Need for Speed Unbound – Recensione

Sviluppatore: Criterion Games Publisher: Electronic Arts Piattaforma: PS5 Genere: Corse Giocatori: 1 (2-8 online) PEGI: 3 Prezzo: 79,99 € Italiano:

Dopo tre anni dall’ultimo capitolo la serie di Need for Speed torna con Unbound, un titolo esclusivamente next-gen e, come vedremo in questa recensione, diverso dal solito. Le premesse di Payback prima e di Heat poi rimangono, cioè un gameplay frenetico (ma che sa prendersi i suoi tempi) con una storia di supporto. Saranno riusciti i ragazzi di Criterion Games a tirare fuori il coniglio dal cilindro? Vediamolo insieme.

Amici e nemici a Lakeshore

Tutto inizia dalla scelta di uno su tre catorci arrugginiti. Una Lamborghini Countach, una Nissan Silvia e una vecchia Dodge Charger. Sarà l’auto che utilizzeremo nel prologo, in cui ci verranno insegnate le basi del gioco, delle competizioni e in cui si assaggeranno i primi rapporti umani. I dialoghi sono infatti fondamentali per capire sin da subito le personalità di ciascun attore sulla scena.

Da un lato avremo Yas, un’amica che sembra essere arrivata da un percorso di recupero, assetata di potere e di riscatto. Dall’altra Rydell, meccanico ed ex pilota, il quale gestisce un garage in cui lavorano Yas e il personaggio che interpreteremo. I rapporti presto precipiteranno e il prologo si concluderà male. Quanto male lo vedrete voi, ma sappiate che poi si comincerà, ancora una volta, da zero.

From zero to the Grand

Il Grand è la competizione più importante in città. Si svolge alla fine di tre round di qualificazione, ognuno per diverse fasce di auto. La competizione è divisa in quattro settimane, con l’inizio ogni domenica. Ogni sabato ci sarà una qualificazione, per tre settimane, arrivando all’ultima allo scontro finale che fa anche da conclusione alla storia. Ogni settimana ha – ovviamente – sette giorni: questi sono ulteriormente divisi in diurno e notturno. Assieme alla luce solare ci saranno competizioni autorizzate e a basso impatto sul livello di ricercato, mentre con il favore delle tenebre usciranno tutti i peggiori demoni dai raduni.

Sarà qui che troveremo i maggiori guadagni, ma anche i maggiori rischi. La polizia sarà poi sempre in agguato e sempre col il fiato sul nostro collo, in attesa di un errore. Fattore fondamentale è il denaro. Sarà necessario primariamente per acquistare parti per le auto o per i mezzi stessi. Inoltre, è possibile partecipare ad alcuni eventi solo previo pagamento di un tassa d’iscrizione. Questa caratteristica ci è sembrata senza senso, seppur potenzialmente calata nella realtà. Infatti, se il premio per la vittoria ai ranghi più bassi può essere attorno ai 4.000 – 8.000 dollari, una commissione d’ingresso di 1.000 o 2.000 è una proporzione importante.

Come a voler dimostrare la nostra tesi, le fasi iniziali sono piuttosto lente, sia per la scarsa velocità delle auto che per la scarsa capacità di ottenere somme di denaro cospicue. Qualche banconota può essere racimolata anche durante gli inseguimenti, mediante la distruzione delle auto della polizia oppure con la raccolta dei collezionabili sparsi per la mappa di gioco. Tra questi ci sono graffiti, che poi è possibile applicare alla propria auto, orsi a grandezza umana e cartelloni da distruggere. Non mancano autovelox, sfide di velocità e di punteggio in derapata.

Auto per tutti i gusti

Con un parco macchine di oltre 140 esemplari, per i piloti c’è solo l’imbarazzo della scelta. I veicoli sono divisi in quattro categorie: le B, le A, le A+ e le S. Della prima fascia fanno parte le auto meno prestazionali ed economiche, le quali saranno necessarie per poter competere ai livelli minori. Queste saranno poi personalizzabili in maniera più o meno pesante, ma potremmo addirittura fare degli swap del motore (cioè sostituirlo per intero con quello di un’altra auto) e intervenire sull’estetica oltre che sulle prestazioni.

La potenzialità di elaborazione delle auto è davvero degna di nota, potendo sostituire praticamente tutto sia a livello meccanico che a livello di carrozzeria. Sarà poi possibile acquistare modelli appartenenti alle classi superiori, grazie all’ampio parco auto disponibile. Tra queste, Lamborghini, Ferrari e Mercedes, oltre a supercar come McLare, Koenigsegg o Bugatti.

