri, ma in quella bassa, andando a togliere il prezioso aiuto del freno motore. Basterà scendere senza pietà fino alla marcia desiderata per trovarsi subito diversi metri più corti, permettendo quindi di frenare in ritardo e abbassare i tempi. Anche lo studio delle traiettorie è di grande aiuto, ma non supportato da un fantasma “standard” o da una demo, come invece accade in Gran Turismo 7.

Che spettacolo il DualSense

Se con MotoGP 21 le sensazioni erano buone, con MotoGP 22 Milestone ha ulteriormente affinato lo sfruttamento del DualSense. Guidare è estremamente piacevole e tutte le sensazioni sono trasmesse al pad. Un dettaglio che pochi possono davvero capire è la vibrazione aumentata quando il numero di giri del motore arriva verso il massimo. È una caratteristica facile da capire, ma che richiede un collegamento alla vita reale per essere davvero apprezzato. Anche i passaggi sui cordoli, i momenti in cui l’aderenza viene a mancare e le staccate più brutali sono finemente trasportate fino alle nostre mani. Inoltre, particolare decisamente sorprendente, è possibile utilizzare le funzionalità del giroscopio integrato nel DualSense per poter muovere il controller in base alla direzione che si vuole dare alla moto. Un po’ scomodo all’inizio, in quanto bisogna trovare il giusto bilanciamento e la coordinazione mani-occhio, ma soddisfacente dopo alcune decine di minuti di tentativi.

Piccole pecche trascurabili

Esteticamente MotoGP 22 è assolutamente un prodigio. Su PlayStation 5 può vantare le migliori caratteristiche grafiche, con un frame rate incollato ai 60 fps e una qualità visiva di prim’ordine. Il sonoro è assolutamente eccellente e merita fortemente l’utilizzo di un paio di cuffie surround. Solo con queste potrete apprezzare le infinite e meravigliose sfumature sonore che solo un motore violento e rabbioso come quelli da MotoGP possono avere. I movimenti del pilota sulla moto sono assolutamente perfetti ed estremamente convincenti. Come nella realtà, il pilota in risalita da una piega mette a posto prima il sedere e poi il corpo. Un dettaglio su tutti vale la pena menzionare: nella modalità NINE è presente la gara di Barcellona e Jorge Lorenzo all’epoca indossò un casco commemorativo solo per quella gara. Tale casco è presente anche nella controparte videoludica.

Sul fronte estetico si sarebbe potuto fare un pochino meglio sul fronte dei box e su quello dei modelli facciali degli avatar. Altri piccoli problemi sono riscontrabili con pop-up poco piacevoli ell’erba a bordo pista, ma siamo piuttosto confidenti che una patch o due possano sistemare agilmente il problema.

Trofeisticamente parlando: un campionato che vale il platino

La lista trofei di MotoGP 22 è composta da cinquantuno coppe. Trentotto i bronzi, dieci gli argenti e due gli ori, oltre all’ambito Platino. Per portare a casa quest’ultimo sarà necessario vincere su ogni pista, terminare tutti gli obbiettivi principali e secondari della stagione NINE. Inoltre bisognerà completare lo sviluppo della moto, fare delle prove a tempo e poco altro. Nulla di difficile, avendo un po’ di mano e di pazienza. Un altro Platino in stile Milestone, che propone sfide accessibili a tutti.

VERDETTO

MotoGP 22 rappresenta lo stato dell'arte delle corse secondo Milestone. Riesce a migliorare il già ottimo MotoGP 21 e aggiunge la prestigiosa modalità "storia" NINE - Season 2009, che permette di vivere un campionato intero nei panni dei piloti che lo hanno corso. Nonostante alcune piccole scivolate tecniche, il titolo è decisamente solido. Si tratta di un prodotto di altissimo livello, dotato di grande estetica e scalabilità, per una accessibilità pressoché totale.

Guida ai Voti

Andrea Pasqualin
Nato e cresciuto tra benzina e gasolio, è il classico "petrolhead". Appassionato di tutto quello che corre e vola, sta vivendo il suo sogno scrivendo di videogiochi e pensandoci dalla mattina alla sera. Nei momenti liberi guida la sua moto supersportiva e si diverte a spaventare le vecchiette ai semafori.