Tad the Lost Explorer – Recensione

Sviluppatore: Gammera Nest Publisher: Mediaset Games Piattaforma: PS5 Genere: Platform Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 34,99 € Italiano: Sottotitoli

Tra un Tripla A e l’altro ci siamo rilassati con la recensione di Tad the Lost Explorer, titolo ispirato all’omonima pellicola cinematografica. Sviluppato da Gammara Nest e pubblicato da Mediaset Games, il gioco promette di far divertire gli appassionati del film, permettendogli di vivere le avventure di questo maldestro esploratore. Avventuratevi con noi in questo viaggio tra antichi reperti, personaggi buffi e una strana maledizione.

Mr. Jones, suppongo?

Se il nome di questo videogioco vi dice poco, uno dei motivi è che Paramount Pictures ha deciso di “italianizzare” il titolo dei film arrivati nel nostro paese per attirare più pubblico. Come accaduto anni fa con la serie Capitan Tsubasa (diventata magicamente Holly e Benji), il nostro eroe si è trasformato in Taddeo l’Esploratore. Il cognome del nostro protagonista è però rimasto uguale, ed è di quelli importanti: Jones.

A differenza del mitico Indiana, però, Taddeo è un operaio edile spagnolo che vive a Chicago e che sogna di diventare un archeologo. Grazie a una serie di fortunate coincidenze, questo esploratore in erba si trova invischiato in una serie di eventi e riesce a dimostrare di essere nato per fare il cacciatore di reperti. Il regista spagnolo Enrique Gato è riuscito a creare una trilogia, basandosi sulle opere di Javier Barreira e Gorka Magallón. Tad the Lost Explorer racconta le vicende del terzo film, chiamato Taddeo l’Esploratore e la Tavola di Smeraldo.

Non si comincia dunque dalle origini, partendo in medias res. Taddeo si trova in una giungla, pronto ad esplorare delle misteriose rovine. Fin da subito fanno la loro comparsa i personaggi secondari divenuti nel tempo le spalle dell’archeologo. Sara, la sua fidanzata, il cane Jeff e persino una simpatica mummia. Come è facile immaginare (e senza farvi eccessivi spoiler) la situazione degenera rapidamente, complice la rottura di un sarcofago da parte di Taddeo, che lancia una maledizione sui suoi amici. Inizia così un’avventura in giro per il mondo, studiata per affascinare i giocatori più giovani e magari sorprendere anche qualche utente più “navigato”.

Primi salti

Trattandosi di un videogioco tratto da un cartone animato, Tad the Lost Explorer non cerca di nascondersi dietro artifici tecnici oppure di creare meccaniche complesse. Si tratta infatti di un prodotto destinato a una fascia d’età relativamente bassa (parliamo di bambini tra gli otto e i dodici anni) che potranno ritrovare i propri personaggi preferiti e divertirsi in compagnia di Taddeo.

Proprio per questo non stupisce che il titolo di Gammera Nest offra le meccaniche classiche dei platform, con qualche puzzle ambientale e pochi, sporadici nemici da abbattere. Tutto viene introdotto con la giusta calma, offrendo dapprima al giocatore una panoramica generale dei comandi. Taddeo alterna esplorazione in tre dimensioni, con la possibilità di spostarsi in ambienti più o meno vasti, ad altri in cui ci si muoverà solo in due dimensioni.

Questo dualismo permette di spezzare la monotonia di un titolo in cui, tendenzialmente, è sufficiente saltare con il giusto tempismo, attivare qualche leva e spostare una serie di blocchi. L’archeologo può anche utilizzare un pollo di gomma per sbarazzarsi di creature come ragni e simili, che altrimenti lo abbatteranno con un solo colpo. Non esistono infatti barre della salute o altri strumenti per tracciare l’energia del protagonista. L’hub di gioco è pressoché nullo lasciando spazio alle ottime ambientazioni, che spaziano da giungle ad aree urbane.

Il re degli esploratori

Come abbiamo già anticipato, Tad the Lost Explorer vanta due meccaniche distinte. Le macro aree sono infatti interamente tridimensionali, piene di zone da esplorare e segreti da scoprire. Oltre a dover proseguire con la storia, Taddeo può infatti recuperare una serie di collezionabili sparsi nei livelli. I pennelli sono quelli più numerosi, seguiti da reperti archeologici e da alcune speciali fotografie. Ai fini dell’avventura, raccogliere questi oggetti è praticamente inutile, dato che non si sbloccheranno potenziamenti o altro, ma si tratta comunque di un piacevole diversivo.

