One Piece Odyssey – Recensione

Sviluppatore: ILCA Publisher: Bandai Namco Entertainment Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 69,99 € Italiano: Sottotitoli

Abbiamo levato l’ancora in compagnia di Monkey D. Luffy per la recensione di One Piece Odyssey. Il nuovo titolo di Bandai Namco Entertainment e ILCA dedicato al celeberrimo manga di Eiichiro Oda promette di far divertire gli appassionati con una formula che strizza l’occhio ai classici giochi di ruolo, con risvolti decisamente interessanti. Avventuratevi con noi sull’isola di Waford per combattere potenti avversari e svelare qualche segreto.

La storia di One Piece Odyssey

Per iniziare la nostra recensione partiamo dal presupposto che One Piece sia un marchio abbastanza celebre da non necessitare particolari introduzioni. Il videogioco di Bandai Namco è stato infatti realizzato per celebrare il venticinquesimo anniversario del manga che racconta le vicende della ciurma di Cappello di Paglia e delle sue battaglie contro incredibili nemici. Con la premessa di voler celebrare al meglio le 25 candeline dell’opera, ci lanciamo in One Piece Odyssey: il gioco di ILCA sceglie di non narrare una storia canonica, ma piuttosto di offrire ai giocatori una sorta di spin-off.

Ipoteticamente ambientato dopo gli eventi di Dressrosa, con i nostri eroi già molto potenti, Odyssey è infatti strutturato come uno dei tanti episodi filler che costellano l’anime. La ciurma supera una strana tempesta dopo essere stata colpita da una Knock Up Stream (la stessa che ha portato la nave su Skypiea) e naufraga su una misteriosa isola. La povera Thousand Sunny, la nave del gruppo, necessita di forti riparazioni prima di tornare a navigare: Luffy decide così di setacciare l’isola, incontrando l’esploratore Aido e la sua compagna Lim.

Senza troppo addentrarci nella trama, che per quanto abbastanza lineare merita di essere scoperta, ILCA si concede un escamotage per offrire ai giocatori l’avventura perfetta. Utilizzando un particolare potere, infatti, Lim priva della forza combattiva tutti i membri della ciurma che, da incredibilmente potenti, tornano ad essere combattenti ordinari. Dopo una prima fase di gioco al massimo si dice quindi addio ai gear di Luffy, alle tecniche a tre spade di Zoro e ai calci infuocati di Sanji.

Senza forze ma con entusiamo

Con un cliché tipico dei giochi di guida (Need for Speed sfrutta da anni questo espediente), One Piece Odyssey trova un comodo pretesto per offrire ai giocatori un’esperienza che parta dagli albori della serie, senza però la necessità di inventarsi viaggi nel tempo o altre diavolerie. Allo stesso modo sfrutta i poteri di Lim per portare i giocatori nei ricordi dei membri della ciurma. Proseguendo infatti nella campagna, si dovranno affrontare delle aree chiamate Memorie, in cui rivivere i momenti clou della saga.

L’intelligenza di questa scelta si riflette anche sulla possibilità che, trattandosi di ricordi, alcuni elementi possano discostarsi leggermente da quanto vissuto dai nostri eroi. Così facendo, One Piece Odyssey si rivela perfetto sia per i fan storici della serie, sia per i semplici curiosi che vogliono scoprire il magico mondo di Eiichiro Oda. Il grande autore è stato peraltro coinvolto appieno nel progetto, tanto che ha realizzato personaggi e creature inedite per dare un senso di continuità e soprattutto per dar vita a un’opera coerente.

Tutte le aree inoltre sono state realizzate con cura e dovizia di particolari. L’isola principale, quella di Waford, è rigogliosa e piena di piccoli segreti da scoprire. Le zone storiche delle Memorie, invece, sono incredibilmente fedeli a quanto visto all’interno del manga, pur prendendosi anche qui qualche piccola licenza poetica. Ottima anche la dimensione generale del mondo di gioco, che per essere esplorato completamente richiederà una grande quantità di ore e di sforzi.

Il gameplay di One Piece Odyssey

Quello che tutti vogliono però, tolta la storia, è combattere con i propri beniamini. One Piece Odyssey non delude, offrendo una doppia anima in cui si alternano sezioni di esplorazione dell’open world a combattimenti a turni tipici dei giochi di ruolo. I giocatori si spostano in vaste aree su binari, in cui non è possibile deviare, se non in zone prestabilite, dal percorso predefinito. Una mini mappa aiuta a comprendere meglio quali parti possono essere visitate e quali no, cercando magari di trovare collezionabili o forzieri nascosti.

In qualsiasi momento è inoltre possibile eseguire un cambio di leader, per sfruttarne le abilita. Luffy può esempio lanciarsi a razzo su alcuni appigli, Chopper è l’unico in grado di passare in cunicoli e Zoro potrà tagliare le porte chiuse. Si tratta di semplici trovate che rendono importante alternare il capitano e permettono di apprezzare la grande qualità dei modelli poligonali della ciurma in toto.

Sono inoltre presenti, sia nelle aree esterne che nei dungeon, nemici in bella vista sullo stile dei recenti Pokémon e di molti altri giochi di ruolo. Avvicinandosi ad essi (oppure se saranno loro a raggiungerci) si entrerà in combattimento. Lo stile, come detto, ricalca quello dei classici giochi di ruolo, tanto da rischiare di risultare persino obsoleto a un occhio poco esperto. Si tratta di una deduzione sbagliata, perché One Piece Odyssey vanta meccaniche curate e profonde, basate sia su un semplice sistema di debolezze, sia sulla posizione dei nemici.

