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Planet Zoo Console Edition – Recensione

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Se il vostro sogno è sempre stato quello di gestire uno zoo, mettetevi comodi e preparatevi a scoprire Planet Zoo Console Edition nella nostra recensione. L’apprezzato gestionale di Frontier Developments arriva infatti finalmente anche su PlayStation, portando con sé una serie d’interessanti novità, ma anche tantissime conferme. Preparatevi a passare ore e ore in mezzo a tantissimi animali, visitatori e l’immancabile miriade di problemi da risolvere!

Biglietto, prego

Sembra ieri che terminavamo la nostra ultima montagna russa, completando finalmente un gioco divertente e incredibilmente affascinante come Planet Coaster. E invece sono passati quasi quattro anni da quando i ragazzi di Frontier Developments hanno dato fondo alle loro abilità per portare un gestionale ricco e carico di opzioni e di personalizzazioni su console. L’ottimo lavoro svolto ha consentito al titolo di ottenere grandissimo successo, portando anche alla pubblicazione di vari DLC. Con il progressivo esaurirsi dell’interesse attorno a Planet Coaster, però, si è reso necessario affrontare una nuova sfida.

Ecco perché non ci ha stupito l’annuncio di una trasposizione di un altro grande successo targato Frontier. Stiamo parlando di Planet Zoo, un gestionale di parchi in cui però l’attrazione principale sono gli animali. Non immaginatevi infatti il classico zoo pieno di gabbie dalle sbarre in ferro, quanto piuttosto delle riserve naturali in cui le creature potranno stare in un habitat che simuli quello in cui vivrebbero in cattività. O almeno, questo sarà l’obiettivo principale dei giocatori. Non meno importante saranno però i visitatori del nostro parco, necessari per avere degli introiti e poter gestire e ampliare la struttura.

Questo è, in estrema sintesi, il concetto alla base di Planet Zoo. Il gioco nasconde però un’infinità di sfaccettature e una quantità incredibile di possibilità, a cominciare dalle modalità disponibili. I giocatori potranno da subito cimentarsi nella classica campagna, in cui verremo rimbalzati in una serie di parchi con obiettivi specifici da completare. Potremo poi giocare in modalità sandbox, ossia libera da vincoli, oppure affrontare missioni speciali e persino sfide online. Per questo passaggio su console, Planet Zoo non ha voluto limitarsi, per offrire ai giocatori l’esperienza gestionale definitiva.

Il gameplay di Planet Zoo

Ma come sarà possibile creare degli zoo perfetti? Planet Zoo, come è facile immaginare, prende ispirazione dal già rodato fratello Coaster, passando però da luminosi parchi divertimenti ad aree ben più selvagge e naturalistiche. I giocatori si muovono all’interno dell’area di gioco, di dimensioni e morfologia variabili, studiando la disposizione del proprio zoo. Nelle prime fasi ci verranno affidate strutture già avviate, in cui dovremo risolvere una serie di problemi e ottimizzare ogni elemento per attirare visitatori. Questo perché, pur essendo un gioco “pet friendly”, anche in Planet Zoo lo scopo ultimo sarà guadagnare.

Oltre a utilizzare gli animali come attrazione, potremo con il tempo creare anche negozi dedicati, in grado di garantirci entrate extra al fine di offrire comfort e tranquillità ai nostri ospiti, sia umani che non. Il successo all’interno di Planet Zoo, proprio come in altri gestionali simili, è determinato dalla nostra abilità nel conciliare desideri e richieste di tutti, controllando nella fattispecie una quantità decisamente corposa di parametri. Gli animali, in special modo, ci chiederanno di adattare l’habitat alle loro esigenze, creare strutture in cui ripararsi da occhi indiscreti e ovviamente dotarli di giochi, mangiatoie e abbeveratoi.

Non fatevi però spaventare o scoraggiare da questa descrizione: il team di Frontier Developments ha studiato al meglio ogni elemento del gioco, rendendo di fatto i primi livelli della campagna un lungo ed esaustivo tutorial. In questo modo è possibile imparare giocando, scoprendo man mano tutti i potenti strumenti che potremo adoperare per generare degli zoo a prova di qualsiasi catastrofe. La localizzazione in italiano, con tanto di doppiaggio dei vari dialoghi, permette inoltre a chiunque di seguire le spiegazioni e mettersi all’opera senza dubbi. Nonostante questo, a causa anche dei tanti elementi da tenere in considerazione, in certi momenti il tutorial può risultare un po’ confusionario.