Il discorso cambia dentro ai templi e alle strutture chiuse, con la visuale che passa da una terza persona alle spalle di Taddeo a una laterale, tipica dei platform bidimensionali. Queste sezioni sono a nostro avviso le più riuscite, simili per certi versi a quelle di Yooka Laylee e simili. Non aspettatevi comunque nulla di eccessivamente complicato: pedane che crollano, buche piene di punte e qualche altro ostacolo sono le semplici minacce da evitare. La difficoltà rimane decisamente basilare, complice il target di riferimento del gioco.

Nonostante questo, Tad the Lost Explorer si è rivelato decisamente piacevole, anche pad alla mano. Non mancano purtroppo alcuni problemi, soprattutto nelle sezioni in cui si utilizza Sara il cui doppio salto a volte è davvero ingestibile. La generosità dei checkpoint evita comunque che si generi eccessiva frustrazione nei giocatori, con sezioni da ripetere a causa di errori che risultano davvero brevi.

Senti che effetti!

Uno degli elementi migliori di Tad the Lost Explorer è sicuramente l’utilizzo che il team ha fatto del controller DualSense. Il gioco, pubblicato unicamente su PlayStation 5, sfrutta il microfono per restituire al giocatore un feedback sulle azioni svolte. Dal nostro controller uscirà il rumore del blocco che sfrega sul terreno, del pollo che colpisce i nemici e così via. Si tratta di una piccola accortezza, che cambia completamente l’esperienza di gioco e la rende incredibilmente piacevole.

Ottimo anche l’utilizzo della funzione di vibrazione, per quanto meno impattante del microfono. Piccola nota di demerito invece per la configurazione dei comandi, non esattamente felice. Fortunatamente basteranno pochi attimi per adattarsi alle scelte di Gammera Nest e superare gli ostacoli in pochi balzi. Proprio a proposito di questo, particolarmente apprezzata la precisione dei salti, elemento fondamentale all’interno di qualsiasi platform che si rispetti. Meno pratica la gestione della mira, ma i nemici saranno così pochi da far sì che questo non rappresenti un vero problema.

Ottima la grafica in stile cartone animato, che richiama ovviamente lo stile delle pellicole cinematografiche, così come la colonna sonora. Anche qui però c’è un elemento che ci ha particolarmente deluso, ossia la scelta di non localizzare il gioco in italiano. Il doppiaggio solo in lingua inglese ormai è una triste consuetudine, ma a i soli testi a schermo sembra proprio lo sforzo minimo. Questo anche alla luce del giovane pubblico a cui il titolo mira e per cui comprendere gli eventi a schermo potrebbe diventare più complesso. Discreta la longevità, che si attesta circa sulle quattro ore. Si tratta ovviamente del tempo richiesto per la sola campagna: trovare tutti i collezionabili porterà via un altro paio d’ore circa.

Trofeisticamente parlando: questione di pennelli

La lista trofei di Tad the Lost Explorer comprende 28 trofei, Platino compreso. Se volete sbloccare la massima ricompensa, dovrete focalizzarvi sui numerosi collezionabili presenti nel gioco. Le reliquie saranno facile preda dei cacciatori più esperti, mentre i pennelli potrebbero mettere in difficoltà anche gli esperti di platform. L’assenza d’indicatori e un conteggio solo in percentuale non permettono di capire chiaramente quanti ne mancheranno all’appello. Fortunatamente una funzione di selezione livello permetterà di completare tutte le richieste senza impazzire, aggiungendo una nuova coppa blu alla propria bacheca.

VERDETTO

Dopo alcuni progetti che non ci avevano convinto appieno, il team di Gammara Nest è riuscito a tirar fuori il proverbiale coniglio dal cilindro. Tad the Lost Explorer sfrutta al meglio la licenza, offrendo agli appassionati di questo personaggio un platform divertente e ben strutturato. L'alternanza tra sezioni tridimensionali e altre in 2D permette di non annoiarsi mai, mentre la curva di difficoltà decisamente dolce strizza l'occhio ai giocatori più giovani o meno esperti. Non si tratta, ovviamente, del gioco che innoverà il genere, ma le ore in compagnia di Taddeo scorrono piacevolmente e senza intoppi. Ottima anche la grafica, che si rifà ovviamente alla pellicola cinematografica, così come la colonna sonora. Fate solo attenzione alla localizzazione in italiano solo dei testi (non del parlato). Nonostante questo, comunque, se amate i platform non esitate a far vostro Tad the Lost Explorer.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.