Il gruppo è composto sempre da quattro combattenti, che possono essere scambiati senza limitazioni con quelli nella panchina. Ognuno è dotato di una certa quantità di punti ferita e di speciali punti abilità per utilizzare le tecniche speciali. Sia eroi che nemici, così come alcune mosse, hanno poi una di tre caratteristiche: velocità, potenza e tecnica. Con un sistema simile a sasso, carta e forbice, ognuno è forte contro uno e debole contro l’altro. Questo, unito alla possibilità di usare mosse a corto e lungo raggio oppure ad area, genera una grande immersività e permette di creare complicate tattiche. Lo stesso, però, possono fare anche i nemici.

Tecnica ad estrazione ad una spada: Canto del Leone

Pur senza togliere nulla all’open world e alla trama, i combattimenti sono sicuramente l’elemento più riuscito di One Piece Odyssey. Utilizzare tutte le tecniche diventate celebri grazie al manga è incredibilmente appagante, così come riuscire a stendere uno dei tanti boss presenti nel gioco. Le battaglie contro i nemici storici della serie poi sono veramente il culmine del divertimento, nonostante una certa semplicità di fondo che a volte potrebbe far storcere il naso ai puristi.

In certi frangenti, infatti, la curva di difficoltà sembra mal calcolata, con alcuni avversari troppo deboli e altri di colpo incredibilmente forti. Salendo di livello (impresa tutt’altro che complessa) e sfruttando particolari equipaggiamenti si riuscirà comunque a uscire indenni dalla maggior parte dei conflitti. Proprio gli strumenti da assegnare ai personaggi rappresentano l’altro elemento imprescindibile dei giochi di ruolo. Speciali monili possono essere collocati in una plancia che si espanderà salendo di livello. Il giusto mix permette di ottenere guerrieri pronti a ogni evenienza. Non mancano oggetti consumabili, così come la possibilità di creare ricette per potenziarsi prima delle battaglie importanti.

Altrettanto interessante la possibilità di raccogliere speciali oggetti (di cui non vi facciamo spoiler) per migliorare determinate abilità della ciurma di Luffy e aumentarne i danni. Tolta questa specifica, ognuno dei nove personaggi giocabili riceverà esperienza anche senza prendere parte ai combattimenti, il che permette di cambiare senza alcuna remora la formazione in caso sia necessario sfruttare debolezze o particolari abilità. Tutti quelli citati sono comunque di elementi marginali, che si integrano però bene con l’esperienza proposta da ILCA senza renderla esageratamente complessa.

Il comparto tecnico e la longevità di One Piece Odyssey

One Piece Odyssey non mostra le sue qualità esclusivamente con il gameplay, ma anche con un comparto tecnico di prim’ordine. A livello grafico, nonostante alcuni scenari risultino forse eccessivamente vuoti, il gioco è veramente appagante. I modelli poligonali dei personaggi e dei mostri sono realizzati con grande cura. Altrettanto di qualità le animazioni, con mosse incredibilmente fedeli a quanto è possibile vedere nel manga e nell’anime.

Nota di pregio, come già accennato, l’intervento di Eiichiro Oda in persona, che si è occupato del design di mostri e personaggi inediti. La qualità si vede subito e consente di apprezzare al meglio anche gli eventi non canonici dell’opera. Altrettanto apprezzabile la colonna sonora, che offre pezzi orchestrali che non sfigurerebbero in un Dragon Quest. Anche qui è necessario fare i complimenti ai ragazzi di ICLA, che hanno inserito nel gioco il doppiaggio in lingua giapponese, con le voci ufficiali dei vari personaggi. Speriamo quindi che il prossimo passo sia la localizzazione in italiano. I sottotitoli comunque permettono di comprendere tutto senza alcuna fatica.

Chiudiamo la nostra recensione con un’informazione tutt’altro che marginale. Parliamo infatti della longevità del titolo, che risulta essere buona ma non esagerata. One Piece Odyssey infatti può essere completato in una trentina di ore. Discorso diverso se vorrete superare ogni missione e recuperare i vari collezionabili: in quel caso infatti il vostro viaggio sull’isola di Waford si dovrà prolungare per qualche ora aggiuntiva, affidandosi magari a un particolare end game ideato dal team.

Il Platino di One Piece Odyssey

Se state pensando che, in quanto gioco di ruolo, ottenere il Platino di One Piece Odyssey vi porterà via parecchio tempo, siete nel posto giusto. La lista trofei del gioco include un totale di 51 coppe, la maggior parte delle quali legate alla storia oppure ad azioni che si svolgeranno in automatico proseguendo l’avventura. Non mancano però richieste più lunghe, come portare i personaggi al massimo livello, completare tutte le storie secondarie oppure usare abilità specifiche. Mettete in conto almeno una quarantina di ore, se puntate a diventare i re dei cacciatori.

VERDETTO

One Piece Odyssey è senza mezzi termini il gioco di One Piece che gli appassionati aspettavano da anni. Bandai Namco e ILCA hanno realizzato un vero capolavoro, nonché un paradiso di riferimenti e citazioni per chi ama il manga di Eiichiro Oda e non vede l'ora di lanciarsi in un'avventura mozzafiato con i suoi personaggi preferiti. La trovata utilizzata per inserire momenti fondamentali del passato, le Memorie, è decisamente furba e ha permesso al team di creare dei mondi paralleli in un'avventura che temporalmente s'incastra in un momento avanzato del manga stesso. Il sistema di combattimento, all'apparenza semplice, è in realtà molto stratificato e farà la gioia degli appassionati dei giochi di ruolo. Piccola nota di demerito per una curva di difficoltà non calibrata alla perfezione. Nonostante questo, One Piece Odyssey resta un must have di qualità davvero eccelsa. Salite a bordo della Thousand Sunny: una grande avventura vi aspetta!

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.