Andiamo a farci una corsa in centro…o in collina?

Il gioco è ambientato in una città ispirata a Chicago, denominata Lakeshore. A dispetto dei precedenti capitoli, che avevano una chiarissima personalità data dall’ambientazione urbana ed extraurbana, qui invece non si percepisce nulla del genere. Seppure di ottima fattura, l’agglomerato urbano pare piatto, senza particolare carattere e tendenzialmente grigio.

A colpo d’occhio è difficile dire “è sicuramente Need for Speed Unbound”, o almeno non per i motivi che vorremmo. I marciapiedi sono popolati di una buona quantità di pedoni che, seppur non investibili (e meno male) fanno dei movimenti innaturali per evitare le auto. Per carità, bene così, il contrario non sarebbe stato meglio, ma quegli scatti laterali ci sono sembrati una esagerazione superflua.

Gran parte dell’arredo urbano può essere distrutto, siano questi guardrail, panchine, alberi o recinzioni. Quando vengono colpiti, però, semplicemente svaniscono in polvere. Non vengono distorti, piegati, strappati rimanendo a terra. Da un gioco next-gen ci saremmo aspettati qualcosa in più: così sembra solo uno stratagemma per mascherare in qualche modo una radice old-gen o una scarsa ottimizzazione.

Nonostante questi problemi tecnici, l’ambiente urbano è ricco di rampe, salti, tunnel e passaggi angusti tra i palazzi. Fuori città è possibile volare sui lunghi rettilinei autostradali ben oltre i 300 km/h e godersi la vista delle colline. Non solo, ma anche le zone industriali hanno il loro peso e saranno immediatamente distinguibili per le lunghe ciminiere e i pennacchi di fumo. Il colpo d’occhio, dunque, risulta decisamente piacevole sia da fermo che lanciati in corsa.

Do you feel the speed?

Il senso di velocità presente nel gioco è buono, in linea con il passato e l’impatto grafico è sicuramente uno dei pregi maggiori del titolo. La presenza di luci di coda e di strisce che partono dai fanali posteriori man mano che la velocità aumenta, uniti ad altri effetti grafici a sottolinearne l’aumentare, contribuiscono a dare un senso di “iperspazio” sensibile.

Inoltre, la telecamera mobile, specie in modalità dinamica, sottolinea benissimo l’azione, andando nel contempo a dare gusto sia all’occhio che al gioco. I modelli delle auto sono di ottima fattura, con riflessi davvero ben realizzati, seppure non eccellenti come in altri giochi. Ad esempio, nel caso di luci e riflessi sul cofano, questi sono riprodotti in maniera sommaria, e abbiamo visto risultati migliori in giochi anche cross-gen.

Anche la dinamica dell’illuminazione notturna regala soddisfazioni parziali. Nell’avvicinarsi a dei pali è possibile vedere la doppia ombra proiettata da entrambi i fari anteriori dell’auto, un piccolo ma apprezzabile tocco di qualità, che dimostra ancora una volta l’abilità dei ragazzi di Criterion. Alcuni dettagli però, non presentano nessun tipo di ombra, come se fossero messi lì in maniera frettolosa. Due pesi e due misure, insomma, una scelta che ci ha fatto storcere il naso.

Drive like a pro

La difficoltà generale e il rapporto con la polizia sono abbastanza pungenti. Se la capacità di guidare pulito, veloce e senza sbavature viene sicuramente premiata, anche considerando un traffico sostenuto in mezzo alla strada e alle svolte improvvise, il rapporto con i vigilanti è agrodolce. Il livello di ricercato è diviso in cinque categorie, dal numero uno (la minore) al numero cinque (la maggiore). Man mano che questo sale ci sono auto più prestazionali (e quindi più aggressive) al nostro inseguimento, oltre a elicotteri, posti di blocco e strisce chiodate.

La maniera migliore per sfuggire alla morsa della legge è sicuramente andare in fuoristrada, senza seguire nessuna pista ma dandosi letteralmente alla macchia. Non sarà comunque facile, ma così facendo è possibile sfuggire agilmente anche agli elicotteri. Una volta riusciti nella fuga sarà comunque presente il livello di ricercato, che può essere azzerato mediante l’ingresso al garage, nel passaggio tra notte e giorno. Questo significa che sarà necessario percorrere le strade con numerose pattuglie alla nostra ricerca, nel tentativo di fermarci una volta per tutte.

