The Last of Us Parte I – Recensione

Sviluppatore: Naughty Dog Publisher: Sony Interactive Entertainment Piattaforma: PS5 Genere: Azione Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 79,99 €

Il capolavoro di Naughty Dog è tornato sulle nostre console e questa volta nella sua forma migliore. The Last of Us Parte I rappresenta la terza edizione dello storico gioco che vede protagonisti Joel ed Ellie. Se ce ne fosse davvero bisogno è stato oggetto di grandi discussioni, con uno dei punti più controversi riguardante il prezzo del gioco. Se volete trovare la risposta alla spinosa questione, date un’occhiata alla nostra recensione. Potrete poi valutare da soli ciò che è cambiato e se, per voi, vale la pena comprare (o ricomprare per i più) The Last of Us Parte I.

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La storia è scritta e non può cambiare

Le novità di questa edizione sono tante. Quello che resta un caposaldo inamovibile è però la struggente storia del viaggio dei due protagonisti, alla ricerca delle Luci in un’America ormai in rovina. Per chi non avesse mai giocato a The Last of Us (sappiamo che siete pochi), diremo solo che ci troveremo in un mondo devastato che sta andando verso la rovina. Un’infezione terribile a opera di un fungo mutagene, il cordyceps, è in grado di trasformare le persone in famelici mostri che vogliono soltanto cibarsi dei loro simili. Al contempo, le poche persone ancora umane cercano di prendere il sopravvento le une sulle altre. Sono all’ordine del giorno sanguinose lotte per il potere o anche solamente per recuperare del cibo e oggetti utili per la sopravvivenza.

In questo ambiente ostile e pericoloso, l’ex mercenario Joel incontra in modo fortuito una ragazzina che sembra avere un dono speciale, una speranza per l’umanità. Un infetto ha morso Ellie, ma lei non sembra mostrare alcun segno di contaminazione. Questa incredibile scoperta potrebbe essere l’unico modo per trovare la cura al morbo che sta devastando il mondo. Così Joel ed Ellie si mettono in viaggio per trovare le Luci e, grazie a loro, creare l’antidoto. Un’avventura però piena di pericoli e incontri, ognuno dei quali si rivelerà intenso e toccante, in un modo o nell’altro. Le emozioni che questa storia è in grado di scatenare sono forse ciò che più ha reso famosa la serie nel mondo.

the last of us parte 1

Quali sono le novità?

Se la trama non è cambiata, lo sono tante altre cose. La prima, impossibile da non notare, è il rifacimento grafico di tutto il titolo. Naughty Dog ha ricreato completamento The Last of Us Parte I usando un nuovo motore grafico e raggiungendo così gli standard qualitativi dei giochi odierni. Anche se la remastered del 2014 su PlayStation 4 è invecchiata bene, le differenze con questa nuova edizione sono piuttosto importanti. I modelli e le texture sono stati tutti aggiornati e la grafica è davvero “spaccamascella”.

Sono disponibili diverse modalità grafiche: ben cinque. Noi abbiamo avuto la possibilità di giocare The Last of Us Parte I su uno schermo a 120Hz con il VRR. Siamo così riusciti a sbloccare il frame-rate in modo da oltrepassare i 60 frame per secondo in modalità Performance e possiamo garantirvi che il risultato è spettacolare. Anche l’illuminazione è stata completamente ricreata, rendendo ogni scena più realistica e affascinante sia nelle sequenze durante il gioco che nelle cutscene. Queste ultime sono state mantenute inalterate nel contenuto. Alcune inquadrature e scelte di regia sono state però modificate, per aumentarne il pathos. È indubbio che i nuovi dettagli del viso dei protagonisti enfatizzino tutte le emozioni che questo gioco è in grado di trasmettere.

Anche alcuni comandi sono stati rivisti, come ad esempio quelli del crafting e dei potenziamenti delle armi. Nello specifico, il primo è stato totalmente rivisto. Come modello di riferimento gli sviluppatori hanno usato quello di The Last of Us Parte II. Ci troveremo quindi a raccogliere abbastanza parti di oggetto per averne un’unità, per poi creare l’oggetto che vogliamo. Anche per il potenziamento delle armi ci sono novità, in quanto dovremo trovare un banco di lavoro per poter migliorare le caratteristiche del nostro equipaggiamento. Avendo abbastanza pezzi di ricambio partirà una cutscene piuttosto dettagliata, mostrandoci le modifiche che stiamo apportando alle nostre bocche sputafuoco.

Bene la grafica, ma il resto?

Un’altra miglioria apportata riguarda sia l’IA nemica che quella amica. Spesso e volentieri, nella remastered precedente, i compagni comandati dal gioco potevano passare davanti ai nemici senza innescare alcuna reazione. In quest’ultima versione questo problema è stato corretto, almeno in parte. Oltre a dei movimenti più intelligenti da parte dei nostri alleati, noteremo che gli infetti saranno molto più sensibili alla loro presenza. Saranno anche più reattivi e svegli, in generale, durante i combattimenti. Purtroppo non si trova la stessa cura quando i nemici sono degli umani. I nostri alleati non subiranno ripercussioni se avvistati da questi ultimi. Inoltre, durante il combattimento, gli avversari umani resteranno intrappolati in schemi di battaglia piuttosto rigidi e poco scaltri. Si sarebbe potuto lavorare un po’ di più su quest’aspetto, vista l’esperienza maturata con The Last of Us Parte II.