Il re della giungla

La varietà di meccaniche presente in Planet Zoo va di pari passo con la quantità di elementi personalizzabili inclusi all’interno del gioco. Non solo il parco e gli habitat, ma anche i singoli elementi potranno essere modificati a nostro piacimento, per creare strutture esteticamente belle ma anche funzionali. Questo denota ancora di più quanto i ragazzi di Frontier abbiano cercato di lasciare completa libertà ai giocatori, favorendo la loro creatività. I meno abili potranno comunque affidarsi al ricco database di strumenti presenti, acquistando sia piccoli elementi che intere strutture già impostate, utili per rendere meno complesso il lavoro di custode.

I protagonisti restano comunque gli animali: belli, bellissimi ma anche problematici. Ognuno dovrà essere collocato in ambienti adatti alle loro richieste, che comprendono determinate tipologie di vegetazione, temperatura, umidità e persino una precisa popolazione. Pur non dovendo essere dei biologi, Planet Zoo regalerà immense soddisfazioni agli amanti degli animali, che potranno vedere nascere e crescere tantissime creature. Inoltre, parallelamente, il parco si popolerà di visitatori, desiderosi di controllare il nostro operato.

Questi non saranno gli unici elementi da gestire: i giocatori dovranno rendere armoniose le loro strutture, nascondendo le palazzine. Sarà necessario anche portare corrente, depurare l’acqua e creare zone con altoparlanti didattici, oltre a gestire i problemi degli animali, il clima del loro habitat e in casi estremi anche dei manifestanti pronti a protestare nel caso in cui non saremo in grado di garantire il benessere delle nostre creature. Insomma, dimostrarsi un abile direttore di zoo non sarà assolutamente una passeggiata.

Tutto questo vale sia nella lunga modalità campagna, che include 12 livelli di difficoltà crescente, sia nelle modalità secondarie (ma non per questo meno importanti) di Planet Zoo. L’immancabile Sandbox ci permetterà di creare il nostro parco senza preoccuparci di crisi finanziarie o di limitazioni di spazio. Si tratta di una consolidata tradizione dei gestionali, che permette di dar fondo alla propria abilità. Franchise invece aggiunge alcune meccaniche online, consentendoci d’interagire con gli altri custodi e creare una vera e propria infrastruttura.

Il comparto tecnico di Planet Zoo

Dopo tante fatiche per creare degli zoo perfetti, sarebbe un peccato trovarsi di fronte a strutture fatiscenti oppure animali poco convincenti. Fortunatamente, Planet Zoo eccelle anche sotto l’aspetto grafico, proponendo ai giocatori delle creature realistiche e incredibilmente affascinanti, che animeranno ogni angolo dei nostri enormi habitat. Dagli elefanti alle tartarughe, passando per scimmie, zebre e chi più ne ha più ne metta. I cinque anni su PC hanno inoltre permesso al team di creare una serie di espansioni, che introducono (per chi volesse fare un piccolo investimento) animali provenienti da diverse parti del mondo.

Altrettanto piacevole la colonna sonora, che come da tradizione offre una serie di tracce molto chill, che consentono di concentrarsi al meglio sulla gestione dei propri zoo. Il già citato doppiaggio in italiano (come già visto per il fratello Planet Coaster) aggiunge una bella nota di colore e dimostra ancora una volta l’amore che Frontier ha per il mercato italiano. La scelta delle voci per i singoli personaggi è davvero ottima, mentre i dialoghi simpatici e scanzonati contribuiscono a smorzare la tensione.

Eccellente anche la fluidità generale, con parchi che grazie alla potenza di PlayStation 5 non soffrono mai di particolari rallentamenti. Qualche piccolo problema invece l’abbiamo riscontrato in fase di selezione di alcuni elementi: una patch correttiva basterà a sistemare queste incertezze. Stesso discorso va fatto per un’ottimizzazione dei comandi che, dovendo adattarsi al DualSense, a volte non propone scelte così immediate. Nota di merito invece per la longevità generale del gioco: la campagna vi poterà via parecchie ore, senza contare che potrete affrontare le sfide a due livelli di difficoltà. Chi terminerà le missioni potrà invece dedicarsi alle modalità secondarie, che renderanno la nostra avventura tra gli zoo potenzialmente infinita.

Il Platino di Planet Zoo

Se siete cacciatori di trofei, allora con Planet Zoo avrete vita dura. Nonostante le prime coppe vi cadranno letteralmente in testa, molte sfide richiederanno un’attenta pianificazione. Bisognerà soddisfare specifiche condizioni, riuscendo ad esempio a completare tutte le ricerche su animali base oppure aumentare la valutazione didattica. Ultimo ma non ultimo, per arrivare al Platino del gioco sarà necessario completare tutti i livelli della campagna in modalità Difficile. Preparatevi a tante ore di gestione degli zoo.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.