L’impressione che abbiamo avuto però è che la polizia ci metta troppo poco tempo a individuarci e, nonostante sia presente un accessorio che aumenta il tempo necessario per far scattare il prossimo inseguimento, guidare con calma e senza troppi fastidi diventi sempre più difficile. Questo può portare a cospicue perdite di tempo, andando a interrompere bruscamente il ritmo di gioco e introducendo un malcelato aumento della frustrazione nel giocatore.

Stile da vendere

L’impatto grafico del gioco è notevole, come abbiamo già visto, ma anche la parte stilistica legata alla scelta cartoon, cel shading e graffiti è degna di menzione. Sarò onesto: ho seguito personalmente con attenzione tutti gli annunci precedenti all’uscita del gioco e credevo fermamente che la virata stilistica, unita alle collaborazioni con le case di moda, fosse una tendenza poco adatta alla serie. Mi sono ricreduto nel momento stesso in cui ho provato il gioco.

L’introduzione dello stile ibrido con cartoon e graffiti è una caratteristica di pregio, che conferisce stile, personalità e una vena scanzonata al gioco. Gli effetti non disturbano ma anzi fanno comparire un sorrisino compiaciuto sulla faccia di chi li sa apprezzare. Nonostante questo, al momento non è possibile disattivare le animazioni, nota che magari i puristi potrebbero apprezzare meno.

Venendo al fattore moda, la capacità di poter vestire il nostro avatar come desideriamo, con giacche, scarpe, cappelli, giubbotti e chi più ne ha più ne metta dà un tocco di personalizzazione ulteriore. Sarà possibile scegliere tra una moltitudine di brand sportivi e di alta moda, partendo da Puma, Vans e arrivando fino ad Armani e molto altro.

Se questo non vi bastasse, la colonna sonora interamente hip-hop (o trap, se preferite) si cala perfettamente nello stile generale del gioco. Molti potrebbero preferire i classici brani metal e rock galoppanti, come in Need for Speed Most Wanted, per aumentare l’adrenalina, ma vi assicuriamo che anche questo tipo di musica valorizza l’esperienza.

Trofeisticamente parlando: perchè ciu is megl che uan

L’elenco trofei di Need for Speed Unbound è composto da quarantadue coppe, di cui ventinove di bronzo, otto d’argento e quattro d’oro, compreso uno scintillante Platino. La conquista di quest’ultimo passa dal completare la storia offline, vincendo il Grand, e dalla raccolta di tutti i collezionabili, oltre al completamento varie azioni di gioco, come sfuggire a un inseguimento di categoria cinque.

Online sarà necessario completare venticinque playlist totali e correrne una contro altri sette piloti, riempiendo la lobby fino a otto persone. Nulla di difficile, ma sarà necessario fare in fretta, pena lo svuotamento dei server o la necessità di accordarsi tra gruppi d’intenzionati. Inoltre, è necessario accumulare somme cospicue per poter elaborare (o acquistare) un’auto per competere nei livelli S. Per il resto, il gioco è completabile alla minima difficoltà ma anche a questa dovrete essere bravi e veloci per uscirne a testa alta.

VERDETTO

Need for Speed Unbound è un titolo che offre da un lato un modello di guida in puro stile Need for Speed e dall'altro una esperienza next-gen totale, con 4k e 60fps costanti. Il gioco è ricco di dialoghi e di inseguimenti intensi, e la virata stilistica su cartoon e graffiti ci è piaciuta. Una città ricca di cose da fare ma un po' anonima è il perfetto indice di un prodotto ben realizzato, ma che potrebbe fare meglio. Nonostante questo, se amate la serie Need for Speed, il capitolo Unbound vi regalerà sicuramente ore e ore di divertimento. La speranza è che il prossimo episodio possa prendere quanto di buono fatto e correggere i nei, regalarci un vero e proprio capolavoro.

Guida ai Voti

Andrea Pasqualin
Classe '90, nato e cresciuto tra benzina e gasolio, è il classico "petrolhead". Si è umilmente autoproclamato "Re dell'Universo Racing presso PlayStationBit". Appassionato di tutto quello che corre e vola, sta vivendo il suo sogno scrivendo di videogiochi e pensandoci dalla mattina alla sera. Nei momenti liberi guida la sua moto supersportiva e si diverte a spaventare le vecchiette ai semafori.