Anche il comparto audio è stato ritoccato e ricreato in toto con la tecnologia 3D. Grazie alle cuffie Pulse 3D di PlayStation 5 sarà estremamente coinvolgente ascoltare ogni dialogo. Ancora più importante sarà prestare orecchio durante i combattimenti, per sentire gli infetti strisciare ed emettere suoni da brivido mentre cerchiamo di sfuggirgli. Un’implementazione davvero riuscita, non c’è che dire. Non altrettanto possiamo dire dei grilletti adattivi, che fanno il loro lavoro raggiungendo a stento la sufficienza. In altri titoli, come ad esempio Returnal o Control, gli sviluppatori sono stati in grado di sfruttare molto meglio questa feature, regalandoci fantastiche sensazioni tattili. Sfruttato a meraviglia, invece, è l’SSD. Caricamenti velocissimi e azzeramento dei tempi morti, per un’immersione totale.

Sono sicuramente da menzionare anche tutte le migliorie per aumentare l’accessibilità di The Last of Us Parte I. È possibile modificare molti parametri oltre, naturalmente, alla difficoltà generale del titolo. È presente anche la modalità con il permadeath. Questa ovviamente non ha lo scopo di facilitare il gioco, ma potrebbe comunque avere grande appeal per molti giocatori. Come modificatori per l’accessibilità sono presenti caratteristiche interessanti e innovative. Troviamo ad esempio il lettore automatico di testi, la descrizione audio delle cutscene e anche la possibilità di riprodurre i dialoghi attraverso il feedback aptico del DualSense di PlayStation 5. In particolare quest’ultima opzione è studiata per far capire come viene detta una battuta anche ai giocatori non udenti. Il lavoro svolto in questa direzione è veramente notevole e ben realizzato.

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Tirando le somme

Dare un giudizio complessivo all’opera di Naughty Dog è facile e difficilissimo allo stesso tempo. Noi pensiamo che sia una questione di punti di vista. Guardando The Last of Us Parte I con gli occhi di un nuovo giocatore, qualcuno che non ha mai affrontato questo emozionante viaggio, la nuova edizione è un capolavoro e vale a pieno gli ottanta euro richiesti, anzi, anche qualcosa in più.

Se però pensiamo che questa è una IP già vista due volte su PlayStation, e che in pratica è un super upgrade per PlayStation 5 dalla precedente remastered PlayStation 4, forse la richiesta economica diventa un po’ troppo esosa. C’è anche da dire che chi ha già giocato alle versioni precedenti non avrà problemi ad aspettare un po’ di tempo prima di mettere le mani su questa edizione. Questo permetterà un fisiologico calo di prezzo a cui vanno incontro i videogame di questi tempi. Così facendo si si potrà puntare a risparmiare qualcosa e spendere la cifra desiderata.

Non nascondiamo una piccola delusione nella mancanza di qualche contenuto nuovo e originale. È presente anche in questa edizione il DLC Left Behind, anch’esso riadattato, ma rimane comunque un contenuto già visto e giocato. Una nuova mini espansione, come ad esempio un piccolo spin-off, sarebbe stata la ciliegina sulla torta e un modo per far tacere quella vocina di nostalgico collezionista che sussurra “non comprare questa nuova edizione, non ha nulla in più della precedente…“.

Trofeisticamente parlando: nuova edizione, nuovo Platino (e pure più facile)

Non solo le opzioni di accessibilità favoriranno i giocatori in The Last of Us Parte I, ma anche la lista trofei per agguantare il Platino sarà dalla loro parte. Infatti, l’elenco dei trofei è in parte nuovo e differisce dalle precedenti versioni per diverse cose. Possiamo sintetizzare dicendo che questo Platino è molto più facile da raggiungere in confronto a quelli di prima. Tra le varie differenze spicca il fatto che non avremo bisogno di finire il gioco alla difficoltà più alta. Inoltre, avendo la possibilità di rigiocare ogni singolo capitolo, sarà facile recuperare tutto ciò che abbiamo mancato. Se volete avere una panoramica più dettagliata e tanti suggerimenti su come ottenere il Platino di questa nuova versione, leggete la nostra guida!

VERDETTO

The Last of Us Parte I è la terza edizione del capolavoro di Naughty Dog. Le novità presenti sono tante anche se la storia rimane inalterata. Il lavoro di rifacimento è stato corposo e ben realizzato, in ogni dettaglio. Per noi il punto di vista da cui si guarda questa produzione è essenziale per capirne il valore. Se non avete mai giocato a questo titolo, fate vostra questa riedizione prima di subito. Diversamente, potreste storcere il naso per l'assenza di vere novità. La grande qualità grafica e le numerose opzioni e funzioni sono comunque un ottimo motivo per rivivere il viaggio con Joel ed Ellie.

Guida ai Voti

Daniele Citerio
Lo zio "citte", avete presente quello zio strano che fa cose strane in posti strani? Arrampica pareti di roccia su alte montagne, scala le cascate di ghiaccio, fa yoga in mezzo alla spiaggia e poi, ve lo trovate in salotto attaccato alla play a giocare senza manco considerarvi? Ecco, sono io!