Song of Nunu: A League of Legends Story – Recensione

Sviluppatore: Tequila Works Publisher: Riot Forge Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Avventura Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 29,99 € Italiano: Sottotitoli

Se siete appassionati di League of Legends, allora preparatevi alla nostra recensione di Song of Nunu: A League of Legends Story. Il titolo di Riot Forge, sviluppato da Tequila Works, è pronto a raccontarvi le gesta di due apprezzatissimi eroi del celebre MOBA.

Avventure tra i ghiacci

Dopo averci deliziato con la storia di Sylas, raccontata in The Mageseeker, Riot Games grazie all’etichetta Forge ci offre un altro racconto intrigante.

Song of Nunu ci permette infatti di vestire i panni del titolare Nunu, un ragazzo che cerca sua madre con l’aiuto dell’inseparabile amico yeti Willump. La storia dei due personaggi, le cui basi sono ben note agli appassionati di League of Legends, viene approfondita nel corso del gioco. Nonostante questo, è bene sottolineare che Song of Nunu rimane un’opera accessibile a qualsiasi tipologia di giocatore.

Le vicende ruotano come detto attorno alla volontà di Nunu di trovare sua madre: per farlo dovrà intraprendere un viaggio nel Freljord in compagnia del fidato e peloso amico. Durante il suo peregrinare, la coppia rinsalderà il suo legame e salverà la terra ghiacciata da innumerevoli pericoli. Non ci addentriamo ulteriormente nei dettagli della trama, ma possiamo dirvi che le vicende di Song of Nunu sono coinvolgenti e ben raccontate.

Il gameplay di Song of Nunu: A League of Legends Story

Detto della narrazione, è il momento di passare all’azione. Il gioco è estremamente lineare e il gameplay si divide sostanzialmente in tre macro comparti: lore, sezioni platform e rompicapi. Pur trattandosi di un titolo curato, le meccaniche di Song of Nunu risultano molto basilari e non offrono ai giocatori nessuna sfida vera e propria. Gli enigmi ambientali sono quasi immediati, soprattutto per i giocatori più navigati, segno che il team ha scelto di puntare principalmente sulla narrazione.

Non mancano ovviamente le situazioni in cui dovremo combattere: Willump nasconde un animo da guerriero, quindi potremo usare i suoi artigli per colpire i nostri nemici, sia
con combo veloci sia con combo lente ma potenti. Sarà possibile anche mischiare questi due stili di combattimento, oltre a poter effettuare spettacolari combo aeree.

Dopo aver azzerato la vita dei nemici, sarà possibile eseguire il colpo finale. Questo, pur essendo completamente inutile dal punto di vista del combattimento, risulta molto scenografico e consente di rendere tutto un po’ più dinamico, anche se chi bada al sodo potrebbe scegliere di concentrarsi principalmente sul proseguire nell’avventura.

Nascondino innevato

Le sezioni platform, oltre a vantare numerose arrampicate, includono anche delle meccaniche stealth. Si tratta di una proposta sempre molto basilare, ma comunque apprezzabile. Nascondersi per evitare i nemici fornirà quel pizzico di tensione aggiuntiva alla sfida.

Quello che invece dispiace è che il team non ha lasciato al giocatore la liberà di scegliere in quale momento salire in groppa a Willump. Le sezioni in cui ci troveremo a cavallo (o per meglio dire, a Yeti) saranno tutte scriptate in base alla zona in cui ci si trova. Nota piacevole invece la reattività dell’IA durante gli enigmi, che rende tutto meno frustrante.

Di contro, uno dei talloni d’Achille della produzione è la dislocazione dei checkpoint. La dislocazione degli stessi sarà estremamente punitiva: in caso di morte infatti saremo costretti a ripetere lunghe sezioni dei livelli. Saremo inoltre obbligati a riguardare cutscene e dialoghi, se presenti.

Il comparto tecnico di Song of Nunu: A League of Legends Story

Come da tradizione di Riot Forge, anche Song of Nunu vanta un’ottima realizzazione tecnica. Il titolo risulta incredibilmente fluido, senza cali di frame rate. I personaggi sono ben caratterizzati e fedeli al MOBA, anche dal punto di vista del doppiaggio. Un vero e proprio fan service, più che comprensibile visto il pubblico a cui il gioco punta.

Piacevoli anche le ambientazioni: come detto, il gioco è ambientato nel Freljord, una delle tante regioni presenti all’interno di Runeterra. Gli scenari più ricorrenti sono grotte o distese innevate, ma il tutto risulta incredibilmente immersivo, complici anche una colonna sonora adeguata e uno stile artistico perfettamente calato su avventura e personaggi.

Discreta (ma non eccelsa) la longevità: la campagna è completabile in meno di 10 ore. Ad aumentare la durata ci pensano in parte i due tipi di collezionabili, ossia i murales e i poro. Sfortunatamente non saranno così nascosti da impegnare seriamente i giocatori più attenti. Piacevole anche l’area degli extra, che vanta un artbook digitale pieno di bozzetti e un quaderno che raccoglie tutorial, dettagli sui nemici e simili.

Il Platino di Song of Nunu: A League of Legends Story

La lista trofei di Song of Nunu: A League of Legends Story include un totale di 45 coppe, Platino compreso. Sbloccare la ricompensa massima sarà molto semplice, dato che non saranno richiesti nessun tipo di grind o particolari sfide. I cacciatori dovranno solo fare attenzione ai collezionabili, comunque relativamente facili da individuare, per portarsi a casa un nuovo, scintillante Platino.

VERDETTO

Nonostante la brevità della campagna principale, Song of Nunu: A League of Legends Story è un titolo che può essere apprezzato da qualsiasi giocatore. Il gameplay rilassato consente di godersi appieno la storia e la fantastica amicizia di Nunu e Willump. Le dinamiche di gioco, seppur molto basilari, risultano ben implementate e mai troppo frustranti, ben supportate da un'intelligenza artificiale che risponde bene agli stimoli di gioco. Quello che dispiace, in tutto questo, è che Song of Nunu sarà l'ultima creazione di Riot Forge, divisione chiusa nonostante i giochi rilasciati fossero dei piccoli capolavori. Se volete sentite il gelo del Freljord, fatevi scaldare il cuore dall'avventura di Nunu e Willump.

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